Lotta alla criminalità. Studenti musulmani spiati dal NYPD
Il commissioner del Nypd Raymond Kelly e il sindaco Michael Bloomberg amano ripetere che la polizia, circa sospette attività criminali, segue soltanto leciti indizi, anche se i fatti sembrano contraddire entrambi, con la rivelazione di monitoraggi segreti di studenti musulmani senza colpe ben oltre i confini della City. Quest'ultima si aggiunge alle notizie dei mesi scorsi sulla realizzazione di programmi segreti del Police Department in combutta con la Cia per monitorare i luoghi dove i musulmani mangiano, fanno spesa e pregano.
Si era inoltre appreso che la polizia di New York aveva infiltrato agenti undercover nelle associazioni studentesche musulmane nei college della City, sollevando un polverone di polemiche che avevano lasciato indignati gruppi e docenti.
Ora si viene a sapere che il monitoraggio degli studenti musulmani da parte della polizia di New York andava ben oltre i confini territoriali della City e si spingeva fino nei college della Ivy League, tra cui Yale e Columbia.
Secondo quanto reso noto dall'agenzia Ap, gli agenti dell'intelligence del Nypd si sono portati fino a 300 miglia di distanza dalla City, a Buffalo per raccogliere informazioni. Mentre altri undercover avrebbero persino preso parte ad una gita di studenti in canoa sul fiume per registrare i nomi e annotare sul rapporto alla polizia quante volte pregavano durante la giornata.
I detective del Nypd erano inoltre impegnati a controllare con cadenza quotidiana i website di studenti musulmani alla ricerca di informazioni per l'intelligence, senza tuttavia che nessuno sia mai stato accusato di attività criminali, mentre i loro nomi però venivano schedati e le rispettive attività elencate nei rapporti redatti esclusivamente per la visione del capo della polizia Ray Kelly.
Nei giorni in cui le prime pagine dei media metropolitani sono occupate dai funerali della pop queen Whitney Houston e dalla elevazione a cardinale di Thimoty Dolan, il nuovo bubbone segreto scoppiato tra le mani del commissioner di One Police Plaza, resta per il momento a bollire nel pentolone delle notizie. Alla Ap, che ha chiesto all'uomo di fiducia di Kelly, il suo più determinato portavoce Paul Browne, di commentare il programma di sorveglianza segreta nei college, questi ha snocciolato cifre. Il portavoce ha fornito un elenco di 12 persone arrestate o condannate per terrorismo negli Stati Uniti e all'estero che un tempo erano membri di associazioni studentesche musulmane. L'intelligernce le definisce "Msa" e Browne cita Jesse Morton, dichiaratosi colpevole qualche settimana fa di avere posto in rete minacce contro i creatori della serie tivù "South Park", lo stesso che una volta aveva tentato di reclutare seguaci tra gli studenti musulmani della Stony Brook University di Long Island.
Nel dettaglio Paul Browne spiega che "il Nypd ha ritenuto prudente trattare meglio ciò che stava succedendo in seno alle Msa", precisando che il monitoraggio dei website e delle informazioni pubbliche è avvenuto solamente negli anni 2006 e successivo.
L'ulteriore prova di un vasto programma di monitoraggio da parte dell'intelligence della polizia di New York allargato quasi ai confini col Canada ha fatto rizzare i capelli a sostenitori di diritti civili. "Quello che vedo è una violazione dei diritti civili bella e buona" ha commentato Tanweer Haq cappellano della Muslim Student Association di Syracuse, sottolineando "nessuno vuole finire nella lista nera dell'Fbi o del Nypd. Gli studenti musulmani vogliono vivere la loro vita, gioire della propria privacy e della stessa libertà e delle stesse opportunità offerte a chiunque altro".
Il ritornello ripetuto a One Police Plaza è lo stesso, anche in questo caso: si segue lo stesso codice adottato dal Fbi. Solo che le attività del Police Department di New York vanno oltre a quanto è consentito all'Fbi. In un rapporto destinato al commissioner Kelly, un agente undercover che accompagnava 18 studenti musulmani del City College of New York nell'Upstate per una gita e rafting il 21 aprile del 2008, oltre ad elencare i nomi, aveva scritto che oltre all'attività di rafting il gruppo si era fermato per pregare 4 volte al giorno e che la maggior parte delle conversazioni era imperniata sull'Islam, puramente di natura religiosa.
Da notare che la preghiera 5 volte durante il corso della giornata è il nocciolo della tradizione islamica. Il City College, con un documento fatto circolare tra i media, ha criticato la sorveglianza segreta, precisando di non essere mai stati al corrente del fatto che l'Nypd teneva studenti sotto osservazione. Browne ha fatto spallucce, rispondendo che gli agenti undercover vanno dove il fiuto di investigatore segnala loro di andare, anche se - tuttavia - in 4 anni di sorveglianza la polizia non ha mai individuato alcuno studente o docente con tendenze terroristiche.
Si contano nel numero di 8 le associazioni musulmane studentesche nei college compresi nel perimetro newyorkese in cui la polizia ha piazzato informatori o agenti undercover, ma le operazioni si erano estese anche a Syracuse. Questo nello Stato Impero, ma nel 2009 l'Nypd aveva allargato il suo orizzonte operativo e aveva infiltrato un agente undercover in un gruppo di studenti musulmani presso la Rutgers di New Brunswick nel New Jersey. Un'operazione finita in un clamoroso fallimento quando il super dell'edificio dove risiedeva l'agente undercover, insospettito da insoliti movimenti, ha chiamato l'Fbi mandando a gambe all'aria l'operazione tra imbarazzo e scuse. Nell'elenco delle università dove l'intelligence raccoglieva informazioni figurano Yale, Columbia, State University of NY nei campus di Buffalo, Albany, Stony Brook, Baruch College, La Guardia Community College, University of Pennsylvania e molti ancora, oltre ad un notevole elenco di nomi finiti nei fascicoli segreti della polizia.












