Cultura

Rugantino a New York. Intervista a Brignano

06-06-2014

 

ROMA. "Valigie pronte. Sono all'aeroporto, varchi internazionali". Mentre già pensa al prossimo spettacolo, in scena a gennaio al Sistina di Roma, così Enrico Brignano, 50 anni dopo, riporta Rugantino a Broadway per tre date, dal 12 al 14 giugno, al New York City Center, esattamente mezzo secolo dopo lo storico "sbarco" della prima edizione della commedia musicale di Garinei e Giovannini.

"Al tempo i protagonisti erano Nino Manfredi, Aldo Fabrizi, Bice Valori, Ornella Vanoni - dice Brignano -. Speriamo che gli americani si ricordino qualcosa. Il New York City Center comunque si trova anche con Google e noi aspettiamo tutti: americani, italo-americani, turisti, curiosi...".

A Broadway il "suo" Rugantino in verità ci arriva già dopo un successo strepitoso: 12 milioni di euro di incasso in due edizioni. "Garinei non fece a tempo a vedermi in questi panni - racconta Brignano - ma già negli ultimi anni avevamo preso accordi perché lo interpretassi. Oggi c'è l'emozione di portare in America uno spettacolo completamente italiano, il famoso made in Italy, che parla del nostro paese, di una Roma del 1830, di amore e morte".

Rugantino poi, prosegue, "fu il primo spettacolo in assoluto che vidi a teatro, nel '78, con Nino Manfredi. Era proprio qui sul palcoscenico del Sistina. Mai avrei pensato un giorno di esserci anche io. E invece oggi dico che se ci hai lavorato una volta qui, poi non puoi più farne a meno. Neanche - aggiunge tra il serio e il faceto - se è un teatro faticosissimo, perché al Sistina non si entra, non si esce, non si trova parcheggio. Mia madre, per salire nei camerini, deve arrivare il pomeriggio. Io, da Dragona, ci ho messo vent'anni ad arrivare, tanto c'era traffico. Ma questo palco è diverso".

Ecco allora che il 27 gennaio sarà di nuovo al Sistina con uno spettacolo nuovo di zecca, ancora senza nome. "Il titolo è sempre un po' come le scarpe: che scarpe ce metto? Come fai a decidere prima? - scherza - Abbiamo chiesto di sceglierlo a fine stagione, ma la Siae insiste che serve prima".

Di certo per ora c'è che, tolta la giubba di Rugantino, Brignano tornerà a indossare i panni del perfomer e dell'entertainer. O, come dice lui, "dello sciocco che dice cose apparentemente sensate". E questa volta si parla di attualità. "Dopo uno spettacolo su mia madre - spiega - uno su mio padre, uno sui parenti e le gite fuori porta, ora parlerò di noi italiani, delle nostre follie e fobie. Mi chiederò se è davvero evoluzione la nostra, se poi siamo schiavi di cellulari, pixel, smile e tatuaggi".

Protagonisti anche la musica e l'immagine, con un maxischermo a tutta scena, perché, conclude, "oggi siamo quello che vediamo".

E a un ritorno in tv, non ci pensa? "La tv è lì - conclude sornione - Ce l'ho in salotto a 50 pollici. Bella e comoda perché occupa l'angolo, dove uno non sa mai che mettere: televisione o caminetto? Io ho acceso la televisione in un canale che trasmette un caminetto".

 

 

 

 

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