L'Articolo

Maratona 2014. Dominano i kenyani

02-11-2014

 

 

NEW YORK. Gli atleti keniani non temono il freddo. E, nonostante il crollo improvviso della temperatura sulla East Cost degli Stati Uniti, hanno letteralmente dominato la 44/ma edizione della maratona di New York, aggiudicandosi sia il titolo maschile, con l'ex primatista mondiale Wilson Kipsang, che quello femminile, con Mary Keitany.

Dietro i primi, oltre 50 mila persone che hanno sfidato non solo la fatica, ma anche il forte e gelido vento che per tutto il giorno ha sferzato la Grande Mela, sulla quale comunque splendeva il sole.

Un serpentone coloratissimo e gioioso ha come sempre attraversato in lungo e in largo i cinque "borough" newyorkesi: dal ponte di Verrazzano che unisce Staten Island a Brooklyn, dal Queens al Bronx, fino al gran finale di Manhattan col traguardo al Central Park.

In tutto 42,195 km., con centinaia di migliaia di persone assiepate in strada per godersi lo spettacolo, nonostante l'allerta terrorismo che mai come quest'anno ha caratterizzato la vigilia della corsa. Imponente il servizio di sicurezza, con migliaia di agenti, molti in borghese, lungo il percorso. Del resto i vertici della polizia non hanno nascosto nelle ultime settimane come mai, dall'11 settembre 2001,il rischio di attentati stato così elevato. E il ricordo delle bombe alla maratona di Boston rappresenta ancora una ferita aperta per gli americani.

Ad aggiudicarsi la prova maschile, alla sua prima apparizione a New York, è stato il 32enne Wilson Kipsang, primatista mondiale fino al 28 settembre scorso, che si è imposto in 2 ore dieci minuti e 59 secondi. L'anno scorso a Berlino aveva festeggiato il record della distanza (in 2h03:23) ora nelle gambe di Denis Kimetto con 2h02:57. Kipsang è comunque il primo maratoneta ad aver vinto New York, Berlino e Londra. Quella nella Grande Mela è stata una vittoria conquistata con uno sprint finale in cui ha bruciato i due atleti etiopi finiti sul podio, Lelisa Desisa e Gebre Gebremariam, mentre al quarto posto si è piazzato Geoffrey Mutai, vincitore l'anno scorso e nel 2011, mentre nel 2012 la maratona non si è svolta a causa dell'uragano Sandy che, alcuni giorni prima della gara, devastò gran parte della città di New York.

Titolo femminile alla keniana Mary Keitany, che è giunta al traguardo in due ore 25 minuti e tre secondi. Dietro di lei l'altra keniana Jemima Sumsong e al terzo posto la portoghese Sara Moreira. Ottava l'italiana Valeria Straneo, vicecampionessa mondiale ed europea, che lo scorso anno si era piazzata quinta. All'inizio la Straneo non ha tradito la sua condotta di gara preferita, prendendo la testa della corsa già dai primissimi chilometri a Staten Island. In queste battute iniziali l'alessandrina è stata tallonata dalla lettone Jelena Prokopcuka, già due volte vincitrice della maratona di NY e terza lo scorso anno. Sul Ponte di Verrazzano, un miglio in salita e un altro in discesa, le sferzate di vento hanno raggiunto i 60-70km/h, ma l'esile azzurra era ancora, impassibile, in testa a un gruppetto di 13 atlete.

La leadership della Straneo è durata fino al quinto chilometro, quando la portoghese Sara Moreira, esordiente nella maratona, è andata al comando seguita dalle africane. Intanto la maratona newyorkese festeggia un record: quello del milionesimo concorrente dalla prima edizione della corsa che si svolse nel 1970, premiato con una foto coi vincitori e un buono spesa da 500 dollari. Fra coloro che hanno completato la gara la campionessa danese di tennis Caroline Wozniacki, ex numero 1 al mondo, che ha corso la gara in 3 ore e 26 minuti.

 

 

Oltre 50 mila sfidano il freddo e il vento

 

Di Riccardo Chioni

 

NEW YORK. Partiamo dal via. A Fort Wadsworth, sul lato di Staten Island del Verrazzano Bridge dove di prima mattina sono arrivati in 23 mila con i ferry e altre migliaia a bordo di 700 bus, tutti ben imbottiti per il freddo, pronti a compiere l'immane impresa.

