Sport

Calcioscommesse. Revocate la penalizzazione e le squalifiche di Grava e Cannavaro

18-01-2013


ROMA. Canta Napoli, festeggiano Gianluca Grava e Paolo Cannavaro. Ma anche Matteo Gianello.

La Corte di Giustizia federale sembra aver reso felici tutti, tranne il procuratore federale Stefano Palazzi, la cui linea accusatoria torna ad essere smentita, come nel caso Bonucci e Pepe ad agosto. Tra chi sorride di più c'é di sicuro il tecnico Walter Mazzarri che di colpo, grazie alla decisione dei giudici di secondo grado, ritrova subito capitan Cannavaro e un buon rincalzo come Grava e, soprattutto, i due punti tolti dalla Commissione Disciplinare in merito alla presunta combine di Samp-Napoli del 16 maggio 2010.

Rimane soltanto un'ammenda di 50mila euro (ridotta rispetto ai 70mila euro iniziali), ma vista la vigilia è poca cosa.

Di fatto, la classifica è riscritta ancora una volta a campionato in corso.

Così come le sentenze di primo grado, e le linee accusatorie del procuratore Figc Stefano Palazzi, forse il vero sconfitto di quest'ennesimo capitolo dell'interminabile vicenda del calcioscommesse.

"Abbiamo salvato il Napoli perché abbiamo contribuito in maniera decisiva alla revoca della penalizzazione e al proscioglimento di Grava e Cannavaro", dice Eduardo Chiacchio, legale di Matteo Gianello. E, di fatto, ha ragione: la Corte presieduta da Gerardo Mastrandrea ha infatti accolto la sua linea difensiva, già tentata invano in primo grado, derubricando l'illecito del proprio assistito in violazione dell'articolo 1 (slealtà sportiva). "Era l'unica strada per ottenere la revoca della penalizzazione - rileva l'avvocato, riferendosi alla richiesta di derubricazione dell'illecito del suo assistito in violazione dell'articolo 1 del CGS (slealtà sportiva) -. La responsabilità oggettiva resiste ma per la violazione dell'articolo 1 la sanzione è solo l'ammenda. Cancellare l'infamia dell'illecito sportivo per un calciatore è tutto. Non l'ho ancora sentito, ma sarà felicissimo. Ha sbagliato, è giusto che paghi".

Ma in fondo, l'ex terzo portiere (che sconterà ora solo 21 mesi contro i 3 anni e 3 mesi del primo grado) è stato croce e delizia per i partenopei: lui, infatti, aveva ammesso ai giudici di Napoli e in Figc di aver tentato di combinare il match chiedendo l'aiuto dei due compagni che, non denunciando la proposta, avevano rimediato dalla Disciplinare 6 mesi di stop.

Obbligato anche da una confessione fatta all'ispettore di polizia infiltrato, Gaetano Vittoria, e su cui l'agente aveva fatto rapporto.

"È una gioia immensa a distanza di mezz'ora sto ancora piangendo dalla commozione", commenta Cannavaro. "È la fine di un incubo", risponde Grava. "Procedimenti come questo capitano una volta ogni tanto, mi rallegra più di tutto che è stata fatta giustizia e che è stato restituito a Napoli ed ai suoi tifosi quello che veniva definito maltolto", dice invece l'avvocato dei partenopei, Mattia Grassani.

L'unico sconfitto sembra proprio essere il procuratore federale, Stefano Palazzi, che nella sua requisitoria aveva sostenuto che c'erano "tutti i requisiti per applicare la responsabilità oggettiva. Il tesseramento di Gianello, il tesseramento degli altri due calciatori (Cannavaro e Grava, ndr) accusati di omessa denuncia, e il collegamento di quel comportamento illecito all'attività sportiva".

Ma non ride neanche il calciatore Marco Zamboni, a cui è stata confermato lo stop di un anno e 7 mesi.

Nella festa azzurra, c'é posto anche per il Portogruaro (per la partita con il Crotone del maggio 2011) che ha visto parzialmente accolto il proprio ricorso: via l'ammenda di 10mila e dimezzata a un punto la squalifica.

"Credo in questa giustizia anche se dopo il primo grado la mia fiducia è stata messa a dura prova", aveva detto in aula il patron partenopeo, Aurelio De Laurentiis. E ora, a -3 dalla Juve, il sogno scudetto é più reale.

 

Il palinsesto di oggi