Cultura

In mostra al Met il Mare Nostrum di 2800 anni fa

15-09-2014

 

NEW YORK. "Al comando degli dei, come un terribile uragano, ho sopraffatto nella sua interezza Elam": così Assurbanipal, potente re assiro del settimo secolo avanti Cristo, dopo la vittoria di Til Tuba e la conquista di un territorio equivalente all'Iran di oggi. Un rilevo dal suo palazzo a Ninive nel nord dell'Iraq mostra il sovrano che festeggia in banchetto. Solo indizio di quanto è avvenuto, impalata a una palma, la testa decapitata del re sconfitto Teumman.

Un Medioriente di tremila anni fa, non dissimile dai nostri giorni - le pressioni migratorie e espansive che le guerre all'interno spingono verso il mare - tornano in luce in una mostra organizzata dal Metropolitan Museum di New York: 260 oggetti da oltre 40 musei in 14 paesi tra cui l'Italia, "Assyria to Iberia all'alba dell'età classica" aperta dal 22 settembre al 4 gennaio, offre uno spaccato delle profonde radici di interazione tra Medioriente antico e Europa occidentale passando attraverso il Mediterraneo.

Corsi e ricorsi della storia. Partendo dal nord dell'Iraq la potenza militare assira organizzata e feroce avanzò fagocitando regni e civiltà, spingendo in mare gli stati del Levante: ed ecco dunque la nascita delle reti marittime fenicie in un Mare Nostrum che diventa luogo di transito di materie prime, oggetti di lusso, immagini, idee. "Il mondo multiculturale in cui viviamo oggi ha le radici allora", spiega Joan Aruz, che ha organizzato la mostra.

Tre i temi attorno a cui è organizzata: la conquista assira per via di terra dalla Mesopotamia settentrionale verso occidente attraverso le conquiste militari dell'inizio del primo millennio a.C.; l'espansione fenicia via mare attraverso lo sviluppo di relazioni commerciali e la fondazione di colonie; l'adattamento di iconografie e tecniche mediorientali da parte degli artigiani del Mediterraneo. Una vasta sezione è dedicata agli Etruschi con pezzi eccezionali: il corredo della Tomba Regolini Galassi di Cerveteri in prestito dai Musei Vaticani o anche l'urna d'argento a forma di casa dalla Tomba del Duce a Vetulonia arrivata dal Museo archeologico di Firenze. Una stele del nono-ottavo secolo a. C. da Pula in provincia di Cagliari, l'antica Nora, mostra la prima iscrizione in alfabeto fenicio in Occidente. Un'altra stele da Tel Dan in Israele dell'830 circa a.C. contiene l'unica menzione della Casa di David fuori dalla Bibbia. Una colossale scultura di uomo-uccello-serpente nel nono secolo a. C. era di guardia ai cancelli di un palazzo di Tell Halaf nella Siria del Nord al confine con la Turchia.

Oggi racconta una storia di guerra e pace moderna: si trovava nella collezione del barone Max von Oppenheim a Colonia quando fu bombardata dagli alleati nel novembre 1943. Esplosa in mille pezzi e considerata perduta, rimase nel museo di Berlino fino al 2001 quando, in seguito alla riunificazione tedesca dopo il crollo del muro, è stata finalmente restaurata.

 

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