Mimi, la stagista del presidente Kennedy
WASHINGTON. Prima di Bill Clinton e Monica Lewinsky furono John F. Kennedy e Mimi Alford. Lei lo chiamava ‘Mr. President', signor presidente, lui invece non la baciava mai, nemmeno mentre facevano sesso. Sono alcune delle rivelazioni esplosive che la Alford, ex stagista alla Casa Bianca all'epoca della presidenza Kennedy e ora nonna di 69 anni, racconta nel libro "Once Upon a Secret: My Affair With President John F. Kennedy and His Aftermath".
La Alford è stata l'ultima amante di Jfk. Un rapporto durato circa diciotto mesi e di cui il testo in uscita rivela piccanti dettagli.
Secondo quanto riportato dal New York Post, quando è arrivata alla Casa Bianca nell'estate del 1962 Mimi aveva 19 anni, e dopo soli quattro giorni dall'inizio del suo stage intrecciò il rapporto amoroso con il presidente. L'incontro avvenne durante un party nella piscina della residenza presidenziale.
"Sei Mimi vero?", disse Jfk. "Lavori nell'ufficio stampa quest'estate?".
Bastarono poche parole per far scattare il colpo di fulmine. La stagista fu invitata poche ore dopo per un tour privato della Casa Bianca. Il presidente la prese per mano e la portò nella camera di Jakie, e lì si svolse il loro primo rapporto sessuale. Fu in quel letto che la ragazza perse la verginità.
John Kennedy risulta in questo libro molto "spinto": chiese alla giovane di fare sesso orale con un altro uomo per poter stare a guardare, e insistette perché la donna assumesse droghe. "Kennedy si cambiava la camicia sei volte al giorno perché odiava sentirsi sudato o sporco", scrive la Alford raccontando che insieme ascoltavano Tony Bennett e Frank Sinatra.
La donna assistette anche ad uno dei momenti più difficili della presidenza di Jfk, la crisi missilistica a Cuba. Per tredici giorni gli Stati Uniti e la Russia si trovarono in una situazione di stallo, e Mimi venne a conoscenza di cose che molti ignoravano: "preferisco i miei figli rossi che morti", disse in quell'occasione il presidente americano.
L'ultima volta che si videro fu all'hotel Carlyle di Manhattan il 15 novembre del 1963.
"Mi prese tra le braccia e sussurrò: ‘Vorrei che venissi con me in Texas', e quindi ‘ti chiamo quando torno", racconta la Alford nel suo libro. Sette giorni dopo Kennedy venne assassinato a Dallas.












