Dall'Italia

Italia-Vaticano. Monti piace nonostante l'Ici

17-02-2012

ROMA. Un anno furono i 'dico' per le coppie di fatto, un altro fu il bunga-bunga. Questa volta, dopo le novità annunciate mercoledì da Monti che prefigurano l'estensione dell'imposta agli enti religiosi per gli immobili in cui non si svolgono attività di culto, poteva essere l'anno dell'Ici. E invece no. Tutto anticipato - e chiuso - alla vigilia.

Dopo che per vari anni l'appuntamento di metà febbraio all'ambasciata d'Italia presso la S.Sede, per l'anniversario dei Patti Lateranensi, era stato contrassegnato da temi, e polemiche, legate all'attualità del momento, questa volta ogni elemento esterno è rimasto fuori dalla porta, per lasciare spazio solo al confronto diplomatico-politico. Quello a Palazzo Borromeo è stato organizzato per essere ed apparire, in ogni suo passaggio, un incontro ad alto livello tra il governo italiano e quello della S.Sede, con un endorsement, da parte della Chiesa, al clima di collaborazione parlamentare: come a dire, questa è la strada che ci piace e che ci auguriamo anche per il futuro. Un messaggio anche per Alfano-Bersani-Casini, tutti presenti alla cerimonia, e per i partiti che rappresentano.

Il clima dell'incontro è disteso, qualcuno parla di ritrovata cordialità. Nel bilaterale che ha visto protagonisti un gran numero di esponenti del governo guidati dal primo ministro Mario Monti e la rappresentanza vaticana con in testa il Segretario di Stato card. Tarcisio Bertone, e poi successivamente negli incontri allargati anche alle più alte cariche dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si è parlato di temi internazionali ed è stata apprezzata l'azione del governo italiano in Europa. Gli esponenti della Chiesa hanno chiesto attenzione ai problemi del lavoro e della disoccupazione. Non sono mancati anche passaggi sulla scuola. E l'Ici? "Si è parlato di tutto ma non di questo", ha detto l'ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco.

Nessuna dichiarazione da Monti. Il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, si è limitato a dire: "non è il momento" di fare commenti. Ossia, non è la sede. In realtà, il governo doveva una risposta all'Europa su questo fronte per evitare procedure di infrazione e lo ha fatto. L'Europa ha approvato. Questo è un capitolo che Monti ha sempre seguito direttamente. E' chiaro che scambi di vedute su questo tema, aperto ormai da diverse settimane, ci sono stati con gli ambienti della Cei, anche se la conferenza episcopale ha sempre tenuto a precisare che questa materia è in capo al governo. La raccomandazione ufficiale arrivata dai vescovi italiani è che sia comunque preservato il no-profit per il suo ruolo sociale. Ma in generale "il dialogo e la collaborazione con cui il presidente Monti ha trattato il tema dell'Ici sui beni ecclesiastici" è stato apprezzato, come ha sintetizzato un alto prelato presente al ricevimento. Mentre in ambasciata si avvicendavano gli incontri, fuori non sono mancate note polemiche, con un presidio di protesta organizzato dai Radicali contro il Concordato e contro "i privilegi della Chiesa". "Ruini gli date i quattrini", "Bersani santo subito", "Aboliamo il concordato" e "Una, dieci, cento Porta Pia" le frasi scandite a ripetizione.

E non é mancato anche un diverbio tra il leader radicale Mario Staderini e mons. Rino Fisichella. Finito anche lui nel mirino degli slogan dei radicali, che hanno fatto allusione al valore della catena e del crocefisso tipici dei vescovi che Fisichella portava al collo, il prelato, ripreso dalle telecamere di Ballarò, si è levato la catena e mostrandola ha affermato: "Questa non è d'oro, non ti ci compri neanche un caffé, questa è bigiotteria".