Giorno del ricordo. Lezione di storia a più voci. Gli studenti della Guglielmo Marconi alla cerimonia di ieri al Consolato
NEW YORK. Gli studenti della Scuola d'Italia "G. Marconi", durante la commemorazione del Giorno del Ricordo ieri al Consolato Generale, hanno avuto l'opportunità di seguire una lezione di storia a più voci sulla tragedia degli italiani e delle vittime delle foibe nel secondo dopoguerra.
Il Consolato Generale ha voluto rendere omaggio alle vittime della nostra storia al confine orientale con un evento di divulgazione e riflessione insieme ai ragazzi della Scuola d'Italia, in collaborazione con la Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste e della sezione del New Jersey.
Il console generale aggiunto Laura Aghilarre ha porto il saluto illustrando l'obiettivo dell'iniziativa, tesa a fornire ai ragazzi un inquadramento storico della tragedia degli italiani e delle vittime delle foibe, a sottolineare l'importanza della formazione e dell'educazione delle nuove generazioni.
"Con le nostre radici nel nuovo millennio" è il titolo della mostra allestita nell'androne del consolato a Park Avenue e nella sala della "lezione": una esposizione storico documentaria sull'emigrazione dei giuliano-dalmati nel mondo.
"La memoria conta veramente, per gli individui, le collettività, le civiltà, solo se tiene insieme l'impronta del passato e il progetto del futuro" scriveva Italo Calvino, il cui pensiero rispecchia lo spirito con cui è stato istituito il Giorno del Ricordo, per rinnovare a viva voce ai giovani la tragedia delle foibe e l'esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.
"Sottolineare il fatto che la nostra non è, diciamo, una emigrazione tradizionale di italiani, ma che viene da un esodo dalle proprie terre: Fiume, Pola, Zara, l'Istria in generale", spiega Eligio Clapcich, presidente dell'Associazione Giuliani nel Mondo del New Jersey.
Una buona fetta degli italiani, si parla del 47 per cento, secondo recenti sondaggi sanno poco o nulla sull'esodo e sulle foibe ed è per questo che il presidente Clapcich, ingegnere di professione quasi ottantenne, ha deciso di affidarsi a internet per raccontare un triste brano di storia tenuto segreto.
"Il nostro ruolo - sottolinea Clapcich - è di portare a conoscenza quanto possibile, ma la questione è come. Per cui abbiamo deciso di aiutare i ragazzi e non solo delle scuole a fare una lettura della storia personalmente su internet".
Il presidente si augura che l'Associazione di Trieste, che chiama amichevolmente "casa madre", continui a sostenere le iniziative tese a informare per conservare e rinnovare la memoria.
"È il secondo anno che il Consolato Generale celebra il Giorno del Ricordo istituito con una legge nel 2004. Quest'anno - ha spiegato Aghilarre - il console generale Natalia Quintavalle (assente perché impegnata ad accogliere al Jfk il presidente del Consiglio Mario Monti) ha inteso ripetere e rafforzare questo nostro impegno per mantenere viva la memoria, riaffermare l'importanza della tolleranza, sottolineare la necessità della non discriminazione e ribadire la lotta al razzismo, che sono i pilastri della nostra politica nel campo dei diritti umani".
Il console aggiunto Aghilarre, entrando nel merito dell'iniziativa, ha aggiunto "questo per noi significa richiamare insieme una pagina importante della nostra storia per molto tempo poco conosciuta, non raccontata e addirittura rimossa".
Rivolgendosi agli studenti, Aghilarre ha proseguito sostenendo che è ancora scarsa la conoscenza sulla tragica vicenda di 350 mila profughi, 100 mila dei quali sparsi in tutti i continenti, delle foibe e della diaspora giuliano-dalmata.
Per i ragazzi della "G. Marconi" si è trattato veramente di una lezione di storia a più voci, tra cui quelle di due testimoni di quei tragici eventi: Ferruccio Gerin che ha avuto il padre scaraventato nelle foibe e Fides Monti che ha perso otto componenti della propria famiglia.
Hanno dato voce alla storia i docenti Flora Ghezzo, Alessandra Montalbano e Giannalisa Klein che hanno raccontato il grande esodo, le foibe, la congiura del silenzio, la memoria, il valore delle testimonianze e la voce delle vittime, con una riflessione sulla storia in conclusione.
Clapcich ha spiegato ai ragazzi di essere esule da Fiume dal 1946 leggendo loro il pensiero del "grande dalmata zaradino Ottavio Missoni".
"Questo giorno - ha detto Missoni - raduna tutti coloro che hanno subito la tragedia dell'Adriatico orientale e vuole essere ricordato come risarcimento morale per i tanti foibati che non hanno avuto una sepoltura degna di questo nome, sulla quale parenti ed amici possano posare un fiore".
Il Giorno del Ricordo ha vinto la congiura dell'oblio e ha fatto finalmente giustizia di tanti silenzi, di tante colpevoli omissioni e finalmente - ha sottolineato Clapcich - nei libri di testo si parla delle foibe, dell'esodo, della storia di una delle peggiori barbarie del secolo scorso.












