Monti soddisfatto, ma è presto per festeggiare: il premier va avanti con le riforme annunciate
Il presidente del Consiglio, intenzionato ad andare avanti anche se deve fare i conti con le fibrillazioni nel Pdl e soprattutto del Pd.
POL:>>>ANSA/ MONTI TIRA DRITTO SU LAVORO; CRISI? BARATRO EVITATO
2012-02-21 20:50
>>>ANSA/ MONTI TIRA DRITTO SU LAVORO; CRISI? BARATRO EVITATO
SODDISFATTO PER GRECIA. MA IN ITALIA PD E CGIL IN FIBRILLAZIONE
ROMA
(Di Federico Garimberti) (ANSA) -
ROMA. L'accordo per il salvataggio della Grecia, fortemente voluto dal governo italiano, allontana il rischio contagio nell'Eurozona, ma anche l'Italia da un baratro che, appena tre mesi fa, era ad un passo. Ma per Mario Monti è presto per festeggiare, perché nonostante notevoli "passi avanti" molto resta da fare non solo in Europa, ma soprattutto in Italia dove il presidente del Consiglio, intenzionato ad andare avanti con le riforme annunciate (la linea non cambia, si conferma in ambienti governativi gettando però acqua sul fuoco delle polemiche) deve fare i conti con le fibrillazioni nel Pdl e soprattutto del Pd. Tanto che Pier Luigi Bersani, di fronte al rischio di una riforma del lavoro senza l'intesa con i sindacati, ammonisce il professore anche mettendo in dubbio il voto dei democratici.
Sul primo fronte, quello europeo, il professore insiste sulla necessità che si imbocchi la strada della crescita, indispensabile non rendere vano il rigore. E' soddisfatto per l'accordo raggiunto dall'Eurogruppo: parla di "risultato importante" perché "toglie i rischi immediati di contagio". Ora, però, anche per consentire ad Atene (e all'Italia) di uscire dalla crisi bisogna rilanciare il pil e farlo con azioni coordinate a livello Ue: il Fiscal Compact è in dirittura d'arrivo, sottolinea, e adesso "sia in Europa che in Italia, senza perdere di vista nemmeno un momento la necessità di tenere al sicuro i conti, è il momento di concentrarsi sulla crescita".
Ma non solo: per evitare che la crisi torni a mordere e scongiurare nuovi contagi l'Europa si devono alzare delle barriere anti-speculazione sufficientemente alte. E Monti appare ottimista sul fatto che la Germania accetti di aumentare le risorse del fondo salva Stati europeo (Esm) a 750 miliardi.
Sul secondo fronte, quello interno, le buone notizie non mancano, ma neanche i motivi di preoccupazione.
"Siamo certamente meno vicini al baratro di quanto non fossimo 3 mesi fa e questo è percepito dai mercati e dal Mondo", può dire Monti guardando più allo spread calante che non alle Borse, rimaste freddine davanti all'intesa di Bruxelles.
Il premier però non vuole minimamente abbassare la guardia. Consapevole del fatto che la strada delle riforme resta densa di ostacoli. Ecco perché dice che è presto per pensare a politiche 'rilassate' sul fronte dei conti pubblici, frenando gli entusiasmi di quanto speravano in una riduzione delle imposte grazie ai proventi della lotta all'evasione. E così, nel Cdm di Venerdì il governo si limiterà ad una semplificazione dell'attuale sistema fiscale, mentre per "benefici" concreti per i "contribuenti onesti" occorre aspettare. Magari non il 2014, visto che "il pareggio di bilancio può essere perseguito con varie combinazioni di entrate e uscite", ma certamente la priorità và data al consolidamento dei conti pubblici.
Monti tocca anche altri temi (come ad esempio il provvedimento sull'Ici per i beni commerciali della Chiesa), ma evita di tornare sui due nodi più complessi per l'Esecutivo: il rapporto con i partiti e la riforma del mercato del lavoro. Le acque all'interno dei due soci di maggioranza della coalizione, Pd e Pdl, restano agitate. Berlusconi, che descrivono molto preoccupato per il processo Mills, pranzerà oggi con il premier a palazzo Chigi. Un normale "giro d'orizzonti" senza un ordine del giorno preciso, spiegano a palazzo Chigi.
L'intento di Monti - che al momento non ha in agenda incontri con altri leader anche se le cose potrebbero cambiare dopo l'affondo di Bersani - è quello di non farsi influenzare troppo dalla forze politiche e sociali, pur nella consapevolezza che senza il sostegno in Aula i provvedimenti non andranno lontano. E di fronte alle parole del segretario del Pd, che senza un'intesa con i sindacati sul lavoro ha minacciato di non votare il provvedimento, l'intenzione è quella di non farsi influenzare troppo. In parte perché in ambienti di governo si spera che le parole del segretario siano da leggere più in chiave interna al partito, che non come un monito all'Esecutivo.
Il premier, comunque, consapevole anche delle attese che su questo ci sono sui mercati e in Europa, non intende retrocedere: la riforma ci sarà con o senza l'intesa preventiva con le parti sociali.












