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Impresa e innovazione. L'ICE ha organizzato a Filadelfia un convegno sugli scambi con gli USA

Di Riccardo Chioni

14-06-2012

FILADELFIA. Si è concluso ieri con l'annuncio dell'avvio del primo spin-off italiano il convegno promosso dal Desk Investimenti dell'Ice di New York, in collaborazione con la Sbarro Health Research Organization presso la Temple University di Filadelfia, mirato a favorire la collaborazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti. Nel campus Bio-Life Science dell'ateneo erano presenti numerosi ricercatori salutati dal console generale di Filadelfia Luigi Scotto, dal direttore esecutivo dell'Ice Aniello Musella e dal Coo della Niaf John Viola.

"La valorizzazione della ricerca universitaria - spiega Aniello Musella - costituisce per l'Italia un obiettivo prioritatio. Già da alcuni anni molti centri di eccellenza universitari dispongono di strutture dedicate al trasferimento tecnologico, alla costituzione di società spin-off e alla negoziazione dei risultati delle attività di ricerca, preziose risorse da valorizzare. Spesso però non hanno la forza e il modo giusto per presentarsi agli investitori americani". Il ricercatore Antonio Giordano, alla guida della Sbarro Health Research Organization, ha annunciato l'avvio del primo incubatore italiano negli Stati Uniti.

"Il nostro sogno è di creare un ponte tra Italia e Stati Uniti in modo che grandi menti, tecnologie e ricchezze possano muoversi in maniera virtuale per arricchire entrambi i paesi. Fino ad ora c'è stato solo un senso unico: migrazione, di tutto l'asset intellettuale, tecnologico, dalle risorse umane allo sviluppo della tecnologia, è stato unilaterale e quindi l'Italia ha generato grandi risorse umane, ha dato il know how. Però, alla fine, non è proprietaria di alcunché".

Giordano, che è anche presidente del comitato scientifico del Centro ricerche oncologiche di Mercogliano, sostiene che la ricerca deve riuscire a sposare la commercializzazione.

"Ora ci troviamo in una situazione in cui la ricerca importante deve essere anche commercializzata nel termine volgare. Significa che la ricerca deve uscire dalla università e deve esplodere dal punto di vista dell'applicazione per quello che è l'obiettivo finale, a beneficio l'umanità".

Il presidente della Sbarro Organization ha definito così il significato di incubatore.

"Una volta che la tecnologia esce dall'università, deve trovare un enviroment che non è più accademico e di ricerca di base, bensì deve poter disporre di un enviroment di business. Perché una volta che si ha l'idea, dopo si deve sviluppare il prodotto. E non lo si può sviluppare con delle menti che hanno un training accademico. Quindi, si crea un incubatore dove sviluppare l'idea a livello embrionale e portarla a livello commerciale". Al convegno ha preso parte Aleardo Furlani di Innova SpA, esperto di trasferimento tecnologico che ha illustrato le opportunità di finanziamento publico e privato in Italia

"Abbiamo creato una società che si chiama Innovares, che avrà come obiettivo quello di portare in America delle start-up italiane che voglio espandersi e sviluppare il mercato. È - sottolinea Furlani - la prima iniziativa di questo tipo dell'Italia. I francesi hanno incubator, i tedeschi pure, gli italiani, grazie al fatto che la Sbarro si è dimostrata sensibile a questa possibilità e al sistema di incentivi in Pennsylvania, l'idea è di partire con questa iniziativa". Questa prima spin-off si è potuta materializzare anche perché è cambiata aria al governo di Roma dove è accresciuta la sensibilizzazione nei confronti della ricerca universitaria. "Il governo - precisa Furlani - ha manifestato già interesse a partecipare a questa iniziativa. Di fatto lo spazio già c'è ed è stato assegnato alla Sbarro per fare incubazione. Nel momento in cui noi presenteremo il business plan allo stato della Pennsylvania avremo anche ulteriori aiuti".

La nuova emigrazione, secondo Furlani, si differenzia da quella storica per il ritorno che offre al Paese. "È un po' come la quadratura del cerchio rispetto alla vecchia emigrazione in cui uno partiva per non tornare più, ora invece si parte, ma si fa tornare indietro la propria competenza, l'intelligenza che servirà a far crescere altri ricercatori italiani e rendere l'Italia più competitiva. Questa è una sfida. Dobbiamo creare un sistema in Italia - osserva Furlani - che sappia attrarre i ricercatori e sappia anche far leva su paesi più forti come gli Stati Uniti. Non dobbiamo avere paura di questo".

Un altro ricercatore della Sbarro, Giuseppe Russo direttore del Cancer System Biology, parla del primo incubator a Filadelfia.

"È una spin-off italiana creata dalla Sbarro Health Organization e Innova utilizzando come serbatoio di finanziammento italiano l'Art. 11 che permette di crearle da entità universitarie. Questo - sottolinea Russo - è il primo caso in assoluto in Italia di una organizzazione americana che porta in Italia un qualcosa che possa essere commercializzato per il futuro. Siamo italiani, il desiderio è di contribuire da parte nostra in maniera fattiva aiutando il nostro paese. Questo porterà anche possibilità future di investimento contrario: dall'Italia agli Stati Uniti". Non c'è fuga di cervelli secondo Russo, c'è piuttosto un utilizzo.

"Iinvece di fuga direi che abbiamo esportato il modello italiano nel mondo. Non c'è una fuga in una direzione o in un'altra, ma la voglia di poter collaborare tra Italia e Stati Uniti e ci auguriamo che con questa iniziativa si possano creare sempre più possibilità, anche nel nostro apese, perché la spin-off risiederà in Italia dove è importante procedere. Con questo forse vogliamo dire il contrario della fuga di cervelli: utilizzare i cervelli".

 

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