Santorum non basta più: il partito repubblicano cerca altri candidati
NEW YORK. L'ex senatore della Pennsylvania, Rick Santorum, in netto vantaggio sul rivale Mitt Romney: secondo un sondaggio condotto da Gallup a livello nazionale, Santorum è in testa con il 36%, ben otto punti sopra l'ex governatore del Massachusetts, che stenta in Michigan, lo Stato in cui è cresciuto, e in Arizona, dove è in vantaggio di stretta misura. Due stati in cui si vota per le primarie repubblicane il 28 febbraio.
La ribalta di Santorum, per cui la Casa Bianca rimane un sogno impossibile comunque andrà a finire, agita i repubblicani, fra i quali tornano ad alimentarsi le voci su una possibile discesa in campo di nuove alternative da opporre al presidente Barack Obama.
Secondo alcuni rumor riportati da Abc e Politico, fra i nomi in auge ci sarebbero il governatore dell'Indiana Mitch Daniels, il governatore del New Jersey Chris Christie e l'ex governatore della Florida e fratello dell'ex presidente George W. Bush, Jeb Bush. Alcuni repubblicani auspicano, in caso di netta affermazione di Santorum nelle primarie, un ribaltone durante la convention di Tampa, quando potrebbero non appoggiare Santorum e favorire e presentare un altro candidato. Un evento, comunque, che appare improbabile, anche se sempre meno impossibile: è dal 1976 che non accade nulla di simile durante una convention repubblicana.
Inoltre, è una questione di tempo: ormai, secondo alcuni osservatori, è troppo tardi per far scendere in campo altri candidati.
In attesa dell'ultimo dibattito prima del Super-Tuesday del 6 marzo (quando si voterà in più Stati), gli occhi sono puntati sul Michigan ritenuto uno Stato chiave, decisivo nella corsa repubblicana alla casa Bianca. Romney trema nello Stato in cui é cresciuto, quello che ospita la capitale dell'auto, Detroit, ed è sede delle tre case automobilistiche americane.
La contrarietà di Romney nel 2009 al salvataggio di General Motors e Chrysler condizionerà l'elettorato chiamato a votare per le primarie repubblicane il 28 febbraio, quando andrà al voto anche l'Arizona. "Se perdesse il Michigan, Romney dovrebbe lasciare la corsa" ha affermato l'ex speaker della camera, Newt Gingrich, perchè lo Stato, considerato essenziale e di tradizione democratica, con lui candidato a questo punto finirebbe automaticamente in mano ad Obama. Ma proprio Gingrich potrebbe trovarsi ora in difficoltà con la pubblicazione di alcuni documenti, da parte del Washington Post, sui suoi trascorsi alla Camera: i documenti rivelano come Gingrich in passato abbia più volte criticato il presidente Ronald Reagan, portato ora ad esempio nella campagna elettorale.
Mentre sale la tensione nella squadra di Romney, Santorum continua con i suoi comizi e cerca di attirare gli elettori cristiani conservatori. E lo fa attaccando Obama, la cui teologia "non è basata sulla Bibbia". Ma poi corregge il tiro e precisa: "Mi riferivo all'estremismo degli ambientalisti di cui il presidente si è fatto interprete e protagonista con le sue politiche".












