La comunità

Serpico è diventato italiano. Cittadinanza all'ex detective della polizia di New York

di Riccardo Chioni

29-06-2013


 

A Francesco Serpico, il detective che ha lottato contro la corruzione, divenuto famoso con il film interpretato da Al Pacino, medaglia all'Onore della polizia di New York, tessera Nr. 3 dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato di New York e New Jersey, è stata riconosciuta la cittadinanza italiana.

Giovedì, presso la sala ricevimenti Ravello a East Hanover nel New Jersey, l'agente Serpico ha estratto dalla tasca della giacca e con soddisfazione ha mostrato a un centinaio di ospiti il passaporto italiano che intende adoperare per la prossima visita nel Paese d'origine.

Durante l'evento organizzato dall'Associazione Nazionale Polizia di Stato di NY e NJ Joe Petrosino, con lo slogan "per celebrare la cultura della legalità" sono stati sottolineati i forti legami che uniscono le istituzioni e le comunità italiana e americana. Tra gli ospiti anche il giocatore della Fiorentina Giuseppe Rossi.

Nell'occasione, l'Anps ha voluto onorare Serpico, uno dei primi componenti volontari dell'organismo di polizia metropolitano, assegnandogli il premio di personalità dell'anno.

Un altro riconoscimento è andato all'agente speciale Andrew McLees dell'agenzia federale Homeland Security Investigation. Ha dato invece forfait il sindaco di Newark Cory Booker, trattenuto altrove da impegni politici, al quale l'Anps aveva riservato il terzo riconoscimento.

L'Anps di NY e NJ, di recente fondazione, è una delle tre esistenti all'estero. Nel corso della serata di premiazioni l'associazione ha consegnato un assegno di 5 mila dollari a titolo di donazione alla scuola St. Benedict di Newark.

L'Anps è un organismo voluto dall'ex capo della polizia Antonio Manganelli recentemente scomparso, basato sul volontartiato con il motto "vicino alla gente", mentre quello storico del corpo di polizia, uno dei 5 esistenti in Italia, è il latino "sub lege libertas", come ha spiegato il presidente nazionale dell'Associazione, Sergio Cirelli.

Il presidente ha aggiunto che la Polizia di Stato vuole essere vicina alla numerosa comunità italoamericana che vive nell'area metropolitana, ricordando che l'Associazione è un link tra il corpo di polizia italiana e quelli statunitensi.

Cirelli ha raccontato che dopo 8 mesi di ricerche e con la fattiva collaborazione del consolato di Newark è stato possibile riconoscere la cittadinanza al mitico ex agente Serpico, in collaborazione con il segretario del Anps Usa, Andrea Serra.

"Finalmente! Sono soddisfatto", ha esclamato Francesco Serpico sul riconoscimento della cittadinanza e l'ottenimento del passaporto italiano.

Un radioso Serpico, in italiano, una delle 5 lingue da lui parlate, commenta così il momento.

"È stato un lavoro amorevole che ha portato avanti il presidente Cirelli, è stata una procedura molto complicata. Ora, se Dio vorrà, posso andare in Italia e presentare il mio passaporto italiano. A dire la verità, ho aspettato tutta la mia vita questo momento".

Serpico ha raccontato volentieri aneddoti familiari vissuti nella casa di Brooklyn dove è nato e cresciuto.

"Sono nato Francesco Serpico, ma alla nonna non piaceva, voleva che mi chiamassero Francis che a me non piace. Il mio nome sull'atto di nascita è Francesco, così come è scritto sul mio nuovo passaporto che per me è un vero onore".

È il più giovane dei figli di Vincenzo e Maria Giovanna Serpico,  immigrati da Marigliano in provincia di Napoli, cresciuto nel salone di lucidascarpe del padre, un uomo integerrimo schierato contro la corruzione.

Anche tra le mura domestiche la famiglia Serpico andava controcorrente, imponendo ai figli l'apprendimento della lingua madre come priorità.

"Mentre i genitori dei miei amichetti di allora proibivano ai figli di parlare italiano, sostenendo che dovevano inserirsi nella sociatà americana, la mamma ci ripeteva: parla come ti ha fatto tua mamma. E così la mia prima lingua era l'italiano, poi l'inglese quando sono andato a scuola dove ho studiato anche francese, spagnolo e tedesco. Inutile dire.... quando uno ha in testa la radice latina della nostra lingua, ha l'apertura facile a molte altre".

Serpico non ha dubbi sulla sua elevazione a personaggio mitico, leggendario immortalato da Al Pacino nel film "Serpico" del 1973, uscito un anno dopo il suo ritiro dal servizio, che rivela come un agente è riuscito a lottare contro la corruzione nel corpo di polizia di New York.

Ha anche raccontato un episodio accaduto a Roma dove si trovava per una lecture, in una audience di polizia.

"C'era una signora anziana come me che quando mi ha visto camminare al podio è sbiancata ed è svenuta. Quando si è ripresa ha detto: allora Serpico è vero, pensavo che fosse solo un personaggio creato dal cinema".

Ha spiegato che il suo primo viaggio in Italia lo ha fatto quando aveva 13 anni e che dove sembrava sperso, si è invece trovato subito a suo agio.

"La mamma mi ha portato a conoscere i nonni, ma non aveva i soldi per comprarmi un vestito per la stagione estiva, così ne ha comprato uno che andava bene per tutto l'anno. Mi sono ritrovato a Napoli e vedevo tutti i ragazzi scalzi che mi giravano attorno e mi guardavano come venissi dalla luna. Hanno chiesto a mio cugino che mi accompagnava chi ero e lui ha spiegato che venivo dall'America. Siamo diventati amici, anche perché mi ero rivolto a loro in dialetto ed erano rimasti sbigottiti. L'indomani - ha aggiunto sirridendo - anch'io ero scalzo assieme ai ragazzi, poi ho offerto il gelato a tutti e mi hanno soprannominato o paladino a Napule".

Quello che ricorda Francesco Serpico con maggiore intensità della sua carriera di agente di polizia è un fatto personale che lo accompagna per il resto della sua vita.

"Ho ancora una scheggia di proiettile conficcata nel capo e mi è stato detto dai medici che devo continuare ad assumere medicinali per tutta la vita. Ma da tempo ho deciso di smettere con i farmaci e penso piuttosto a nutrirmi di cose buone e salutari".

Ci sono due personaggi leggendari della polizia newyorkese che portano nomi italiani: Joseph Petrosino e Francesco Serpico.

"Petrosino era il mio eroe. Purtroppo molta gente non sa che è stato il fondatore della Bomb Squad più di un secolo fa. Ho donato la mia pistola al Museo Italo Americano di Little Italy e ora è esposta a fianco del busto del tenente Petrosino. So che ora sono in buona compagnia".

 

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