Cultura

Cinema. Addio ad Albert Maysles

08-03-2015

 

NEW YORK. Lavorava ancora e il suo prossimo film, "In Transit", uscirà il mese prossimo al Tribeca Film Festival: il mondo del cinema dice addio a Albert Maysles, pioniere del documentario che filmò i Kennedy, i Beatles e i Rolling Stones, ma anche i manicomi sovietici negli anni Cinquanta e le cugine in disgrazia di Jackie O' in "Grey Gardens".

Maysles è morto nella sua casa di New York a 88 anni. Con il fratello David, scomparso nel 1987, era considerato uno dei pionieri del cinema verità alla maniera americana. A chi gli chiedeva perché la gente che appariva nei suoi film accettasse di farsi riprendere, Maysles, a cui in luglio il presidente Barack Obama aveva consegnato la Medaglia Nazionale per le Arti, rispondeva con una citazione di Nietzsche: "Ogni nocciola, anche la più piccola, vuole essere aperta".

Autore di una trentina di documentari tra cui "Salesman" sui venditori di Bibbie porta a porta nel Sud, "Primary" sulla campagna di JFK nel 1960, "What's Happening! The Beatles in the USA", Maysles era nato a Boston nel 1926. Voleva fare lo psicologo ma nel 1955 era partito per una vacanza in Unione Sovietica per visitare ospedali psichiatrici armato di una 16 mm prestata dalla Cbs: era nato così il suo primo documentario: "Psichiatria in Russia".

"Fare un film non è trovare la risposta a una domanda. È cercare di catturare la vita com'è", aveva spiegato nel 1994 in una intervista al New York Times la sua tecnica di non intervistare i soggetti dei suoi documentari. Questa immediatezza era la caratteristica dei film dei fratelli Maysles a cui nel 1970 "Gimme Shelter" sul tour americano dei Rolling Stones diede fama planetaria. Quel documentario includeva fotogrammi di un fan accoltellato a un concerto della band in California e l'ammirazione per i critici fu in parte bilanciata da accuse di aver strumentalizzato un atto di violenza.

Preoccupazioni di altro tipo di strumentalizzazione erano emerse cinque anni dopo con "Grey Gardens", il doppio ritratto delle cugine di Jackie Kennedy, Edith Bouvier e la figlia Edith Bouvier Beale, che vivevano nello squallore - e in stato di confusione mentale - in una villa decrepita degli Hamptons. Quel film catturò l'attenzione del pubblico per decenni: nel 2009 ne hanno fatto un remake Jessica Lange e Drew Barrymore per HBO che ha vinto sei Emmy tra cui uno per il miglior film per la televisione.

 

 

 

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