Dagli USA

Casa Bianca: Obama in cerca di slogan

20-02-2012

NEW YORK. Cercasi disperatamente slogan alla Casa Bianca. Nel 2008 è stata 'Yes we can' la fortunata formula che ha acceso le speranze degli americani e spianato la strada di Barack Obama verso l'elezione.

Ma i tempi cambiano, il presidente non è più un outsider di Washington e per essere rieletto deve dare garanzie ai cittadini, affamati di certezze dopo anni di crisi e difficoltà.

Insomma ripetere il successo di 'Yes we can' non è facile, ma per farlo bisogna mettere da parte le frasi messianiche e puntare sulla concretezza. Lo slogan ufficiale ancora non c'é, e i manifesti per la campagna dell'attuale inquilino della Casa Bianca recitano solo 'Obama 2012'.

"We can't wait", non si può aspettare, è uno dei tormentoni che ha caratterizzato la prima fase della campagna elettorale del presidente, per sottolineare l'urgenza di misure anti-crisi bloccate dall'ostruzionismo dei repubblicani in Congresso. Ma ci sono anche "Winning the future" (Vincere il futuro), "Great togheter" (Grandi insieme), "We don't quit" (Non mollare). Questi secondo gli osservatori sono i concetti sulla base dei quali nascerà il nuovo motto di Barack.

Gli esperti della campagna di Obama puntano ad un messaggio che fonda proprio questi slogan, già testati negli ultimi mesi per promuovere il budget e per raccogliere soprattutto l'appoggio dei più giovani.

Ma lo staff del presidente sta anche aspettando di vedere cosa succederà in campo repubblicano. E probabilmente il nuovo slogan non verrà svelato sino a quando non si saprà chi è l'avversario che sfiderà Obama nell'Election Day del prossimo 6 novembre.

Una cosa è certa: dopo l'esito delle ultime primarie repubblicane, gli uomini di Obama stanno pensando seriamente di cambiare rotta.

E se finora il candidato da tenere d'occhio era soprattutto l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, ora l'attenzione è sempre più rivolta all'ex senatore della Pennsylvania Rick Santorum, affermatosi come nuovo frontrunner tra i candidati repubblicani.

Il presidente sa che se vuole essere rieletto deve puntare soprattutto a rassicurare gli americani: la disoccupazione è in calo, ma rimane ad un livello alto, e l'insicurezza economica per molti elettori è un problema enorme che non si può risolvere solo con le parole.

"Raccontare questa realtà è più difficile che puntare sul cambiamento", ha detto Allen Adamson, amministratore delegato dell'agenzia di marketing Landor Associates, rifancendosi al discorso di Obama sullo Stato dell'Unione, dove il presidente ha puntato sulla questione dell'equità economica. Per Adamson infatti "dopo tre anni di governo, con alcune promesse adempiute ed altre no, la parola 'change' è diventata un marchio difficile".

Ma la filosofia di Obama rimarrà la stessa, anche se non verrà utilizzato il messaggio del 2008: parola di David Axelrod, braccio destro del presidente e stratega della sua campagna, secondo cui Barack "ha grandi speranze e una visione ottimistica di questo Paese, nonostante tutte le sfide da affrontare".