La città

McDonald's. Pestaggio pianificato da mesi

Di Riccardo Chioni

14-03-2015

 

Il brutale pestaggio, lunedì scorso, di una ragazzina in un ristorante McDonald a Brooklyn da parte di un branco di coetanee era in gestazione da gennaio, secondo quanto rivelato ieri dal procuratore distrettuale di Brooklyn.

La giovane ripresa in video mentre malmena e prende a calci una ragazzina nel ristorante situato a Flatbush, anche se non ha voluto collaborare con gli investigatori, ha comunque vuotato il sacco sulle sue responsabilità nell'aggressione, ammettendo ai detective che la sua gang era alla caccia della vittima da gennaio.

Aniah Ferguson, 16 anni, che sarà processata come adulta, ha riferito agli investigatori che il pestaggio è stata una rivalsa perché la vittima, Ariana Taylor ha "commesso qualcosa di sgradevole nei confronti di una cara amica", senza tuttavia specificare l'origine della vendetta.

La Ferguson, capo del branco di aggressori, è comparsa di fronte al magistrato della criminal court di Brooklyn Joy Campanelli che ha disposto per l'accusata una cauzione da mezzo milione di dollari.

Il procuratore Leila Rosini ha dichiarato che la Ferguson è stata accusata di "gang assault" dopo che la stessa ha ammesso di avere partecipato al pestaggio di lunedì.

"Mentre la vittima era a terra inerme, la Ferguson ha continuato a prenderla a calci" ha riferito il procuratore precisando che per questo tipo di reato è prevista la condanna a 25 anni di carcere.

La giovane che ha guidato l'aggressione - stando agli investigatori - apparterrebbe alla famigerata gang Young Savage, una affiliata della banda Folk Nation specializzata in truffe con carte di credito. La Ferguson ha una figlia di un anno e una lunga fedina penale con denunce per aggressione anche in famiglia e droga.

L'avvocato che difende la Ferguson, Sarah O'Leary ha chiesto al giudice Campanelli di usare clemenza per la sua assistita che - ha aggiunto - "è una mamma che sta cercando di uscire da un circolo vizioso e ridare un senso alla sua vita", precisando che la vittima - dopotutto - non ha subito gravi conseguenze.

La Ferguson sorrideva giovedì sera quando è stata accompagnata dai detective fuori dal 70th Precint per essere trasportata al Brooklyn Central Booking, sorpresa di vedere l'assedio dei media, ma all'uscita dal tribunale non ha aperto bocca, forse perché ha capito che questa volta rischia davvero di finire dietro le sbarre per lungo tempo.

Gli investigatori sono venuti a sapere che la Ferguson si trovava assieme a quattro amiche in un'abitazione, quando ha ricevuto una telefonata da un conoscente che indicava la presenza della vittima in un ristorante fast food McDonald nelle vicinanze.

Il gruppetto di ragazze si è diviso in due dirigendosi in due diverse direzioni dei fast food McDonald che si trovano nei paraggi, non sapendo esattamente a quale si riferisse l'amico al telefono.

La Ferguson con il suo gruppo è giunta al ristorante di Flatbush dove si trovava la Taylor assieme ad un'amica ed ha chiamato rinforzi.

Trovata la vittima, la Ferguson ha chiamato le altre che erano dirette in altra direzione e quando sono arrivate la vittima stava per lasciare il ristorante. A quel punto la Ferguson ha detto all'amica della vittima di girare al largo perché la Taylor avrebbe "avuto quel che si meritava".

A quel punto il branco delle ragazze si è scagliato addosso alla Taylor, che è gracile, prendendola a pugni, prima che la poveretta finisse a terra dove è continuato il pestaggio e sono volati calci.

Questo succedeva mentre una dozzina di altri ragazzi e almeno due adulti stavano a guardare la brutale aggressione, senza muovere un dito, ma riprendendo la scena con telefonino.

La Ferguson ha proseguito nella sua ammissione raccontando agli investigatori che anche quando la Taylor è caduta a terra ha continuato a picchiarla "perché ero arrabbiata" per ciò che ha fatto all'amica del cuore, sempre senza entrare nei particolari.

Quando è tornata la calma nel McDonald, la Ferguson che indossava solo il reggiseno e jeans, ha strappato alla Taylor il giubbino che indossava, la borsetta e il telefono che uscendo ha gettato nel cestino dei rifiuti.

L'infame video del pestaggio della durata di tre minuti ha fatto il giro del mondo e la polizia è ancora alla caccia di altre cinque ragazzine che lunedì si sono associate alla Ferguson nella brutale aggressione, mentre politici ed autorità si sono affrettati a denunciare l'accaduto.

Il presidente del Borough di Brooklyn Eric Adams si è presentato ieri di fronte alle telecamere per manifestare lo sdegno dell'intero quartiere, offrendo mille dollari di ricompensa a chi fornirà informazioni utili all'arresto delle altre cinque ragazze coinvolte nella rissa.

 

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