Il fatto

Delegazione di donne iraniane dal Papa

12-02-2015

 

ROMA. Per la prima volta nella storia dei rapporti bilaterali, una vicepresidente iraniana, Shahindokht Molaverdi, ha guidato una delegazione di sole donne in Vaticano per discutere con papa Francesco e con i dicasteri della Santa Sede come "difendere i valori tradizionali della famiglia" e promuovere il ruolo delle donne nelle società e nella politica internazionale. Molaverdi e mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, hanno definito - in un incontro con i giornalisti - "molto proficui i colloqui".

Si è parlato - ha precisato mons. Paglia - di un "impegno comune" contro la piaga dell'aborto, ma anche contro metodi procreativi artificiali come ad esempio gli uteri in affitto, e più in generale contro l'indebolimento dell'identità sessuale sia maschile che femminile. "Camminare insieme è più efficace che andare da soli. La difesa della famiglia rappresenta una sfida globale", ha commentato la vicepresidente iraniana.

Per quanto riguarda il ruolo delle donne in politica e in società, Molaverdi ha osservato che in Iran sono stati fatti "grandi passi in avanti dalla rivoluzione del 1979 ma la strada da percorrere è ancora lunga". Se nel campo dell'istruzione la parità è ormai completa e, anzi, il 60% della popolazione universitaria è costituita da donne, non altrettanto si può dire - ha ammesso - in altri settori come il reddito, le opportunità economiche, la rappresentanza politica. "Si tratta di questioni ben presenti all'attuale governo", ha spiegato la vicepresidente iraniana. Tanto che è già in vigore una legge per incrementare la presenza femminile nel campo manageriale, e si sta pensando come incrementare il numero di deputate nel parlamento iraniano, già a partire dalle prossime elezioni.

Nei colloqui con papa Francesco - ha riferito Molaverdi - si è parlato tuttavia anche dell'importanza della presenza femminile nelle stanze del potere internazionale. "Il pontefice - ha detto l'esponente iraniana - è convinto che se ci fossero più donne nei centri decisionali, vivremmo in un mondo con meno tensioni e con meno crisi". Nell'udienza sono stati affrontati molti temi, dalla violenza terroristica alle trattative per il nucleare iraniano. Francesco ha ribadito che "è inaccettabile" compiere violenze in nome di una fede, ma che è anche inaccettabile - ha detto la vicepresidente iraniana - provocare la sensibilità religiosa altrui.

Per quanto riguarda il programma del nucleare iraniano, papa Bergoglio - ha riferito Molaverdi - ha auspicato un accordo che tuteli e rispetti gli interessi di tutte le parti. La vicepresidente iraniana si è detta "ottimista" sulla prospettiva di una normalizzazione dei rapporti tra Teheran e gli Stati Uniti. "Spero che tutto vada a buon fine, così non disturbiamo il pontefice", ha commentato con una battuta rispondendo ad una domanda su un eventuale richiesta di mediazione di Francesco come avvenuto nel caso di Cuba.

 

Il palinsesto di oggi