Dagli USA

Primarie Gop. Tutto facile per Romney: si vota in Colorado

07-02-2012


 

NEW YORK. Mitt Romney si appresta a un nuovo trionfo in Colorado (il più importante dei tre Stati in cui oggi si voterà per le primarie repubblicane) e Barack Obama vola nei sondaggi, forte della spinta datagli dagli ultimi positivi dati sull'andamento dell'economia e dell'occupazione. Se si votasse oggi - secondo una rilevazione condotta da Abc e Washington Post - il presidente batterebbe il favorito tra i candidati repubblicani 51 a 45. Niente male considerando che fino a pochi giorni fa si parlava ancora di testa a testa. Ma lo scenario cambia velocemente, e ieri - secondo lo stesso sondaggio - è salita al 50% la quota di americani che approvano l'operato dell'attuale inquilino della Casa Bianca, il livello più alto dalla primavera scorsa, quando le azioni del presidente subirono un'impennata dopo l'uccisione di Osama Bin Laden. E sempre il 50% degli elettori ritiene che Obama meriti la rielezione. Un risultato migliore di quello registrato sia da Bill Clinton sia da George W. Bush all'inizio dell'anno in cui furono rieletti. Segnali per nulla incoraggianti per il Grand Old Party, che paga la lotta fratricida tra i diversi candidati alle presidenziali. Ma anche la conferma che la strategia di Romney andrà forse rivista, perché continuare ad attaccare Obama sul fronte dell'economia potrebbe ben presto rivelarsi un boomerang. Sempre che la situazione economica non crolli all'improvviso, magari per cause esterne, vedi l'Europa.

L'ex governatore del Massachusetts invece - dopo aver vinto in New Hampshire, Florida e Nevada - dovrebbe avere partita facile contro i suoi avversari nei caucus di Colorado, Minnesota e Missouri.

Nel primo Stato - uno dei cosiddetti "swing State", spesso decisivo per l'elezione del presidente - Romney guida gli ultimissimi sondaggi con un ampio margine: il 40% contro il 26% dell'ultraconservatore Rick Santorum, il 18% dell'ex speaker della Camera Newt Gingrich, e il 12% del candidato ultralibertario Ron Paul.

Intanto Gingrich, fino a questo momento il candidato anti-Romney più accreditato, già pensa alle prossime tappe delle primarie, puntando tutte le sue ultime chance sugli Stati del Sud, quelli che gli osservatori definiscono ‘Reagan States'. Punta innanzitutto sul ‘Supertuesday' - il Supermartedì del 6 marzo in cui si voterà in ben dieci Stati, tra cui il Tennesee e la Georgia - ma anche sul Texas il 3 aprile. Lì si decideranno le sorti dell'ex speaker della Camera.