La città

Pace e informazione corretta: the Granny Peace Brigade protesta a New York

Di Riccardo Chioni

05-02-2012

 

NEW YORK. La brigata arriva alla spicciolata dirimpetto al Port Authority di 42nd Street, sembra mescolarsi al passaggio dei pedoni, ma in un baleno si organizza e inizia a marciare su e giù per il marciapiede, scandendo slogan contro la guerra, di fronte alla sede del New York Times.

"The Granny Peace Brigade è dispiaciuta perché è costretta, ancora una volta, a scendere in piazza per la pace" spiega Edith Cresmer alla guida della cordata di nonne arrivate su 8th Avenue.

Nella ricorrenza del International Day of Action che ieri ha chiamato a raduno la comunità globale di attivisti, mobilitati per protestare contro "l'imminente azione militare nei confronti dell'Iran" si legge nel comunicato diramato.

"Noi Grannies siamo turbate e in collera per il bellicismo della disinformazione che viene diffusa dai principali media sulla situazione" venutasi a creare tra Israele e Iran sull'atomica e le vincedevoli minacce di attacco.

Recentemente il Public Editor del prestigioso New York Times, Arthur Brisbane era stato costretto ad ammettere che il "paper of record" era stato inaccurato e provocatorio in merito alla capacità nucleare dell'Iran.

Una precisazione quella del Public Editor peraltro relegata in un angolo di una pagina interna: una provocazione per le nonne arrabbiate per tutte le guerre.

"Nonostante tutto - precisa la portavoce - il Times ha continuato a pubblicare materiale sotto la guisa di notizie che sembrano accomodare l'apripista per un'azione militare in parte degli Stati Uniti e o Israele contro l'Iran".

Nel corso degli ultimi sei anni la presenza della brigata delle nonne per la pace è stata costante ad ogni chiamata per il rispetto della democrazia e la giustizia, con il gelo o l'afa, sempre in prima linea.

Alcune Granny ultraottantenni sono persino state arrestate perché impedivano l'accesso al centro di reclutamento delle Forze Armate a Times Square.

Davanti all'edificio disegnato da Renzo Piano, la Granny Peace Brigade in marcia riesce a catturare l'attenzione dei passanti frettolosi e dei turisti, molti dei quali non immaginerebbero mai le proprie nonne in piazza a protestare cartelli in mano.

E le nonnine sono prote a soddisfare le richieste di chiunque chieda loro spiegazioni e non si negano certo ai cronisti, definendosi "testimoni del terribile costo dell'immorale e invasione senza senso dell'Iraq e della carneficina in Afghanistan".

"Mentre la nostra nazione diminuisce il proprio coinvolgimento in queste due vergognose guerre - prosegue la portavoce -, sia i media che il governo, stanno montando una campagna fatta di retorica per farci cadere ancora in un altro conflitto. Si è persa la vera libertà di stampa. E noi grannies non possiamo permettere che ciò accada".

La dimostrazione delle nonne per la pace è tuttavia intesa in positivo, avevano persino invitato il Public Editor Brisbane a scendere dalla redazione per raggiungerle in strada, annunciandogli la loro missione di pace.

"Chiediamo al New York Times di riconquistare la propria posizione di vero paper of record, ristabilendo la sua integrità giornalistica" spiega Edith Cresmer.

"È arrivato il momento di prendere le briglie della forza generata dai movimenti della primavera araba e da Occupy - sostiene - per costruire un'iniziativa internazionale atta a costruire un mondo di pace e giustizia".

È sempre Edith Cresmer a guidare il coro che scandisce gli slogan in strada, in piedi sulla piattaforma di un pedicab, di un gruppo arrivato di fronte al NY Times per accompagnare le nonne affaticate al prossimo appuntamento a Times Square dove si protesta "contro la guerra, le sanzioni, l'intervento, gli assassini in Iran", per poi spostarsi alla missione israeliana presso le Nazioni Unite all'angolo tra 42nd Street e 2nd Avenue, dove la polizia da un paio di giorni ha rincarato la dose di sicurezza dopo l'allarme rosso su possibili attentati.