La città

Bronx. In "punizione" gli agenti killer

Di Riccardo Chioni

06-02-2012

 

Si respira aria pesante nel Bronx, con la comunità che preme perché sia fatta piena luce sulla tragica vicenda di giovedì scorso, quando un agente di polizia ha freddato un diciottenne in casa propria, sotto gli occhi inorriditi della nonna e del fratellino di sei anni.

I familiari di Ramarley Graham, il ragazzo ucciso da un agente del NYPD e i leader della comunità di Wakefield sabato sera hanno chiesto risposte rapide alle loro domande durante gli incontri con graduati della polizia e col procuratore distrettuale del Bronx.

Le autorità sostengono che Ramarley Graham era stato notato da agenti della squadra narcotici e che al grido di "fermo" avrebbe invece preso a correre verso casa che dista un solo isolato da White Plains Road e 228th Street.

Questo accadeva giovedì verso le tre del pomeriggio e la corsa del giovane a casa, seguito dagli agenti, è documentata da un video che il legale del padrone di casa dei Graham ha reso disponibile, irradiato dalle televisioni e reso globale da internet.

Gli agenti - stando alle informazioni rese note dalle autorità - in due occasioni hanno riferito via radio di sospettare che il giovane in fuga avesse addosso un'arma da fuoco, mentre Ramarley Graham s'imbucava frettolosamente in casa lungo 229th Street, chiudendosi dietro l'uscio.

Qualche secondo dopo - si vede nel video della sorveglianza - arrivano gli agenti di polizia che tentano di forzare l'ingresso, mentre altri cercano di individuare un'entrata alternativa alla casa.

Qualche minuto dopo la polizia fa il suo ingresso nell'appartamento del padrone di casa situato al piano terra, consentendo l'accesso agli altri dall'ingresso principale.

Gli agenti si sono diretti verso il piano superiore, hanno individuato l'appartamento dove viveva il giovane, hanno abbattuto la porta d'ingresso. Il ragazzo si era chiuso in bagno e dopo alcuni istanti si ricerche, s'è udito un colpo: Ramarley era stato freddato, ma dell'arma che il giovane avrebeb avuto addosso non si è trovata alcuna traccia.

Neville Mitchell, rappresentante legale del padrone di casa dei Graham, ha dichiarato "chiaramente l'intenzione degli agenti era di entrare in casa per catturare questo ragazzo per non so quale crimine. È spiacevole ciò che è accaduto".

Secondo il legale, gli agenti hanno avuto tutto il tempo necessario per darsi una calmata, prima di entrare nell'abitazione.

"Sono stati fuori per un po'. Non so se erano in comunicazione con i superiori, o se parlavano della situazione. E a mio avviso - ha proseguito Mitchell - hanno avuto tutto il tempo per riflettere sull'evoluzione degli eventi e questa tragedia non si sarebbe mai dovuta verificare".

Nell'appartamento dove s'era rifugiato Ramarley c'erano la nonna e il fratellino di sei anni che nel video si vede mentre un agente cerca di consolarlo all'esterno della casa. "Continua a ripetere: li ho visti uccidere mio fratello e non cessa di piangere" ha raccontato il legale della famiglia Jeffrey Emdin. La nonna del ragazzo ucciso invece è stata trasportata al distretto di polizia dove è stata trattenuta sulla griglia dai detective per sette ore. La polizia ha riferito di avere rinvenuto della marijuana nell'appartamento e che - forse - il giovane stava cercando di scaricarla nella toiletta quando la polizia ha fatto irruzione.

Sabato all'incontro con il procuratore distrettuale del Bronx, Robert Johnson i leader della comunità del Bronx hanno chiesto che sia fatta chiarezza sulla triste vicenda. "Ho spiegato alla comunità quali sono le nostre procedure di questi casi. È significativo il fatto che siamo presenti qui sin dal primo giorno" ha precisato il procuratore.

Stesso messaggio la collettività lo ha rivolto agli alti gradi della polizia, ma per il momento tutti hanno la bocca cucita per le indagini in corso.

"In pratica ci hanno riferito che è in corso un'inchiesta e niente più" ha commentato l'incontro il deputato statale Carl Heastie.

Intanto, all'agente di polizia coinvolto nella vicenda ed al sergente di squadra, il comando ha ordinato la consegna del distintivo e dell'arma di servizio, disponendo per entrambi altre mansioni.

La famiglia Graham ha incontrato anche il rev. Al Sharpton al quartier generale del suo movimento National Action Network ad Harlem, senza parlare tuttavia con la stampa, lasciando che fossero i legali a farlo.

"Non possono ancora concepire la terribile cosa che è accaduta e siamo in attesa di fatti e prove, prima di trarre qualsiasi conclusione" ha soltanto detto l'avvocato Emdin.

"Il team (di agenti dell'antidroga, ndr) ha comunicato via radio di aver notato il calcio di una pistola sporgere dai pantaloni del giovane" ha precisato in conferenza stampa il capo della polizia Ray Kelly, ma nessuna arma è stata trovata.