Cultura

Editoria. La Fieg lancia il bonus cultura

27-02-2015

 

ROMA. Un bonus lettura, un ‘buono di spesa' per i giovani tra 18 e 25 anni, per acquistare libri, giornali o abbonamenti a riviste o quotidiani, pagando solo il 25% del prezzo, mentre il 75% verrebbe pagato dallo Stato, fino ad un livello del contributo pubblico pari a 100 euro a testa. E' la proposta lanciata dalla filiera della carta contro la crisi dei consumi, in occasione della presentazione dei dati sull'andamento del settore nel 2014. I numeri restano negativi, con una riduzione del fatturato del 2% rispetto all'anno precedente, ma il calo è più contenuto rispetto ai due anni precedenti e per l'anno prossimo ci sono segni di ripresa. Per favorire questi segnali le associazioni del comparto, con la Federazione degli editori in testa, chiedono al governo un intervento che stimoli la lettura. Il quadro è noto: più della metà della popolazione legge meno di un libro all'anno. E le ultime rilevazioni sono allarmanti: oltre 800 mila persone sono uscite dal mercato della lettura di libri, oltre 1,9 milioni hanno smesso di leggere abitualmente un quotidiano e 3,6 milioni un periodico. Uno scenario solo in parte imputabile alla crisi, essendo anche l'effetto di un sempre più ridotto consumo di offerta culturale rispetto agli altri beni. Qualche dubbio sulla proposta della filiera è stato sollevato dal presidente della Commissione Cultura del Senato, Andrea Marcucci (Pd). "Temo che l'incentivo economico - ha spiegato - determini qualche beneficio a breve termine, ma a lungo termine non possa invertire la tendenza, perché il libro cartaceo costerà comunque di più della copia digitale. Bisogna interrompere il processo di competizione economica con il libro digitale e va recuperato un ragionamento sulla qualità del prodotto cartaceo. Su questa base credo che lo stato non possa esimersi da un processo di rilancio".

L'appuntamento di ieri è stato anche l'occasione per presentare l'indagine che la filiera affida annualmente al professor Alessandro Nova dell'Università Bocconi. Nel 2014 sono scesi fatturato (-2%), domanda interna (-2.16%) e vendite interne (-4.2%), toccando un nuovo minimo dal 2000, ma con un'involuzione "decisamente attenuata rispetto agli anni precedenti" che lascia "sperare in una ripresa nel 2015". Nova ha sottolineato come "in un Paese che ha l'ambizione di rimanere nel G-20 la lettura è un asset straordinariamente importante. La misura di un bonus lettura per i giovani - ha evidenziato - fa leva sulla parte più importante della società e fa ripartire così tutto il Paese".

"L'austerità non fa bene all'Europa della cultura e della lettura - ha ribadito Giuseppe Roma del Censis - visto che negli anni della crisi, dal 2007 a oggi, i lettori persino nella Ue sono calati dal 71% al 68% e ancor peggio in Italia, dove alla minore disponibilità di reddito e alle difficili condizioni lavorative dei giovani non corrispondono politiche di sostegno pubblico. La lettura di libri e giornali - ha concluso - è il principale strumento per irrobustire le competenze individuali, condizione indispensabile per tornare a crescere".

All'incontro, moderato dal direttore de Il Messaggero, Virman Cusenza, è intervenuto anche il giornalista Franco Di Mare, che ha testimoniato come la cultura sia un antidoto alla mostruosità della storia: nel 1992, a Sarajevo - ha ricordato - la prima azione bellica fu infatti la distruzione della biblioteca moresca della città, dove Talmud, Torah, Bibbia e Corano erano l'uno accanto all'altro così come le differenti etnie prima della guerra.

 

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