Il fatto

Carne di cavallo. La Nestle ritira in Italia ravioli e tortellini Buitoni

20-02-2013

 

ROMA. Dopo aver attraversato l'Europa, l'horse meat scandal, esploso in Irlanda, ha raggiunto l'Italia. Scattati ieri i controlli dei Nas, Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri, nella sede di Milano della Nestlé e presso lo stabilimento di Moretta (Cuneo) per accertare la tracciabilità, le procedure di autocontrollo e il rispetto degli obblighi relativi al ritiro dei prodotti a marchio Buitoni ‘Ravioli di brasato' e ‘Tortellini di carne', commercializzati dalla multinazionale con sede in Svizzera che l'altro ieri notte aveva annunciato il ritiro dagli scaffali italiani e spagnoli dei prodotti su cui erano state rinvenute tracce di Dna di carne di cavallo pari all'1%. Si tratta di "una cosa molto, molto sgradevole", ha commentato il ministro delle Politiche agricole Mario Catania sottolineando come "noi abbiamo un ottimo sistema di controllo, non a caso nel corso degli anni queste cose si scatenano quasi sempre per eventi che succedono quasi sempre fuori dall'Italia". E il ministero della Salute, ha predisposto "ancora più controlli rispetto al Piano Ue".

Nestlé ha anche ritirato dal commercio in Francia e Portogallo un lotto di lasagne "alla salsa bolognese", a marchio Davigel, destinate al mercato della ristorazione.

Il colosso ha assicurato che "non ci sono problemi di sicurezza alimentare", e ha annunciato: "Stiamo rafforzando i controlli di qualità con nuovi test. Ci scusiamo con i consumatori e assicuriamo che le azioni prese si tradurranno in più alti standard e in una rafforzata tracciabilità" ha detto Nestlé. Nel frattempo, a livello comunitario, è arrivato ieri il via libera formale della Commissione Ue al piano di controlli sulla carne di manzo e cavallo in Europa. I test cominceranno immediatamente e dureranno per un mese, prorogabili di altri due, e saranno cofinanziati al 75% dall'Ue.

Se i due tipi di test programmati dovessero risultare positivi, gli stati membri sono tenuti ad allertare immediatamente il sistema Ue per la sicurezza alimentare, il Rasff, in modo informare gli altri paesi.

I 27 dovranno inoltre presentare un primo rapporto a Bruxelles il prossimo 15 aprile.

La questione, ha precisato Assomacellai Fiesa, "non riguarda la salubrità o la sicurezza alimentare dei prodotti e tanto meno di quelli equini, ma la violazione delle norme di etichettatura, prefigurando la frode in commercio operata da grandi marchi dell'industria alimentare", la Findus, secondo i primi accertamenti internazionali, l'azienda agroalimentare Spanghero in Francia, e ora un colosso come Nestlé. Controlli severi e tracciabilità vengono chiesti da Legambiente e dalle organizzazioni agricole Cia e Coldiretti. Slow Food pretende "verità sul cibo che mangiamo".

"La mancanza di regole alimenta le mafie" denunciano i consumatori di Adiconsum, mentre Codacons si interroga sul ruolo dell'Efsa.

In controtendenza Confagricoltura che chiede di "non creare mostri mediatici" e Copagri che lamenta danni di immagine. I più perplessi, rispetto a tango clamore, sono gli onnivori cinesi: "Gli europei - si legge su Weibo (il Twitter cinese) - non sanno fare business: metteteci una etichetta di carne di cavallo organica e vendeteli alla Cina. Ricchi cinesi sono disposti a pagare molto per averli".

 

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