Cultura

The Interview. Il film spopola nei cinema

27-12-2014


NEW YORK. ‘The Interview' è approdato nelle sale cinematografiche americane e ha fatto il ‘tutto esaurito': oltre 300, in tutti gli Stati Uniti, e gli spettatori si sono affollati ai botteghini per acquistare il biglietto. Ma più che per vedere il controverso film satirico, che racconta un fantasioso attentato al leader nordcoreano Kim Jong-un, molti lo hanno fatto "per difendere la libertà di espressione", per dare "una lezione" agli hacker - nordcoreani, secondo l'Fbi - che avevano minacciato "attentati come l'11 settembre" per impedire la distribuzione del film, prodotto dalla Sony Pictures.

Ma per la Sony però ancora non c'è pace. Dopo l'attacco degli hacker e le critiche che aveva ricevuto nei giorni scorsi per la decisione iniziale di cancellare l'uscita nelle sale di ‘The Interview' - definita "un errore" anche dal presidente Obama - ora i pirati informatici hanno preso di mira i servizi online della Playstation, così come quelli della Xbox di Microsoft, mandandoli in tilt per diverse ore. Al momento non sembra che ci sia alcun collegamento con l'uscita del film ma sono in molti a ipotizzare una correlazione, una sorta di rappresaglia. Nella loro rivendicazione, gli hacker che dicono di aver sabotato i servizi online per le due consolle - e che si definiscono ‘Lizard Squad' - non c'è alcun riferimento al film, mentre c'è una minaccia di nuove azioni se il loro ‘messaggio' non verrà diffuso adeguatamente.

Ma intanto, la Sony si gode il notevole successo per ‘The Interview', grazie anche all'enorme e inaspettata pubblicità che il film ha avuto, diventando un caso politico "È una celebrazione della nostra Costituzione. È molto importante dimostrare che ogni idea può essere espressa", ha affermato un uomo in fila davanti ad un cinema di New York. "Questo è un Paese libero. Mi dispiace che per loro (in Corea del Nord) non sia così. Ma quì funziona e io sono americano", ha affermato un altro spettatore, a Washington.

Da Pyongyang non è arrivato per il momento alcun nuovo commento, ma un diplomatico nordcoreano alle Nazioni Unite aveva già affermato che il film è "una imperdonabile presa in giro della sovranità (della Corea del Nord) e della dignità del suo leader supremo", Kim Jong-un. Una posizione condivisa dalla Russia, secondo cui "l'idea del film è talmente aggressiva e scandalosa che la reazione nordcoreana è comprensibile", come ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Alexandre Loukachevitch.

Ma agli americani piace. Secondo i primi dati riferiti dalla Cnn, nel giorno di Natale il film ha incassato al box office quasi un milione di dollari. Non male, anche considerando che la proiezione ha riguardato solo 300 delle 2-3 mila sale inizialmente previste. E mentre nel weekend c'è attesa per una duplicazione degli incassi già realizzati, i veri guadagni arriveranno prevedibilmente dal noleggio e vendita online.

Il 24 dicembre la Sony Pictures ha reso ‘The Interview' disponibile in internet attraverso Google Play, YouTube Movies, Microsoft's Xbox Video e un sito chiamato www.seetheinterview.com. Al momento non è noto quanto il film abbia incassato nel web, ma giovedì per Google Play era il ‘best seller' numero uno.

 

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