Le consequenze del maltempo: verdura a peso d'oro
ROMA. Torna la neve a Cambobasso e in gran parte del Molise interno, mentre piogge si registrano in parte della Puglia, Calabria e Sicilia. Nel resto dell'Italia è arrivato il bel tempo. E le favorevoli condizioni meteo con le temperature che finalmente tornano nei valori medi stagionali. Ma il bel tempo durerà poco: domenica e lunedì una perturbazione atlantica porterà nuvole, piogge e anche neve sulle Alpi. Ma l'ondata di maltempo dei giorni scorsi ha causato danni irreparabili all'agricoltura. Danni per quasi 300 milioni di euro con migliaia di animali da allevamento morti tra mucche, cavalli, pecore, conigli e polli: 6mila solo nelle Marche.
La Coldiretti stila un primo bilancio delle conseguenze di "soli quindici giorni" di maltempo. E mette in conto centinaia di edifici rurali e di stalle crollate, la distruzione di quasi duecentomila tonnellate di verdure e il calo della produzione di latte: almeno 25 milioni di litri in meno.
La classifica delle regioni che pagano di più il gelo e la neve vede il Lazio in testa, con un danno da 35 milioni. A seguire, i 32 milioni dell'Abruzzo e i 30 delle Marche e della Sardegna.
"È necessario verificare se ci sono le condizioni per un intervento straordinario del fondo di solidarietà dell'Ue", dice il presidente di Coldiretti Sergio Marini. Nei giorni del maltempo, spiega Coldiretti, il 65% degli italiani ha dovuto cambiare le abitudini di spesa. La colpa è stata dell'aumento dei prezzi, della scomparsa di alcuni prodotti dai supermercati per le difficoltà nelle consegne, e anche dell'impossibilità materiale a raggiungere i negozi: la conseguenza è stata un calo delle vendite del 5%.
L'aumento dei prezzi è stato sensibile su alcuni prodotti, come cavolfiori +32%, zucchine +27%, carote +13% e cipolle +12%. I conti li ha fatti anche l'Adiconsum. Secondo l'associazione, con il blocco dei Tir e il maltempo, il carrello della spesa riempito con frutta e verdura è aumentato mediamente di 2,25 euro a settimana, quasi 10 euro al mese e 120 euro all'anno. Se i prezzi sono lievitati, si difende la Cia, non è colpa degli agricoltori: "I prezzi degli ortaggi all'origine sono diminuiti del 25 per cento. Occorre correggere le anomalie del mercato". La Cia propone il doppio prezzo (origine e dettaglio) da applicare sui cartellini di vendita e osservatori regionali per evitare speculazioni.
Il bilancio dei danni stilato da Coldiretti è comunque parziale. Le conseguenze sulle piante potranno essere verificate solo nei prossimi giorni. A rischio sono le produzioni future: "Occorrono anni - spiega Coldiretti - prima che si possa sostituire la pianta e che quella nuova inizi a produrre". Il bilancio regione per regione vede il Lazio in testa con una stima di 35 milioni di danni. Colpa "soprattutto della neve - sostiene Coldiretti - che ha provocato l'isolamento di numerose aziende e il crollo di stalle e capannoni. Simile la situazione dell'Abruzzo dove oltre la metà dei danni va collegata a crolli per il peso della neve e alla morte di animali, con numerosi capi bovini e pecore disperse.
In Sardegna si è registrato un tracollo della produzione orticola: prime vittime i finocchi e i pregiati carciofi sardi (-50 per cento). Nelle Marche è stimata una perdita di oltre 6 mila animali da allevamento e la distruzione di numerose stalle e capannoni rurali".
In Toscana e Puglia si teme per le piante di olivo: la memoria corre al 1985 e ai danni che provocò il gelo. In provincia di Ravenna il freddo ha provocato una moria di api. Gelo killer anche in Piemonte: le prestigiose viti del Cuneese mal sopportano i meno 20 gradi.
La spesa di quasi due italiani su tre (65 per cento) è stata stravolta dal maltempo che ha distrutto le coltivazioni in campo ed ostacolato i trasporti modificando i prezzi e l‘assortimento dei prodotti sugli scaffali. E‘ quanto emerge da un sondaggio che evidenzia i cambiamenti nei comportamenti di acquisto degli alimenti a causa dell‘ondata straordinaria di maltempo che ha interessato l‘Italia.
Per il 40 per cento degli italiani a provocare il cambiamento - sottolinea la Coldiretti - è stato l‘aumento dei prezzi che ha interessato alcune referenze mentre per il 16 per cento la responsabilità va attribuita all‘assortimento ridotto per la scomparsa di alcuni prodotti dai supermercati ma c‘è anche un 9 per cento che non è riuscito a raggiungere il solito punto d vendita.
Il risultato finale - continua la Coldiretti - è stato un contenimento degli acquisti di ortofrutta da parte dei consumatori che viene stimato in media pari attorno al 5 per cento nei quindici giorni di maltempo.
Se i consumatori devono fare i conti con forniture ridotte e prezzi in rialzo, il danno per il settore agricolo ha raggiunto ora - stima la Coldiretti - quasi 300 milioni di euro. Il conto per l‘agricoltura - conclude la Coldiretti - potrebbe salire in misura esponenziale perché con le temperature al di sotto dei dieci gradi per piu‘ giorni rischiano di essere compromesse anche le circa 100 milioni di milioni di piante di ulivo coltivate nelle zone interessate dal maltempo, al pari di quanto è avvenuto con le gelate del 1985.












