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Change the World. 1600 studenti di 92 Paesi riuniti all'Onu

di Riccardo Chioni

21-03-2015


NEW YORK. Il prossimo anno Change the World Model UN auspica di poter contare sulla partecipazione dei  rappresentanti di tutti gli Stati aderenti alle Nazioni Unite dove ieri si è svolta la cerimonia di apertura della quarta edizione che vede la partecipazione di 1.600 giovani provenienti da 92 Paesi.

Riuniti nella storica sala dell'As-semblea Generale del Palazzo di Vetro, fino al 25 prossimo gli studenti lavorano in qualità di ambasciatori all'Onu degli Stati membri, nonché di premier e ministri nelle silumazioni di G8. G20, World Bank e Fondo Monetario Internazionale.

L'evento Change the World è tra i più prestigiosi al Palazzo di Vetro per la partecipazione di ospiti di primissimo piano della dilpomazia mondiale. E' l'occasione in cui i giovani possono confrontarsi con i leader mondiali e affermare le proprie idee per lo sviluppo sostenibile del pianeta, fondato sui valori della democrazia e della tolleranza, oltre ad aspirare a diventare i leader del futuro.

Più che mai attuali gli argomenti specifici al centro della conferenza di Change the World 2015: diritti umani, risorse idriche, energia e sicurezza; temi questi che sono la base del messaggio lanciato da Milano Expo che apre il primo maggio.

Per dare il saluto di benvenuto agli aspiranti ambasciatori sono saliti sul podio l'ambasciatore italiano all'Onu Sebastiano Cardi, il fondatore dell'As-sociazione Diplomatici Claudio Cordino, l'inviato speciale del Segretario Generale per la Gioventù Ahmad Alhendarwi, l'alto rappresentante dell'Onu per Alliance of Civilizations Abdulaziz Al-Nasser, la co-fondatrice della San Patrignano Foundation Letizia Moratti e, tra gli ospiti, l'ex giocatore della Juve e ex allenatore della Nazionale U21 Marco Tardelli campione del Mondo a Spagna ‘82.

"È un anno importante, perché questo è anche l'anno di verifica dei gol del millennio. È un anno - ha sottolineato la signora Moratti -  nel quale si fa il punto sul raggiungimento degli obiettivi del millennio e tra questi i temi della povertà, della fame, della scarsità di risorse idriche, della malnutrizione. Il 2015 è un anno importante per le Nazioni Unite, le sue agenzie e per tutti i governi".

Letizia Moratti ha anche invitato i giovani a riflettere: "Partendo da alcune considerazioni. La prima è che ci sono più di 800 milioni di persone che soffrono la fame, ci sono più di due milioni di bambini che muoiono ogni anno per malnutrizione e c'è un tema che riguarda anche le donne. Lavorano tre quarti delle ore lavorative nel mondo, ma guadagnano il dieci per cento del profitto mondiale".

Lo ha ribadito, mettendo in evidenza il ruolo della donna: "Il mio stimolo ai giovani è quello di ragionare sull'importanza di ridurre gli sprechi di cibo, lavorare per cui nel mondo ci sia una migliore distribuzione del cibo e ragionare sulla opportunità di dare più responsabilità alle donne, perché grazie alle donne molti dei problemi legati al cibo possono essere risolti".

Palrando di Milano Expo 2015, Letizia Moratti ha detto che "gli italiani sono sempre bravi a recuperare anche nelle situazioni più difficili".

"L'Italia ha una quantità di risorse naturali, paesaggistiche che possono attrarre anche aldilà di Expo e credo - ha sottolineato - che la pssibilità di dibattere un tema così importante possa far si che Expo diventi un volano di crescita, di sviluppo e di occupazione, ma soprattutto anche di riflessione su temi così importanti".

Claudio Corbino ha sostenuto che al quarto anno di Change the World si può parlare di riscontri: "Il primo è una accentuazione della volontà dei ragazzi di andare a conseguire il titolo finale distudio all estero. Questo da italiano naturalmente mi dispiace, vorrei che l'Italia fosse in grado di attrarre cervelli e speranze. Invece, in questa fase purtroppo altri paesi risultano più attrattivi. La nostra spe-ranza è quella di riuscire a mantenere il flusso di attività con i ragazzi".

I presenti alla IV edizione sono 1.600 di cui 700 italiani, gli altri provenienti da 92 Paesi, con un forte incremento che Corbino ha attribuito all'attenzione che le istituzioni italiane e internazionali hanno saputo rivolgere a questo evento.

Per l'anno prossimo, ha spiegato il fondatore, la promessa all'amba-sciatore Cardi è di riuscire a portare alle Nazioni Unite almeno uno stu-dente per tutti i 193 Paesi membri.

 

 

 

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