La città

8 Marzo. Le donne in piazza a New York

Di Riccardo Chioni

09-03-2015

Mentre la diplomazia mondiale ieri ha celebrato l'International Women's Day con una marcia cui hanno partecipato i vertici delle Nazioni Unite e la first lady di New York Chirlane McCray, a Herald Square si è svolta una manifestazione di sindacati, lavoratori, gruppi e studenti per ricordare le 147 vittime dell'incendio al Triangle Shirtwaist Factory del 1911.

 

NEW YORK, Mentre la diplomazia mondiale ieri ha celebrato l'International Women's Day con una marcia cui hanno partecipato i vertici delle Nazioni Unite e la first lady di New York Chirlane McCray, a Herald Square si è svolta una manifestazione di sindacati, lavoratori, gruppi e studenti per ricordare le 147 vittime dell'incendio al Triangle Shirtwaist Factory del 1911.

Nella Dag Hammarskjöld Plaza gremita di gente, la first lady ha parlato della storia del movimento femminista che affonda le radici a New York.

"L'International Women's Day è nato proprio qui nel 1908, quando quindici mila donne lavoratrici sono scese in strada per marciare e chiedere migliore trattamento salariale, i diritti dei lavoratori e orari di lavoro più corti. Tante cose sono cambiate da allora - ha proseguito Chirlane McCray - e New York resta pioniere per i diritti delle donne".

La first lady ha tracciato anche un quadretto di casa de Blasio, ad iniziare dal marito sindaco, "Bill è un profondo assertore del potere rosa" e della figlia Chiara orgogliosa femminista che studia Women and Gender Equity e, infine Dante, pure lui convinto femminista.

"Oggi - ha sostenuto Chirlane McCray - scriviamo la storia, domani iniziamo a creare un futuro più promettente per le nostre madri, sorelle, figlie e per noi stessi e le nostre famiglie".

Dopo l'applaudito intervento la first lady si è unita al segretatio generale Ban Ki-moon, alla direttrice esecutiva di UN Women Phumzile Miambo-Ngcuka, presidente della 59esima sessione della Commission on the Status of Women e assieme hanno guidato la marcia.

A Herald Square la manifestazione per l'8 Marzo ha richiamato donne, lavoratori, studenti, gruppi civici, immigrati e sindacati per formare una rappresentanza internazionale nella piazza antistante Macy's transitata da una folla di visitatori, molti dei quali totalmente ignari della ricorrenza.

Da una decina d'anni la International Women's Day Coalition organizza una marcia inclusiva per onorare le donne che 104 anni fa hanno sfilato in strada per lavoro e diritti, in quella che sarà ricordata come la prima giornata internazionale delle donne.

Al centro della commemorazione la Coalizione ha posto la drammatica perdita di 147 sartine, nella maggior parte immigrate, morte nel terribile incendio del Triangle Shirtwaist Factory avenuto il 25 marzo del 1911, ad un isolato da Washington Square Park nel West Village.

Ma già nel 1857 le donne che lavoravano lunghe ore e in condizioni alle volte disumane nelle fabbriche di abbigliamento, avevano iniziato i movimenti dei lavoratori per ottenere un orario lavorativo decente, parità salariale e migliori condizioni sul posto di lavoro.

Richieste queste che sono più che mai di attualità in un mondo dove le donne sono retribuite non equamente per lo stesso lavoro svolto dagli uomini e molte donne in taluni paesi del mondo continuano a lavorare in condizioni di pericolo e senza la protezione di regolamenti in materia.

Il rapporto di UN Women's reso noto sabato ha consluso che ad oggi nessun Paese al mondo ha raggiunto la parità dei sessi e, ancora oggi, una donna ricevce 77 centesimi per ogni dollaro guadagnato invece dagli uomini.

Sicuramente miglioramenti si sono verificati in seguito ai movimenti sorti per i diritti delle donne durante gli anni Sessanta, ma persiste ancora nell'immaginario collettivo il concetto che alle donne sono riservati determinati lavori, come quelli domestici, o nel campo della salute, come cassiera o commessa.

Un recente studio realizzato da African American Policy Forum e il Center for Intersectionality & Social Policy della Law School della Columbia University intitolato "Black Girls Matter: Pushed Out, Overpoliced and Under Protected" rivela come le studentesse di colore vengono spinte fuori dal sistema scolastico, per essere destinate a lavori sotto-pagati o per finire - al peggio - dietro le sbarre.

