La comunità

Columbus Day. Una tradizione che si rinnova. Lunedì la parata

Di Riccardo Chioni

10-10-2013

 

L'appuntamento annuale con la Columbus Day Parade newyorkese è alle porte. Lunedì 14 ottobre si svolgerà la sfilata: una tradizione che si tramanda dal 1944 e che è andata crescendo negli anni fino ad aggiudicarsi il primato della più partecipata parata al mondo, nella magnifica cornice della Quinta Avenue, nella giornata dedicata all'orgoglio italiano.

Quando la Columbus Day Parade prenderà il via alle 11,30 dalla 44th Street, a guidare il passaggio di oltre 100 contingenti e 35 mila partecipanti alla sfilata, con la fascia di Grand Marshal sarà Joseph Perella, partner fondatore, chairman e Ceo di Perella Weinberg Partners.

Leader da quattro decenni, avvezzo a mettersi al timone di gruppi di executive e consigli d'amministrazione in ogni campo industriale e in ogni regione del globo, mostrando la rotta per strategie mirate, Joseph Perella questa volta si metterà invece alla testa di dozzine di festanti bande musicali, rappresentanze comunitarie e tanti carri allegorici.

L'appuntamento della Columbus Day Parade è atteso non solo dalla collettività italiana e italoamericana residente nella Tri-State-Area che solitamente si riversa dietro le transenne sulla Quinta Avenue nell'ordine di un milione di spettatori. Oltre alla versione dal vivo, la parata è seguita da milioni di spettatori che la guardano in diretta sul piccolo schermo nella nazione americana e di là dall'Atlantico.

Come ogni anno la tradizionale Columbus Parade richiamerà numerose entità provenienti dall'Italia, a livello regionale e locale, che si manifestano anche con allestimenti di eventi promozionali per il territorio e il turismo, sempre prendendo gli americani per la gola con la gastronomia.

E in un anno elettorale a New York, è garantita la presenza dei maggiori attori della campagna elettorale, a partire dai candidati alla poltrona di City Hall, mentre è ancora incerta la presenza di nomi di richiamo provenienti dall'Italia, considerato il terremoto politico in atto.

Nell'ambito delle manifestazioni in onore di Cristoforo Colombo, la Columbus Citizens Foundation, celebra l'orgoglio italiano domani sera al Wardolf Astoria con un gala - alla presenza di autorità e ospiti illustri - teso a raccogliere fondi per i programmi scolastici della Fondazione.

La Columbus Foundation infatti, attraverso un ampio programma che prevede attività filantropiche e culturali, assicura il prosieguo degli studi a giovani italoamericani meritevoli offrendo numerose borse di studio e grant che per il corrente anno accademico ammontano a due milioni di dollari distribuiti a oltre 500 studenti.

Quest'anno la Fondazione ha inoltre donato 256 mila dollari all'Intrepid Fallen Heroes Fund, a sostegno dei militari americani e delle loro famiglie, somma che va ad aggiungersi al mezzo milione già donato in precedenza.

Ma uno dei principi che animano la Fondazione è la promozione e diffusione della lingua e cultura italiana, che ha espresso con fermezza e con 500 mila dollari l'intenzione di re-instaurare l'Advanced Placement Program in Italian Language and Culture nelle scuole americane.

"Perella - ha dichiarato il presidente della Fondazione, Frank Fusaro - è un visionario, grande leader e ammirevole filantropo. Nel competitivo mondo della finanza globale Perella è conosciuto per la sua intelligenza e, ancor più importante, per la sua onestà e integrità".

Sulla scelta di Perella in qualità di Grand Marshal della 69esima edizione, il presidente Fusaro ha aggiunto: "ha realizzato il sogno dei genitori che l'avevano preceduto".

"La somma dei suoi innumerevoli risultati conseguiti, combinati con la sua storia di filantropo e amante delle sue origini, sono la realizzazione del sogno americano che i suoi nonni e genitori avevano immaginato arrivando in questo Paese. Per tutto questo siamo onorati che abbia accettato la nostra richiesta di indossare la fascia di Grand Marshal", ha concluso Fusaro.

Joseph Perella e la moglie Amy sono sposati da 40 anni, risiedono a Manhattan. "Sono io che sono onorato dell'invito ad essere il Grand Marshal della Columbus Day Parade, un meraviglioso evento che esprime il tributo al significante contributo degli italoamericani alla crescita degli Stati Uniti", ha risposto Perella.

