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Antiici di Serie A. Consigli frena la Juve e alla Roma basta un tempo

19-10-2014

Consigli frena la Juve

 

Dopo sette giornate la cavalcata a punteggio pieno della Juve frena in casa del Sassuolo, ultimo in classifica. Con il Sassuolo è 1-1. I bianconeri recuperano subito lo svantaggio iniziale (rete di Zaza al 13') con un gran gol di Pogba ma poi non riescono a trovare il colpo della vittoria e il risultato è un pareggio, che significa cedere due punti alla Roma.

La gara era scattata infatti con l'obbligo per la squadra di Allegri di rispondere immediatamente alla vittoria giallorossa delle 18. Ma anche se Totti e compagni sono 'richiamati' prima del via nei cori dei tanti tifosi bianconeri arrivati in Emilia, anche volendo non c'è davvero il tempo di pensare a loro. Nonostante si incontrino testa e coda della serie A, infatti, l'intensità della partita al Mapei Stadium è un ottimo antipasto di Champions e gli uomini di Allegri, che dieci mesi fa a Reggio vide finire la propria avventura col Milan, si ritrova in svantaggio al 13' e avrà vita dura fino a oltre il 90'.

Dopo una folata bianconera (respinta di piedi di Consigli su deviazione di Llorente, quindi gol annullato a Bonucci in fuorigioco) a colpire è Simone Zaza: l'attaccante dimostra di aver presto ritrovato la vena azzurra temporaneamente smarrita ed è pronto, dopo una prima conclusione ribattuta con la schiena ancora da Bonucci, ad intervenire con un sinistro di prima sul contro-cross, sbilanciando Buffon.

Alla Juve bastano 6 minuti per il pari: dopo una percussione, Tevez resuscita un'azione morente e dal fondo serve Pogba. Una falcata, la testa alta, uno sguardo. E il francese dal vertice sinistro indirizza un destro a rientrare sul secondo palo che lascia immobile Consigli.

La Juve rifiata un attimo, poi va vicina al secondo gol quattro volte entro la fine del primo tempo, prima con Ogbonna che spara alto, poi con Lichtsteiner che lanciato contro Consigli si fa ipnotizzare. Il portiere fa crescere la propria valutazione al 40' quando, ancora una volta di piedi, nega a Pogba la gioia della doppietta d'autore, al termine di una sgroppata che mescola tecnica e potenza, una corsa cominciata nel proprio centrocampo e finita in area, con gli avversari saltati, aggirati o abbattuti; poi, alla fine della stessa azione, ancora Consigli vola sulla girata di Tevez.

La pressione si attenua a inizio ripresa con la curva ospite che trema e gli incubi di Allegri che si risvegliano al 6', quando Berardi, che lo scorso anno con un poker diede una bella botta al destino rossonero del tecnico, calcia una punizione da 25 metri fuori di niente. Poi è ancora Zaza a far paura, con tiro sui pugni di Buffon. Allegri allora decide di cambiare e tenta le carte Marchisio e Coman per Evra e Llorente, i due più spenti insieme forse a Pirlo, che infatti esce al 39' per Giovinco. Al 27' il giovane attaccante francese si libera bene in mezzo all'area, ma conclude sbilanciato e la palla va alta.

I tifosi invocano un'invenzione di qualcuno, che questa volta però non arriva e alla fine i padroni di casa legittimano il punto con un paio di pericolosi contropiedi. E la gara finisce nel nervosismo con l'arbitro Banti che espelle Padoin per proteste dalla panchina. Alla Juve rimane il primato, ma la Roma è di nuovo vicina.

 

 

Alla Roma basta un tempo

 

Un tempo per risolvere la pratica Chievo e cominciare a pensare al Bayern Monaco. La Roma chiude la partita in 45' - reti di Destro, Ljajic e Totti dal dischetto - consumando lo stretto indispensabile di riserve psicofisiche. Martedì all'Olimpico sbarca la corazzata tedesca, che ieri ha travolto (6-0) il Werder Brema (ultimo in Bundesliga). La squadra di Guardiola ha dato l'ennesima dimostrazione di forza e si preannuncia una bellissima sfida di Champions.

Ma prima c'era l'impegno di campionato e la Roma l'ha onorato appieno, favorita da un avversario che - data la differenza dei valori in campo - ha fatto quel che poteva, cioè poco. Senza bruciare troppe energie, la Roma ha chiuso il primo tempo sul 3-0, al cospetto di un Chievo schiacciato tra le proprie titubanze e la straripante verve tecnico-agonistica dei giallorossi.

Al 4' l'incontro prende già una brutta piega per i veneti. Sul primo angolo, Destro anticipa tutti e di testa - con un leggero inchino, per trovare l'impatto perfetto - incrocia dove Bardi non può arrivare. Rete fotocopia di quella che De Rossi, sempre di testa, aveva segnato al Chievo il 9 gennaio 2010, al 1' minuto.

Nei successivi 21 minuti la Roma nasconde la palla, il Chievo corre a vuoto (più spesso nella propria metà campo che in quella avversaria, quindi innocuo), finché "il mio Capitano", come lo chiama Rudi Garcia, decide di illuminare l'Olimpico con uno di quei lanci che portano il suo copyright. Quaranta metri come fossero quattro e Ljajic si ritrova la palla tra i piedi, scarta il frastornato Zukanovic e con un potente diagonale sigla il 2-0.

Maxi Lopez e Paloschi provano a cucire qualche trama, ma la difesa romanista non concede lasciapassare. Solo l'argentino impegna di testa De Sanctis, ma è normale amministrazione. Ed al 33' arriva il 3-0, sul rigore trasformato da Totti (gol numero 237 in Serie A). Un minuto prima Dainelli aveva 'cinturato' De Rossi in area, suscitando l'ironica approvazione del pubblico giallorosso, che dopo Juve-Roma chissà per quanto tempo si sentirà in credito con la classe arbitrale.

Fa un gran caldo nella Capitale e nella ripresa la Roma abbassa decisamente i ritmi. Del resto a partita è decisa, perché il Chievo non punge e non dà segni di ribellione. Ljajic ci prova da lontano, De Sanctis para su Paloschi, ma l'attaccante è in fuorigioco. Al 15' esce l'applauditissimo Totti per Florenzi. Corini toglie lo spento Maxi Lopez per inserire Meggiorini. L'occasione migliore dei gialloblù è al 23', quando Sardo ha il tempo di piazzare il colpo di testa, ma manda a lato. Al 24' Pjanic lascia il posto a Parades.

La Roma supera ormai il 70% di possesso e si limita a far girare palla. Destro sfiora il 4-0 (bravo Bardi). Esce anche Nainggolan ed i giallorossi chiudono con quello che può essere considerato il centrocampo del futuro. Ora testa al Bayern. Se con il Chievo è stato un allenamento, martedì promette di essere una battaglia.

 

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