Dall'Italia

Il Papa. "Gesù uomo delle periferie"

22-11-2014


 

CITTA' DEL VATICANO. "I poveri sono i compagni di viaggio di una Chiesa in uscita, perché sono i primi che essa incontra. I poveri sono anche i vostri evangelizzatori, perché vi indicano quelle periferie dove il Vangelo deve essere ancora proclamato e vissuto. Uscire è non rimanere indifferenti alla miseria, alla guerra, alla violenza delle nostre città, all'abbandono degli anziani, all'anonimato di tanta gente bisognosa e alla distanza dai piccoli". Lo ha detto il Papa ai missionari italiani che partecipano al IV Convegno missionario nazionale a Sacrofano, ricevuti in udienza nell'aula Paolo VI.

Durante l'udienza in Vaticano, papa Bergoglio ha anche stretto la mano al teologo peruviano Gustavo Gutierrez, e secondo quanto riferiscono i presenti, a papa Francesco brillavano gli occhi per la letizia di salutare quello che è considerato il padre della Teologia della liberazione.

"I missionari - ha detto il Papa a braccio - non rinunciano mai al sogno della pace, anche quando vivono nelle difficoltà e nelle persecuzioni, come oggi accade in tanti luoghi nel mondo" e ha raccontato di aver "nei giorni scorsi incontrato vescovi e parroci del Medio oriente, delle città più attaccate: erano gioiosi, soffrivano per quello che accadeva alla gente, ma avevano la gioia della fede".

"Gesù stesso - ha rimarcato papa Bergoglio - fu un uomo della periferia, di quella Galilea lontana dai centri di potere dell'Impero romano e da Gerusalemme. Incontrò poveri, malati, indemoniati, peccatori, prostitute, radunando attorno a sé un piccolo numero di discepoli e alcune donne che lo ascoltavano e lo servivano. Eppure la sua parola è stata l'inizio di una svolta nella storia, l'inizio di una rivoluzione spirituale e umana, la buona notizia di un Signore morto e risorto per noi. E questo tesoro, noi vogliamo condividere".

""Una Chiesa missionaria - ha detto il Pontefice - non può che essere ‘in uscita', che non ha paura di incontrare, di scoprire le novità, di parlare della gioia del Vangelo. A tutti, senza distinzioni. Non per fare proseliti, ma per dire quello che noi abbiamo e vogliamo condividere, ma senza forzare, a tutti senza distinzione".

A braccio il Pontefice ha aggiunto parole di apprezzamento per le "Chiese particolari in Italia: hanno fatto tanto. Ogni mattina alla messa a Santa Marta trovo uno, due, tre che vengono da lontano: ‘Ma io sono tanti anni che lavoro in Amazzonia, che lavoro in Africa, tanti preti, tante suore, tanti laici, fidei donum. Una volta è venuto un sacerdote anziano. Era molto anziano e un po' malato: ‘Da 60 anni sono in Amazzonia'. E' grande questo: lasciare tutto".

Il Papa, in una giornata molto intesa di appuntamenti, ha anche incontrato nell'aula Paolo VI in Vaticano, settemila persone autistiche con i loro familiari, e i partecipanti al convegno del Pontificio consiglio degli operatori sanitari, incentrato quest'anno sulle persone autistiche. Papa Francesco ha osservato che "tali disturbi costituiscono una delle fragilità che coinvolgono numerosi bambini e le loro famiglie" e ha affermato che è "necessario l'impegno di tutti per accoglienza, ascolto e solidarietà concreta", è necessaria, ha aggiunto una "opera di sostegno per rompere l'isolamento e in molti casi anche lo stigma che gravano sulle persone affette dai disturbi dello spettro autistico e sulle loro famiglia".

(giovanna.chirri@ansa.it)

 

 

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