Oltre 50 mila alla partenza al colpo di cannone, ognuno con una storia da raccontare, ognuno con una missione personale o per charity che è iniziata subito appena è stato comunicato che era l'ora di mettersi in linea.

È stato il momento magico per l'organizzazione Goodwill che ha piazzato contenitori dovunque.

Così tutto ciò che gli atleti hanno indossato prima della gara per mantenersi caldi lo hanno donato in charity e si parla di 26 tonnellate di abbigliamento di cui i maratoneti si sono spogliati, facendo il più generoso contributo dell'anno.Da Staten Island a Central Park la 44esima Maratona di New York è stata caratterizzata da un servizio di sicurezza come forse non s'era mai visto in città per un'occasione mondiale sotto gli occhi di milioni di persone che non potendola vivere di persona hanno guardato la gara in televisione.

Per una giornata l'Onu si è trasferita in strada, letteralmente con tutti i Paesi rappresentati in questa Maratona newyorkese che ha la capacità di richiamare atleti e appassionati da ogni angolo del mondo.

Quattro mila gli agenti schierati lungo il percorso di 26.2 miglia che ha attraversato i cinque quartieri della City in divisa e in borghese con unità cinofile, 4 elicotteri, 20 mezzi navali, team antiterorismo del Nypd e Fbi per assicurare che tutto si svolgesse come da copione.

Se alla partenza si battevano i denti per la temperatura rigida che faceva capolino sui 40 gradi, il vento ha contribuito quest'anno a rovinare la festa a chi si era preparato senza prendere in considerazione questa possibilità che per molti ha rappresentato un vero e proprio ostacolo.

Una cosa è certa, i newyorkesi che ieri col sole, ma col freddo si sono piazzati dietro le transenne per assistere al passaggio di centomila gambe al passo, hanno rispettato la tradizione elargendo incitazioni a tutti indistintamente, dai primi campioni solitari, ai gruppi e anche ai più distaccati che hanno fatto da coda al tramonto alla corsa.

Se gli spettatori non sono stati abbastanza chiassosi, al resto hanno contribuito 135 band musicali che si sono esibite al passaggio lungo il percorso in cui ognuno si è espresso come ha creduto.

Anche la Maratona è un palcoscenico per certe persone, così si sono visti quelli che non avevano ancora smesso il costume di Halloween, altri interamente patriottici ricoperti di stelle e strisce, parecchi che vestivano abbigliamento eccentrico e persino sposini freschi in corsa, mentre la maggior parte dei 50 mila era concentrata, cronometro in vista, per gareggiare.

In termini economici per la City la Maratona è una ghiotta occasione annuale che porta nelle casse qualcosa come 340 milioni di dollari e i numeri che riguardano la borsa dei vincitori non sono da meno.

Ciascuno incoronato con l'alloro sia nella categoria maschile che femminile ieri ha incassato 705 mila dollari di premio, oltre ad altri 100 mila spettanti ai campioni.

Lungo l'elenco delle celebrità che hanno preso parte alla gara, tra questi l'ex star di football Tiki Barber che ha corso con la moglie Amber, l'attrice Terri Atcher, la tennista star Carolina Wozniacki che all'arrivo a Central Park ha trovato Serena Williams a salutarla alla fine della corsa.

Provvidenziali i 38 punti di pronto soccorso dove è stato assistito un numero ancora imprecisato di improvvisati maratoneti e di atleti sopraffatti dal freddo e dalle forti raffiche di vento ancora più gelido, o per distorsioni, ma nulla di grave segnalato dall'organizzazione.

Dalle 130 mila domande di partecipazione l'organizzazione ha estratto a sorte i 50 mila nomi di partecipanti per la 44esima edizione che ha visto il passaggio al traguardo del milionesimo atleta a Central Park dalla nascita della Maratona nel 1970 (con Fred Lebow), quando si erano iscritti 127 volenterosi newyorkesi, 55 dei quali soltanto erano riusciti a percorrere l'intero percorso della Maratona.  

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