Statistiche alla mano, il rapporto rivela che nell'anno scolastico 2011-2012 a New York City rispetto alle ragazze di carnagione chiara, quelle dalla pelle nera sono state sospese alla media del 90 per cento e lancia un appello affinché la società s'impegni all'inclusione delle ragazze di colore nel dibattito sulla giustizia razziale.

Intanto ieri è arrivata a New York l'Alta rappresentate Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini che stamani incontrerà il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon e successivamente è previsto un intervento di "Lady Pesc" in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

 

 

L'omaggio di Papa Francesco: "Vedono oltre"

 

Di Angela Abbrescia

 

ROMA. Nella giornata dedicata alle donne, l'omaggio più significativo è giunto ieri dal Papa. Le donne "vedono oltre" ha detto Francesco, e "ogni giorno cercano di costruire una società più umana e accogliente". Parole che sembrano fare eco a quelle pronunciate sabato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Senza le donne l'Italia sarebbe più povera e ingiusta".

La Giornata della donna è stata celebrata in tutto il Paese, tra flash mob, tweet, post su Facebook, omaggi di mimose. Augurio via e-news anche dal premier Matteo Renzi. "Oggi, 8 marzo, un saluto a tutte le donne che ogni giorno cercano di costruire una società più umana e accogliente" ha detto papa Francesco all'Angelus, dinanzi alla folla di fedeli in Piazza San Pietro. Il pontefice, che non non ha mancato di ringraziare anche le donne "che in mille modi testimoniano il Vangelo e lavorano nella Chiesa", ha voluto ribadire "l'importanza delle donne e la necessità della loro presenza nella vita".

"Un mondo dove le donne sono emarginate è un mondo sterile - ha sottolineato - perché le donne non solo portano la vita, ma ci trasmettono la capacità di vedere oltre, loro vedono oltre. Ci trasmettono di capire il mondo con occhi diversi, di sentire le cose con cuore più creativo, più paziente, più tenero".

Un augurio "a tutte le donne, nessuna esclusa" è arrivato dalla e-news di Renzi. Il premier ha voluto omaggiare "chi fa lavori umili tutti i giorni, magari prendendo meno del pari grado uomo, a chi in questi mesi fa ricerca nello spazio come il capitano Samantha Cristoforetti". "L'Italia è migliore grazie al vostro impegno. Proviamo a renderla ancora più bella, insieme, per essere un Paese di opportunità davvero pari, di opportunità per tutte e per tutti" ha concluso.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha movimentato in questi giorni il dibattito chiedendo un linguaggio più ‘al femminile', ha ospitato a Montecitorio Rada Zarkovic, sopravvissuta all'eccidio di Srebrenica dell'11 luglio 1995.

"Dobbiamo onorare e rispettare quelle donne che si sono salvate dallo sterminio - ha detto Boldrini - noi donne italiane dobbiamo ricordarci di loro come dobbiamo ricordarci di quei tre quarti della popolazione femminile del mondo che ancora non ha diritti: la nostra emancipazione non sarà completa finché resteremo un'isola felice, se lasceremo indietro altre donne".

Il Quirinale, ieri aperto al pubblico proprio in occasione dell'8 marzo, ha accolto i visitatori con fasci di mimose sulle cancellate. Le mimose sono state come sempre le protagoniste della Giornata: secondo Coldiretti, quasi un italiano su quattro l'ha donata a una donna, ma la novità di quest'anno è che il 16% delle donne ha acquistato il caratteristico fiore giallo per regalarlo a un'amica o a se stessa.

Hanno festeggiato in modo originale a Capri, con un flash mob in corsa nella celebre Piazzetta per dire no alla violenza di genere. A Roma, invece, è stato organizzato un viaggio simbolico del tram storico ‘8 finestrini', in servizio dal 1928 al 1963, dove sono state esposte fotografie che mostrano il ruolo delle donne nel periodo della guerra e nel dopoguerra.

La capitale ha dedicato la giornata all'attrice Anna Magnani, con un omaggio alla Casa del Cinema.

Una piccola punta polemica, infine, dalla responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, che via Twitter ha invitato Renzi a istituire nuovamente un Ministero delle Pari Opportunità. Una dicitura che però non piace alla sua compagna di partito, Laura Revetto, che sempre su Twitter argomenta: "Siamo nel 2015 e non siamo minoranza, lo si chiami Ministero per la pari dignità".

 

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