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Anticipo di A. Il Milan non decolla

01-03-2015


 

 

Una traversa di Honda ad inizio ripresa. E poi tanta corsa, abnegazione, impegno e volontà. Caratteristiche proprie di una provinciale che lotta per la salvezza, non certo per una delle regine, presunte, del campionato. Il Milan raccoglie il terzo risultato utile consecutive ma è chiaro che i volti a fine gara tra i rossoneri non possono essere dei più soddisfatti. Il Milan raccoglie cinque punti nelle tre sfide contro Empoli, Cesena e Chievo, avversari non certo trascendentali.

La squadra di Inzaghi stecca soprattutto là davanti. Menez al Bentegodi non si accende, Destro si muove maggiormente rispetto alle ultime sortite ma la porta ancora non la vede, Pazzini ci mette impegno, ma non basta. A dare la scossa ci ha provato il giapponese Honda. Da poco in campo il talento del Sol Levante stampa un sinistro sulla traversa e su quell'occasione il Milan costruisce dieci minuti di qualità. Alza il baricentro, accorcia le linee, mette il Chievo alle corde. Ma sono solo dieci minuti.

L'inserimento di Paloschi ridà fiato alla fase offensiva del Chievo e la gara torna sui binari dell'assoluto equilibrio. In avvio di gara Inzaghi ritrova Diego Lopez che rientra dalla squalifica. Confermato il 4-3-1-2, con Bonaventura trequartista alle spalle di Destro e Menez. In difesa, dove si è fatto male Rami, Bocchetti agisce accanto ad Alex. Sull'altro versante per Maran indisponibili Botta squalificato e Frey infortunato, al posto del francese il tecnico inserisce il giovane Mattiello. In avanti tandem Meggiorini-Pellissier.

Buona palla per Destro su suggerimento di Poli in avvio, poi Pellissier porta scompiglio nell'area rossonera, matassa risolta da una puntuale uscita di Lopez. Menez non quell'estro necessario per scardinare l'attenta difesa del Chievo. L'infortunio di Montolivo permette a Inzaghi di disegnare un Milan più offensivo e l'inserimento di Honda sembra portare frutti importanti, ma il suo sinistro di Honda sulla traversa è solo un'illusione.

Il Chievo ha solidità e, soprattutto, corsa e volontà, ben impersonifacata da una grande prestazione di baby Mattiello, bravo sia nelle chiusure che nelle sortite offensive. Paloschi scalda i guantoni di Lopez, nel finale Inzaghi prova anche la soluzione Cerci. Ma il pareggio è il risultato finale. Giusto perché il Milan ci ha provato ma senza dare continuità, giusto perché il Chievo ha messo in campo quella determinazione, quella sana cattiveria per cui uscire dalla sfida senza un risultato positivo non sarebbe stato corretto.

 

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