Riforma del lavoro. Scommessa sull'apprendistato
ROMA. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, si dice "fiduciosa" nel negoziato sulla riforma del mercato del lavoro. "Stiamo lavorando bene", dice. Conferma i tempi per il varo, entro marzo, e la determinazione del governo a fare una riforma "vera" che sarà "a 360 gradi". E scommette sull'apprendistato, su cui c'é già l'ok di sindacati e imprese, perché davvero diventi lo strumento principale, la forma tipica di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Con l'obiettivo di allocare bene le risorse, in modo che "le cose migliori alle quali arriveremo non costino di più".
Costi in termini effettivi e di burocrazia, su cui le imprese chiedono che non ci siano aggravi. E sull'estensione agli statali interviene il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi: "Oggi ho parlato con il ministro Fornero, dobbiamo vederci per raccordare il tavolo del lavoro pubblico col tavolo del lavoro privato. Le norme sul lavoro privato non sono mai state automaticamente estese al pubblico perché ci sono una serie di vincoli per il pubblico che non ci sono nel privato", spiega, portando l'esempio "più evidente": nella Pa si può entrare solo per concorso.
Il negoziato tra governo e parti sociali è ormai entrato nel merito. "Siamo partiti con il piede giusto", sottolinea il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che al governo Monti riconosce di avere operato "fino ad oggi nella direzione giusta". Non approva affatto, invece, la scelta della Fiom, le tute blu della Cgil, di proclamare lo sciopero generale dei metalmeccanici il 9 marzo anche contro "la volontà di manomettere" l'articolo 18: lo sciopero "é una scelta legittima ma che noi non condividiamo. Non risolve i problemi. In un momento come questo bisogna cercare di lavorare insieme per la crescita e l'occupazione", sostiene Marcegaglia.
Al di là della questione dell'articolo 18, su cui la Cgil riconosce "le ragioni importanti" anche dell'iniziativa della Fiom e ribadisce ancora una volta il suo no a toccare una "norma di civilità", il segretario generale di corso d'Italia sottolinea che da parte del governo "c'é un approccio importante, perché si dice che le cose peggiori devono essere cancellate e si introduce un meccanismo di incentivi e disincentivi delle forme di precariato".
Sui tempi stretti della trattativa indicati da Fornero, Camusso torna a dire che "il tempo non è di per sé un valore. Ci sono accordi che si possono fare in poche ore, altri che ne richiedono molto. Il problema è il merito". E quindi l'articolazione in termini concreti, attraverso il confronto. Il ministro del Lavoro conferma che "c'é il massimo ascolto" questa volta, a differenza della "severa" riforma delle pensioni che "abbiamo fatto senza un vero confronto con le parti sociali" perché "non c'era il tempo". Ma, tiene a sottolineare, "il sindacato sa che al di là dell'ascolto c'é la ferma decisione del governo di fare una riforma vera". Che, intanto, punta sulla "vera scommessa" dell'apprendistato, come inserimento e come formazione, su cui l'Italia è "piuttosto in ritardo".
Il suo utilizzo ieir è praticamente nullo: risulta appena del 3% il ricorso al contratto di apprendistato nei primi sei mesi del 2011, secondo i dati del Rapporto sulla coesione sociale messo a punto da Inps, Istat e dallo stesso ministero del Lavoro. Lunedì prossimo Fornero rivedrà sindacati e imprese, questa volta nella sede del ministero, per concentrarsi su ammortizzatori sociali e politiche attive, mentre proseguono contatti e lavori a livello tecnico.












