La noia del "posto fisso". Monti fa il pieno di critiche
ROMA. Altro che "monotonia del posto fisso". L'invito di Mario Monti ai giovani ad abbandonare l'idea di avere lo stesso impiego per tutta la vita fa il pieno di critiche. E' rivoluzione sul web, caos nei partiti (in realtà più attenti ad intercettare gli umori dell'elettorato sulla riforma del lavoro). Ma non manca chi, soprattutto al centro e nel Pdl, plaude al 'professore' e definisce le parole di Monti "una provocazione da cogliere".
Dal suo canto il premier, tutto il giorno al lavoro a palazzo Chigi, non interviene e non lascia trapelare nulla. C'é l'intenzione di "non creare un caso", anche perché "tutto va riletto nel suo insieme", spiegano fonti di Governo.
Non è certo di questo avviso Susanna Camusso. Vedo "persone che non possono annoiarsi perché stanno disperatamente cercando lavoro - rimarca la leader della Cgil - "Più che fare delle battute bisognerebbe indicare loro quale strada il Paese intende intraprendere".
Anche dal Pd non sono mancate critiche all'indirizzo del premier. Pier Luigi Bersani non ha nascosto il suo imbarazzo per l'uscita di Monti: "Il posto fisso diventa monotono quando uno ce l'ha e quando può guardarsi attorno - riflette - Quando non ce l'hai, il posto fisso è desiderabile". Ma il leader democratico chiarisce anche che "il pensiero di Monti è un po' più articolato di quella battuta".
Bersani, insomma, prova a difendere il premier ma deve tener conto del 'fastidio' del suo partito per le dichiarazioni del professore sul posto fisso. "E' stata una delle peggiori performance televisive di Monti - chiosa Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori democratici - Teorizzare che la società non è dinamica perché c'è il posto fisso è una sciocchezza". "Monti sbaglia di grosso", fa eco Fausto Raciti, segretario dei Giovani democratici.
In difesa del capo del governo interviene Pier Ferdinando Casini. Per il leader dell'Udc, la frase di Monti non deve "scandalizzare", perché "é una frase provocatoria, che mira ad aprire un grande dibattito su quel tema nel Paese e sarebbe da provinciali non coglierla capendo quello che c'é dietro quelle parole".
Si divide, invece, il Pdl. L'ex ministro Renato Brunetta - che deve parte della sua fama anche alle celebri 'uscite' sui dipendenti statali "fannulloni" e sui poliziotti "panzoni" - solidarizza con Monti definendolo "coraggioso". Di segno opposto l'intervento dell'ex collega Giorgia Meloni che ricorda a Monti che "se sei precario, non accedi al mutuo, al finanziamento per un'auto, non hai nessuna considerazione". Insomma, "in Italia sono soprattutto le banche a essere monotone".
Lapidario Gianfranco Rotondi che parla di "un luogo comune irrispettoso di una generazione che fa del precariato la sua definizione e la sua nevrosi".
L'Idv insorge. Massimo Donadi sottolinea che c'é "una distanza siderale tra le parole di Monti e la vita quotidiana delle persone che sanno bene che quando si perde un lavoro trovarne un altro non è un passatempo ma una vera e propria tragedia".












