La comunità

Marcantonio. Cerimonia nel Bronx a 60 anni dalla morte

Di Riccardo Chioni

10-08-2014

 

"Vito Marcantonio si è battuto incessantemente affinché giustizia sociale, diritti civili e il sogno americano fossero accessibili a tutti" ha detto ieri la presidente del Consiglio comunale Melissa Mark Viverito durante la commemorazione del 60esimo anniversario della morte del parlamentare italoamericano, al Woodlawn Cemetery nel Bronx.

Oltre alla proclamation consegnata da Viverito a nome del consiglio comunale al Vito Marcantonio Forum che ha organizzato l'evento, sono pervenute quelle del congressman Robert Rodriguez e del borough president del Bronx Ruben Diaz che ha istituito il "Vito Marcantonio Day" nell'anniversario della sua morte.

"Vito Marcantonio al Congresso ha dimostrato come non fosse soltanto dedicato alla sua circoscrizione elettorale attraverso iniziative legislative che hanno avuto un impatto su tutti. La sua eredità - ha aggiunto Melissa Mark Viverito - può essere descritta solamente come l'impegno per i diritti umani, cosa che tutti dovremo condividere".

La presidente del Consiglio comunale ha ricordato il "Lucky Corner" dove Marcantonio teneva i comizi, all'angolo tra Lexington Avenue e 116th Street, è ancora oggi un punto di riferimento per chi vuole fare politica a East Harlem.

"Lo è stato anche per me e mi ha aiutato a caricarmi di energia durante la mia campagna elettorale", ha detto Viverito.

Marcantonio è stato senza ombra di dubbio uno dei più combattivi sostenitori della classe operaia del XX secolo durante i suoi 14 anni di Congresso e uno dei politici più radicali di sinistra, continuamente rieletto per sei mandati.

"Ci ha lasciato un'eredità, continua ad ispirarci e dobbiamo tramandare il suo impegno per una società migliore. Ed è per questo - ha sostenuto Viverito - che ho voluto partecipare alla vita politica, che ho voluto essere speaker del Consiglio comunale, per far emergere una visione più inclusiva per la nostra città, come illustrata dal sindaco Bill de Blasio. È una strada tutta in salita, ma vogliamo seguire l'esempio di Vito Marcantonio".

La presidente del Consiglio comunale ha lanciato l'idea di dedicare una strada a Vito Marcantonio a East Harlem dove ha vissuto e operato fino alla sua morte improvisa nel 1954 all'età di 51 anni.

La vita politica di Marcantonio ha avuto inizio negli Anni Trenta: è stato un fervente anti militarista, si è opposto al Taft-Hartely Act e ha partecipato alla campagna contro il McCartismo.

"Marcantonio diceva: dietro l'anti-comunismo marcia il fascismo. Aveva capito che la campagna contro il comunismo stava danneggiando la classe lavoratrice e altre minoranze", ha ricordato Gerald Meyer docente della City University e studioso del "fenomeno Marcantonio".

Vito Marcantonio e Fiorello La Guardia erano non solo amici, non solo vicini di casa a East Harlem, condividevano le stesse idee, ma mentre "Little Flower" viene ancora oggi glorificato, Vito Marcantonio è scivolato nel dimenticatoio.

"C'era qualche differenza - ha spiegato Meyer -. Marcantonio era di sinistra, La Guardia rappresentava l'intera città ed era impossibile essere eletto essendo di sinistra. Mentre inizialmente entrambi erano repubblicani, come amava ripetere, Marcantonio rappresentava al cento per cento la classe lavoratrica, formata per la maggior parte di immigrati".

Ma nel 1924 La Guardia aveva conquistato il seggio come socialista al Congresso, nel 1936 s'era formato il Labor Party per sostenere Roosevelt e l'anno successivo all'apertura delle iscrizioni sia La Guardia che Marcantonio si erano uniti al partito a cui sono rimasti legati fino alla morte.

"In tutte le biografie pubblicate su La Guardia - ha aggiunto Meyer - in nessuna viene menzionata la sua appartenenza al Labor Party. Il suo essere di sinistra è stato totalmente ignorato".

Secondo Meyer, studioso e autore di "Vito Marcantonio: Radical Politician, 1902-1954" sarebbe stato complicato e costoso distruggere la figura leggendaria di La Guardia, mentre per quanto riguarda Vito Marcantonio erano tutti disposti a distruggere a tutto campo questa scomoda figura politica di sinistra.

Durante la cerimonia Roberto Ragone ha impersonato il congressman Vito Marcantonio in uno dei suoi vivaci discorsi al Congresso e l'attrice e attivista Lulu Lolo Pascale ha recitato un testo scritto dal poeta e scrittore Gil Fagiani.

"La politica è ciò che ha parzialmente cancellato Marcantonio dalla storia" ha commentato Roberto Ragone, ma "forse - ha aggiunto l'autrice Maria Laurino - il XXI secolo tratterrà Marcantonio con più rispetto".

 

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