La comunità

Gei. Il Friendship Award a Robert Viscusi

Di Riccardo Chioni

23-07-2014

 

A ricevere il "Gei Friendship Award", ieri nella Stella Room del ristorante Le Cirque, è stato lo scrittore italoamericano Robert Viscusi, in occasione della presentazione della sua raccolta "ItaloAmericana: The Literature of the Great Migration".

Per il primo incontro del Gruppo Esponenti Italiani per il primo con un intellettuale italoamericano non c'era ieri la scorta che generalmente accompagna i numerosi politici italiani ospiti in passato del Gei.

Il dottor Robert Viscusi è docente di inglese, componente del Wolf Institute for the Humanities presso il Brooklyn College, presidente della Italian American Writers Association, autore lui stesso e studioso della letteratura e cultura italoamericana.

Il presidente del Gei Lucio Caputo ha tracciato un breve profilo di Robert Viscusi, nato a Brooklyn in una famiglia di immigrati, laurea alla NY University, "autore di significativi lavori di letteratura italoamericana per cui ha ricevuto importanti riconoscimenti a livello nazionale" e internazionale, tra cui l'American Book Award e il Premio G. Acerbi in Italia.

"Naturalmente - ha proseguito Caputo - uno dei più importanti lavori di Robert Viscusi è ItaloAmericana: The Literature of the Great Migration, un libro affascinante e informativo pubblicato ad aprile, che ha già ricevuto il plauso di critici, tra cui il Library Journal e Publisher Weekly".

ItaloAmericana è una collezione di scritti raccolti per un'audience di lingua inglese sugli anni della formazione dell'esperienza italoamericana.

"Cerchiamo di dare un aspetto culturale ad un gruppo che è essenzialmente bancario-economico-finanziario con grossi interessi a seguire la situazione politica italiana. Quindi - ha spiegato Caputo - quando ci sono personalità di quel settore lo facciamo con piacere"

Come scrittore Roberto Viscusi fa il battesimo da italoamericano nel club degli italiani a New York, dove ieri il presidente del Gei ha messo in discussione la definizione "italoamericano".

"Non mi piace, se dipendesse da mei la cancellerei. Perché a mio avviso  - ha affermato Caputo - ci sono italiani e americani di origine italiana e il termine italoamericano, spesso, è diffamatorio".

E ha spiegato in che modo: "Perché viene visto in senso negativo, viene cioé usato come indicativo di vecchi immigrati poveri e tristi, senza istruzione. Peggio ancora, spesso è collegato con ambienti e situazioni mafiose".

Il presidente del Gei ha proposto addirittura di lanciare una sorta di referendum. "Se si riuscisse ad eliminare il termine italoamericano, forse America Oggi potrebbe fare una crociata sul tema, sarebbe tutto di guadagnato", chiedendosi "chi è l'italoamericano? Qui - ha proseguito Caputo - ci sono americani di origine italiana da parte del padre, del nonno e bisnonno e adottare questa definizione sarebbe una semplificazione e darebbe un maggior rilievo ai cittadini di questo Paese che sono venuti qui dall'Italia".

Come ha risposto lo studioso di "italoamericanità"?

"È un sentimento vecchissimo, perché gli immigrati d'allora avevano proiettato questa immagine della miseria e della tristezza. Ma oggi - ha fatto osservare Viscusi - ci sono italoamericani in seno alla Corte Suprema, contiamo un governatore padre e uno figlio, abbiamo un sindaco italoamericano. Siamo ingegneri, avvocati e professori, siamo alla gloria sociale".

Alla domanda se abolire o no il termine italoamericano, Viscusi ha risposto così: "Se qualcuno ha questa opinione della parola, mi rattrista. Assieme ad altri miei colleghi mi sento sulla cresta dell'onda in questa avanzata intellettuale degli italoamericani e non siamo più emigrati, non siamo più sperduti nella storia".

Viscusi ha raccontato di essere cresciuto senza conoscere di italiano altro che una frase della nonna a tavola: "Finisci di mangiare".

"Ho imparato l'italiano quando avevo 45 anni a Roma con una borsa di studio del governo americano. Ero con tutta la mia famiglia e assieme abbiamo imparato la lingua", ha raccontato lo studioso italoamericano i cui genitori sono originari di Benevento per parte paterna e di Pescara per quella materna.

 

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