 

 

Elena Bonelli porta la canzone romana sulla Quinta Avenue

 

Dal Salone Margherita, dove ha debuttato con lo spettacolo "Roma in Music", Elena Bonelli porta con la sua voce la romanità in diretta tivù nel mondo con la sua esibizione alla Columbus Day Parade lunedì prossimo sulla Quinta Avenue.

Dopo aver raccolto uno straordinario successo al Teatro Salone Margherita di Roma a fine settembre, Elena Bonelli si è assunta l'incarico di diffondere a livello internazionale la canzone romana.

"È proprio al teatro storico che ha dato i natali ai più grandi artisti romani che ho voluto portare questo spettacolo che mi ha dato una grande soddisfazione, con grandi immagini, meravigliosi costumi, con l'orchestra, che parla di Roma in un modo internazionale".

Non è solo una canzone popolare, anche se rimasta relegata nell'ambito romano, assicura Elena Bonelli.

"Porto il glamour romano, che è già una cosa particolare, perché la canzone romana è sempre stata vista un po' come una canzone da trattoria, anche se è brutto solo dirlo. Perché ha origini popolari e questo non ha giovato alla bellezza della canzone romana che invece, si fregia di avere grandi poeti che le hanno scritte come Balzani, Petrolini, Rustichelli, Rascel e anche Strehler".

Questo progetto, partito con la regia di Lizzani scomparso da pochi giorni, intende ricreare una canzone romana. Lo spettacolo "Roma in Music" contiene anche il famoso monologo "Il fattaccio di Vicolo del Moro" di Amerigo Giuliani, riscritto proprio dal regista Carlo Lizzani in versione al femminile.

"Dal momento in cui è scomparsa Gabriella Ferri nessuno ha più cantato la canzone romana. Si è trattato di allestire - ha spiegato Bonelli - un progetto diverso, raffinato che facesse capire la poesia della canzone romana, la bellezza delle sue melodie, i significati".

Al contrario di quella classica napoletana, la canzone romana non ha varcato gli oceani.

"La canzone romana non ha vissuto la stessa fortuna di quella napoletana conosciuta in tutto il mondo, non è uscita dalle mura romane anche per una ragione sociologica: gli emigrati romani sono pochi e nessuno ha portato nel mondo una vedette come Caruso".

Per traghettare e far conoscere la canzone romana nel mondo, Elena Bonelli ha calcato i più titolati palcoscenici mondiali.

"Nel mio spettacolo cerco proprio di far capire che cosa è la canzone romana e di farlo in un modo che ha permesso alla canzone romana di entrare in teatri dell'opera e auditorium in cui non s'era mai affacciata".

Per esempio alla Carnegie Hall, al teatro degli Champ-Elysees, alle Nazioni Unite, al Teatro di Tokyo, al Sistina con uno spettacolo in cui ha interpretato con vigore, eleganza e originalità versioni attuali ed inedite delle canzoni della tradizione, dal 800 ai giorni nostri.

"La musica romana è colta, non è giusto definirla solo musica popolare. Abbiamo rivisitato molte cose, diciamo che abbiamo preso delle sonorità e abbiamo trasformato, per esempio Chitarra Romana che si prestava ad essere interpretata come un fado portoghese ed è venuto fuori un brano eccezionale".

Elena Bonelli ha anticipato ad America Oggi che sul red carpet, di fronte alla tribuna d'onore a 69th Street e Fifth Avenue in diretta televisiva interpreterà un celeberrimo brano musicato in uno swing americano.

"Canterò ‘Roma nun fa' la stupida Stasera' nello stile swing americano, giusto in occasione della Columbus Parade", intanto domani sera offrirà un'anticipazione a centinaia di ospiti del gala organizzato dalla Columbus Citizens Foundation al Wardolf Astoria.

A giorni inoltre uscirà, in versione "remix giovanile" rivisitata la canzone "Tanto pe' cantà".

"Così continua il mio viaggio che far conoscere la canzone romana nel mondo e la voglio portare ai giovani, perché non c'è più nessuno che la canta. Invece piace, anche ai giovani".

Dopo New York l'ambasciatrice della canzone romana nel mondo porterà il suo spettacolo in due Paesi tribolati: Iraq e Azerbaigian. "Andrò prima in Iraq. Era fissato per il 25 prossimo a Bagdad, ma siccome è incerta la sicurezza, hanno spostato data e città nel nord. Lo spettacolo sarà poi a Baku a novembre. Ma vorrei tanto riportare la canzone romana alla Carnegie Hall con questo nuovo spettacolo", ha concluso. R. C.

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