Economia

Spending Review: tagli agli statali

04-07-2012

Il primo decreto legge sulla spending review che il governo dovrebbe varare entro venerdì taglierà del 10% la pianta organica dei dipendenti pubblici e del 20% quella dei dirigenti.

ROMA. Arriva la stretta sugli statali: il primo decreto legge sulla spending review che il governo dovrebbe varare entro venerdì taglierà del 10% la pianta organica dei dipendenti pubblici e del 20% quella dei dirigenti.
Ma Palazzo Chigi ieri sera ha smentito tutte le indiscrezioni circolate in queste ore che vedono allargarsi 'a dismisura' e su tutti i settori le voci di ulteriori pesanti tagli: "ogni contenuto diffuso è da considerarsi privo di fondamento. Il Governo precisa inoltre - si legge in una nota di palazzo Chigi - che il provvedimento è ancora in corso di stesura, in virtù degli incontri intercorsi in data odierna con le parti sociali e gli enti locali e alla luce del confronto con i Ministeri interessati".
Provvedimento nel quale, come confermato ieri anche dal premier, Mario Monti, non ci sarà nessun blocco delle tariffe. Inoltre nell'ultima bozza del decreto circolata e confermata da fonti di governo non si prevede l'accorpamento delle province che invece sarà contenuto nella parte che riguarda la ristrutturazione dello Stato, prevista nella terza fase dell'intervento. Il taglio di beni e servizi nella sanità inoltre non sarà in percentuale fissa ma variabile. E lo stesso accadrà per i contratti di servizi. Tornando al pubblico impiego le misure annunciate ieri vorranno dire che nell'immediato il personale potrebbe rimanere anche invariato e che però si stabilisce un tetto per il prossimo futuro che le amministrazioni dovranno rispettare.
Un intervento che si accompagnerà ad un altro ventaglio di misure, dalla messa in mobilità per due anni ai prepensionamenti (con possibili deroghe alla riforma Fornero, denunciano i sindacati).
Le misure illustrate agli enti locali e alle parti sociali saranno però precedute da un'accurata verifica, ha promesso il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi.
 Il governo è pronto a varare due decreti legge, uno entro questa settimana e uno entro agosto: la prima tranche farà perno oltre che sul pacchetto pubblico impiego, sulla razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi targata Enrico Bondi. Il commissario ha passato sotto la lente 60 miliardi di spesa e 54 "tipologie merceologiche" e in alcuni casi ha valutato la possibilità di risparmiare fino al 61% attraverso l'individuazione dei cosiddetti costi standard.
Si tratta di un'operazione che interessa tutte le amministrazioni ma che per alcuni settori assume dimensioni più significative. Tra queste in pole c'é la sanità, per la quale si stimano risparmi aggiuntivi di circa tre miliardi nel triennio. Di questi circa uno dovrebbe arrivare nell'immediato.
Infine, altro capitolo sul quale dovrebbe intervenire subito l'esecutivo è quello della giustizia: dovrebbe infatti confluire nel prossimo decreto legge il taglio dei tribunali più piccoli.
Rinviato al secondo tempo invece la riorganizzazione della 'periferia' dello Stato, a partire dal taglio delle province (che si trascina una riduzione di molti uffici, dalle prefetture agli uffici scolastici senza escludere molto probabilmente anche le questure). Ciò che è certo, mette in chiaro il viceministro all'Economia Vittorio Grilli, "non è più sostenibile e lo Stato non può più riuscire a gestire i costi molteplici delle strutture territoriali statali".

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