Visti da New York

In difesa delle donne. Fornero e Bonino alle Nazioni Unite contro gli abusi nel mondo e in Italia

Di Stefano Vaccara

28-02-2012


Alle Nazioni Unite in questi giorni l'Italia è protagonista nella campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica mondiale contro le Mutilazioni genitali femminili (FGM), una pratica atroce che ogni anno sconvolge per sempre la vita di oltre tre milioni di bambine in Africa e in altri paesi. Da anni il nostro Paese si batte per portare avanti e far votare una risoluzione all'Assemblea Generale che la condanni. Certe statistiche ci dicono che in paesi come l'Egitto, la pratica coinvolge quasi il novanta per cento della popolazione femminile.

Il vicepresidente del Senato Emma Bonino, giá commissario ai diritti umani dell'Ue e fondatrice dell'Ong internazionale "Non c'è pace senza giustizia", è da anni in prima linea per far mettere fuorilegge questa "tradizione" e sembra ormai che gli sforzi all'interno dell'Onu, grazie anche all'appoggio della missione italiana guidata dall'ambasciatore Cesare Ragaglini, stiano portando vicino il traguardo di un voto all'Assemblea entro l'anno.

Ieri al Palazzo di Vetro, nell'ambito del dibattito della commissione generale sulla condizione femminile, è arrivata a New York anche il ministro del Lavoro e delle Pari Opportunitá Elsa Fornero, che ha avuto incontri bilaterali con rappresentanti di Cina, Brasile e Burkina Faso, e anche colloqui con Michelle Bachelet, l'ex presidente del Cile ora a capo di "UN Woman". Poi ieri sera (ve ne parlermo domani) Fornero, Bonino e Bachelet hanno partecipato ad una importante conferenza sulle strategie da adottare per raggiungere al piú presto l'obiettivo del voto della risoluzione. Alla conferenza ha partecipato anche Chantal Compaoré, la First Lady del Burkina Faso, che é anche la Coordinator of the International Campaign per mettere al bando le FGM nel mondo. Inoltre trai partecipanti, anche i ministri Dennis Sandy (Sierra Leone), Nanténin Chérif, (Guinea) Olivia Amedjogbe-Kouevi, (Togo).

Ieri pomeriggio, il ministro Fornero ha tenuta una conferenza stampa alla missione italiana all'Onu dove ha mostrato tutta la sua soddisfazione per questo viaggio che, pur allontanandola dagli accesi dibattiti sulla riforma del lavoro in Italia, le è sembrato validissimo: "Era importante essere qui. E' stata una occasione unica poter partecipare all'ONU alla sessione dedicata al potenziamento delle donne negli ambienti rurali, discutere della condizione delle donne piú povere. Lí ho ascoltato il discorso della signora Bachelet con cui adesso avró un incontro". Fornero ha avuto incontri anche con rappresentanti della Cina, Burkina Faso, Brasile, Usa. "Incontri con molta simpatia, non ho sentito barriere tra di noi. Molto toccante l'incontro con la rappresentante del Burkina Faso alla quale ho chiesto come l'Italia avrebbe potuto aiutarla per la risoluzione alle Nazioni Unite contro le mutilazioni genitali alle bambine. Sul piano personale e della conoscenza ho riscontrato due cose: tra donne é piú facile superare le barriere senza perdersi in convenevoli, arrivando subito al dunque e cercare di risolvere i problemi".

Poi Fornero ha ricordato il grande evento di martedí sera, il concerto al Palazzo di Vetro della cantante africana Angelique Kidjo per richiamare l'attenzione sul tema delle mutilazioni, sponsorizzato proprio dall'Italia. "Io sono convinta che l'Italia stia facendo un ottimo lavoro su questo. Anche rispettando gli affari interni di altri paesi sui quali non si puó intervenire in maniera troppo brutale ma con una ‘gentile pressione', credo si possa avere risultati importanti".

Ma Fornero crede che la risoluzione sulle FGM possa veramente essere votata entro il 2012? "Ci conto e l'impegno dell'Italia sará massimo".

Abbiamo avuto poi la possibilitá di fare una domanda "difficile" al ministro Fornero. Dietro ai motivi della nostra domanda, c'é l'aver saputo che lo scorso gennaio, Rashida Majoo, la Special Rapporteur dell'ONU sulla violenza contro le donne, é stata in Italia per una visita di dodici giorni. La ragione era quella di indagare sulla violenza domestica, violenza secondo l'Onu spesso "condonata" dallo stato. L'indagine dell'ONU in Italia verteva anche sulle violenze alle donne in contesti trasnazionali (leggi immigrati). Manjoo presenterá un rapporto finale sulla sua missione in Italia nella sezione di giugno che si terrá al Consiglio dei diritti umani di Ginevra.

Al ministro Fornero siamo riusciti a chiedere questo: le risulta che in Italia la morte a causa della violenza domestica sia una delle prime cause di decessi delle donne nel nostro paese? Il ministro, che forse non si aspettava la domanda, ha comunque dato la sensazione di avvertire l'urgenza del problema e ha risposto cosí:

"Non mi baso in questo momento su dati statistici e credo che la violenza domestica sia un tema anche comune ad altri paesi europei. Mi risulta che la violenza sulle donne, dentro le famiglie sia sufficientemente alta perché il paese la possa considerare un grave problema da affrontare. Abbiamo finanziato dei centri, e noi dobbiamo fare i conti con le risorse limitate che abbiamo ma per avere dei dati piú accurati abbiamo giá finanziato una ricerca statistica che fará il nostro ufficio. Conoscere é importante come base per le politiche da adottare. Peró c'é anche il tema dell'educazione e della rappresentazione delle donne dei media. E' molto importante. Se le donne nei media appaiono oggetto piú che soggetti autonomi, é piú facile che un oggetto sia considerato una cosa propria".

Giá, l'Italia fa bene a occuparsi delle violenze sulle donne in qualsiasi parte del mondo avvengano, ma come ammette il ministro Fornero, anche le donne italiane hanno bisogno di essere meglio protette dalla legge, dallo stato, dai media e da una certa cultura.

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