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Roma. "Quest'anno vinceremo lo scudetto, sono sicuro". Rudi Garcia si sbilancia

18-10-2014

 

ROMA. "Quest'anno vinceremo lo scudetto, sono sicuro". A metà ottobre, con alle spalle appena sei giornate di campionato, Rudi Garcia si sbilancia come non mai e annuncia che il primo giugno il tricolore verrà scucito dalle maglie della Juventus per finire su quelle della sua Roma. E a regalargli questa certezza, spiega il tecnico francese, è stata proprio la gara persa a Torino contro i bianconeri. "Mi ha fatto capire che ho una squadra fortissima, che siamo più forti di loro, e lo dimostreremo in campo" sottolinea alla vigilia dell'anticipo dell'Olimpico col Chievo.

"Perché sono arrivato a dire che la Roma vincerà lo scudetto? Ho le mie ragioni" risponde, senza però svelare il motivo che lo ha spinto a un monologo di quattro minuti e mezzo col quale è tornato su quanto accaduto allo Juventus Stadium, dentro e fuori dal campo. "Per me è stato tutto il contrario di una sconfitta, abbiamo dimostrato di essere forti, abbiamo segnato due gol e ne potevamo fare altrettanti. Sono fiero dei miei giocatori, abbiamo dimostrato non solo forza ma anche personalità" le parole di Garcia, prima di attaccare il comportamento tenuto da alcuni tifosi bianconeri: "Sulla Juve voglio dire una cosa sola: è stata una vergogna l'accoglienza che abbiamo ricevuto in tribuna e verso la panchina, quello che abbiamo vissuto è inaccettabile". Così come ritiene ingiuste le critiche piovute addosso a Totti in seguito allo sfogo a caldo del n.10 dopo il ko di Torino: "Quando il capitano parla deve essere rispettato perché è un grande uomo e un grande del calcio. Ha dei valori forti, belli, che sono quelli del calcio e penso che ha avuto questo sentimento di giustizia legittimo dopo la partita perché i suoi valori sono stati traditi".

A tradire Rocchi, invece, secondo Garcia è stata l'eccessiva pressione del confronto diretto: "Ho rivisto la partita e tutto il mondo, non solo quello del calcio italiano, ha visto le immagini che parlano da sole. La cosa che mi ha colpito è che anche i migliori arbitri italiani possono soffrire della pressione di una gara del genere tra due squadre forti e di alto livello. La Roma però ha personalità ed è capace anche di superare tutti... no, non tutti, diciamo un po' degli episodi di una gara".

Il problema della Roma, adesso, sarà quello di mostrarsi all'altezza della previsione del suo tecnico, che ammette: "Dopo quello che ho detto conta solo una cosa, vincere domani. Sono molto preoccupato della gara col Chievo perché arriva tra questo casino mediatico con la Juve e prima di una gara prestigiosa di Champions (col Bayern Monaco, ndr). Ma se vogliamo lo scudetto bisogna vincere domani, sabato prossimo, e la gara dopo ancora. Questo atteggiamento lo dobbiamo avere per tutta la stagione".

"Se la mia determinazione è la stessa dei giocatori? Sì, io sono solo la giuda, il capo del branco, ma i lupi sono loro - aggiunge Garcia -. Quando giocano non devono solo avere la consapevolezza della loro forza, ma la devono mostrare in campo. Deve essere così quest'anno".

Col Chievo, però, saranno ancora tanti gli assenti in rosa. Oltre allo squalificato Manolas, mancheranno gli indisponibili Balzaretti, Borriello, Castan, Keita, Iturbe e Strootman. De Rossi poi, nonostante la convocazione, sarà tenuto a riposo in vista dell'impegno col Bayern. Al suo posto ci sarà Paredes, elogiato da Garcia: "È pronto, migliora ogni giorno. Può dimostrare la sua importanza nella nostra rosa". Per vincere lo scudetto, d'altronde, ci sarà bisogno di tutti.

PAREDES 

Esordire da titolare proprio nel giorno in cui la Roma affronta il Chievo, squadra che lo ha aiutato ad ambientarsi in Italia prima del grande salto nella Capitale. Quella di oggi potrebbe diventare una partita da ricordare per Leandro Paredes. Il giovane argentino infatti, dopo lo scorcio di stagione vissuto lo scorso anno a Verona, si sente maturo per la nuova avventura in giallorosso. "Il mio compito è allenarmi al massimo e farmi trovare pronto ogni qualvolta il mister mi chiamerà in causa - spiega alla vigilia dell'anticipo di campionato -. Col Chievo sarà una gara difficile. Loro verranno all'Olimpico per fare un risultato. Noi abbiamo tutte le possibilità di fare bene davanti al nostro pubblico, dobbiamo rimanere tranquilli e gestire la partita".

"La mia esperienza a Verona? Molto bella, sono arrivato infortunato e i primi due mesi il loro staff medico mi ha seguito con molta attenzione. Gli sono grato perché hanno permesso di curarmi bene e l'ambientamento è stato semplice - ricorda Paredes -. Purtroppo non sono stato bene quindi non ho giocato molto. Corini? Mi sono trovato bene con lui, è molto forte e parla parecchio con i suoi giocatori".

E dopo aver speso belle parole per il tecnico dei clivensi, l'argentino tesse le lodi di Rudi Garcia: "È un allenatore preparato e attento. Con noi giovani parla tanto e ci aiuta negli allenamenti. Per me sono molto importanti anche i consigli che ci danno i giocatori più esperti, Totti e De Rossi ci spronano a dare il meglio. Questo gruppo può fare bene in tutte le competizioni". Gruppo in cui Paredes ha deciso di giocare quando vestiva la maglia del Boca Juniors. "La società mi conosceva sin da bambino e mi seguiva. Mi hanno accolto benissimo e spero di rimanere per lungo tempo. I tifosi giallorossi sono molto calorosi, simili a quelli argentini. Mi piacciono. Sono felicissimo di aver scelto la Roma - conclude -. Con chi mi sono confrontato prima di decidere di venire in Italia? Con la mia famiglia e con i miei compagni argentini che erano al Boca".

In particolare con Lamela, siamo molto amici e parliamo spesso".

 

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