Dall'Italia

Caso Lusi. I pm interrogano Arturo Parisi

04-02-2012

 

ROMA. Con l'audizione di Arturo Parisi (PD) come testimone, la procura di Roma ha avviato ieri il giro di consultazioni di ex appartenenti della Margherita per fare luce sulle appropriazioni di somme di danaro, 13 milioni di euro, da parte dell'ex tesoriere Luigi Lusi. Parisi, sentito per circa due ore, ha confermato quanto già dichiarato in altre occasioni: ossia che nel corso dell'assemblea della Margherita del 2011 chiese "un approfondimento del bilancio perché c'erano voci opache e ampie". "Non votai - ha aggiunto il parlamentare nelle stesse occasioni - il bilancio preventivo e l'assemblea fu sospesa finché non si decise la formazione di un organismo che approfondisse successivamente. Ma questo organismo non si è mai riunito". Illustrando l'andamento di quell'assemblea, l'esponente del Pd aveva aggiunto, inoltre, che "Franco Marini propose di costruire un gruppo di analisi che si sarebbe riunito dopo la votazione dell'assemblea. Dell'organismo inizialmente avrebbero dovuto far parte pochi membri, Rutelli, Bocci, Bianco e Lusi, ma successivamente fu allargato ad altri, tra cui credo di ricordare Rosy Bindi, Dario Franceschini, Enrico Letta e Beppe Fioroni. Ma l'unica volta che venne convocato, nel novembre del 2011, andò quasi deserto per cui io mi dimisi in polemica" Parisi è stato il primo degli ex dirigenti della Margherita ad essere ascoltato dal pm Stefano Pesci nel quadro degli accertamenti che puntano a stabilire se qualcuno, all'interno del partito, fosse a conoscenza delle spregiudicate iniziative di Lusi. E' logico ritenere che la settimana prossima il magistrato decida di sentire altri ex esponenti della Margherita, in particolare saranno ascoltati, sempre come testimoni, i firmatari di un esposto con il quale alcuni deputati hanno impugnato, davanti al tribunale civile di Roma, i rendiconti del periodo 2009-2010.

Tra i firmatari Enzo Carra e Renzo Lusetti. Non è da escludere anche una nuova audizione di Francesco Rutelli il quale, sentito una prima volta, ha dichiarato di non aver mai avuto sentore dei prelievi di Lusi dai fondi dei rimborsi elettorali.

Intanto la Margherita ritiene non soddisfacente la proposta di restituzione di cinque milioni di euro da parte di Lusi. "La fideiussione proposta è inadeguata - ha dichiarato l'avvocato Titta Madia - non c'é alcun termine per un accordo". "Allo stato - ha aggiunto il penalista - la proposta fatta da Lusi non regge. Se non arriverà una seria garanzia entro i prossimi giorni chiederemo all'ufficio del pubblico ministero di richiedere adeguati provvedimenti cautelari".

Lusi, oltre alla proposta di restituzione di cinque milioni di euro, ha sollecitato un patteggiamento concordato della pena di circa un anno (ritenuta non congrua dalla procura). In caso di mancato accordo tra Margherita ed attuale senatore del Pd, la procura potrebbe procedere ad un sequestro cautelativo dei beni di Lusi.