Dagli USA

La visita di Xi Jimping. USA-Cina, parole grosse e affari

16-02-2012

 

NEW YORK. Siamo di fronte a un "nuovo storico inizio" delle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Sono le parole pronunciate dal futuro leader di Pechino, Xi Jinping, il giorno dopo l'incontro con Barack Obama alla Casa Bianca.

Parole importanti, destinate a plasmare le future relazioni tra le due superpotenze, nonostante le differenze e i contrasti siano ancora tutti lì, sul tavolo. Non a caso, mentre il vicepresidente cinese parla a un gruppo di uomini d'affari nel corso della sua seconda giornata di visita, il presidente Obama non rinuncia a lanciare l'ennesimo monito alle autorità di Pechino: basta con le pratiche commerciali sleali, perché gli Stati Uniti non resteranno a guardare di fronte a Paesi che non rispettano le regole. L'affondo del presidente avviene durante un intervento in una fabbrica di Milwaukee, in Wisconsin, davanti a una platea di operai. Toni da campagna elettorale, dunque, ma concetti uguali a quelli che il presidente ha già espresso direttamente a Xi nel corso del faccia a faccia alla Casa Bianca.

Xi "L'Americano" - come viene chiamato per i suoi trascorsi negli Stati Uniti - si limita a mettere in guardia dal rischio che l'annata elettorale possa avere conseguenze negative suoi rapporti tra i due Paesi. Ma il suo obiettivo in questa tournee di cinque giorni negli Usa è quella di presentarsi come l'uomo del dialogo, l'uomo della svolta nei rapporti con l'America. Ecco quindi che assicura come la riforma del tasso di cambio dello Yuan sta dando i suoi frutti, giocando di fatto un ruolo importante nel migliorare e rendere più equilibrati gli scambi commerciali tra Cina ed Usa. Xi poi ribadisce la disponibilità di Pechino a discutere sull'altra delicatissima questione, quella dei diritti umani. Anche se "le differenze di vedute sui diritti umani sono naturali", ha detto il successore designato di Hu Jintao, sottolineando come gli Stati Uniti sbagliano su Taiwan e sul Tibet, e dovrebbero opporsi alla loro indipendenza. Schermaglie, che non possono sminuire il senso di questa visita di Xi negli Usa che potrebbe davvero essere l'inizio di una svolta nei rapporti tra Washington e Pechino.

Xi cita l'Iran e la Corea del Nord, due Paesi che preoccupano enormemente la Casa Bianca. Avbverte comunque che la Cina non accetterebbe ulteriori sanzioni a Teheran che dovessero colpire gli interessi cinesi. E per quel che riguarda la Siria il vicepresidente cinese invita invece alla "prudenza e responsabilità", difendendo così la scelta di Pechino che insieme a Mosca ha posto il veto sulla risoluzione Onu in cui si chiedeva l'uscita di scena del regime di Assad.