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Serie A. La Roma vince il Napoli all'Olimpico

04-04-2015


 

 

La Roma torna a vincere all'Olimpico - e per di più con due successi di seguito in campionato, contata Cesena - cosa che non succedeva dal novembre scorso, e mantiene il secondo posto. Il Napoli invece perde la quarta partita consecutiva in trasferta e vede sfumare quasi definitivamente le sue ambizioni di agganciare il secondo posto, con il -9 dai giallorossi. Garcia e i suoi potranno quindi trascorrere una Pasqua tranquilla, dopo aver battuto il Napoli.

Le due squadre, comunque, hanno cercato di onorare l'impegno, giocando una discreta partita in cui però il Napoli non ha potuto disporre del miglior Higuain, ieri ombra di se stesso dopo essere rientrato due giorni fa dagli impegni con la nazionale argentina, e in cui il solo Mertens ha giocato ai suoi livelli.

La Roma, da parte sua, ha sfruttato al massimo l'occasione pur continuando a essere inconsistente in avanti priva com'è di un vero attaccante. Hanno cercato di farne la veci un Ljajic intestarditosi troppo nel dribbling e un Iturbe che centravanti non è, come si è visto bene nel finale, al 43' st, quando ha calciato sull'esterno della rete dopo aver ricevuto un assist penetrante da Ibarbo e aver ‘scartato' il portiere avversario. Il gol-partita lo ha segnato Pjanic nel primo tempo, con un ‘piazzato' su assist di Florenzi. Poi il bosniaco si è lasciato andare ad un'esultanza polemica nei confronti di curva e giornalisti.

Calo finale a parte, quando ha sofferto la pressione del Napoli, la Roma ha comunque evidenziato progressi fisici e tattici, dimostrando che la vittoria di Cesena potrebbe davvero essere stata il primo segnale di ripresa. Ma non va dimenticato che sono risultati decisivi per il successo di oggi gli interventi di Manolas in difesa e dell'ex De Sanctis tra i pali. In particolare il portiere romanista ha salvato i suoi su un tiro di sinistro di Mertens all'8' st e un altro sempre del belga al 12' st, e soprattutto al 22' st sulla conclusione ravvicinata di Gabbiadini, il cui ingresso è sembrato tardivo segno che Benitez ha qualcosa da rimproverarsi. Il Napoli si era reso pericoloso in due occasioni anche nel primo tempo, al 39' quando Manolas si era ‘immolato' su De Guzman, nell'unica azione pericolosa dell'olandese, e al 42' quando la conclusione ‘a giro' di Higuain era finita a fil di traversa. Per il resto il possesso di palla è stato spesso della Roma, riuscita alla fine a interrompere anche in casa la serie dei pareggi: 6, più una sconfitta, tutto ciò che aveva raccolto all'Olimpico dal 30 novembre scorso. In attesa del recupero degli infortunati, di Totti, Keita e del miglior Gervinho che a questa squadra farebbe molto comodo, Garcia riprende fiato e registra i progressi della sua squadra, nel prossimo turno attesa da un impegno ricco di insidie sul campo del Torino.

Il Napoli, al quarto ko consecutivo in trasferta, avrà invece l'immediata occasione per una rivincita, anche se in chiave di Coppa Italia, visto che nell'impegno di metà settimana avrà la semifinale di ritorno contro la Lazio. Poi, il 16 aprile, ci sarà anche l'impegno continentale in quella Europa League a cui Benitez tiene molto. Ma servirà il migliore Higuain, quello che ieri proprio non si è visto.

 

 

La Juve supera un ottimo Empoli

 

 

 

 

La Juventus non lascia neanche le briciole, neppure una piccola illusione ottica a Roma e Lazio di ridurre un po' il distacco abissale. Vince 2-0 con l'Empoli - che si conferma squadra brillante malgrado la sconfitta - con l'ennesimo centro di Tevez ed il raddoppio nel finale di Pereyra, ed incamera altri tre punti in quella che ormai è la discesa verso il tricolore. Senza il ‘trio delle meraviglie' a centrocampo (Pogba, Pirlo e Marchisio) la squadra di Allegri cambia pelle, combattiva ma meno brillante nel gioco, e fa l'ennesimo monumento a Buffon. Decisivo tre volte il portiere, nel secondo tempo, con la squadra di Sarri ancora pimpante e disposta a giocarsi tutte le carte per strappare almeno un punto allo ‘Stadium': Buffon devia prima un colpo di testa di Pucciarelli, servito con un lancio da 40 metri di Valdifiori, poi si ripete in uscita sullo stesso attaccante toscano, che poi cade in area, e infine, respinge il tiro di Croce. E la Juve può tirare un sospiro di sollievo, uno di quei "fiuuuu" che usa tanto Allegri.

Fare a meno di Pogba, Marchisio e Pirlo non è facile neppure contro l'Empoli, peraltro una delle più belle realtà di questo campionato. Allegri non ha molte alternative e mette Padoin in mezzo campo, con Vidal alla sua destra e Sturaro alla sua sinistra, confermando giocoforza il 3-5-2 che fu tanto caro a Conte. Senza trequartista. Centrocampo di altra sostanza, certo, ma ad aiutarlo ci pensa Tevez, bravo anche nei panni del suggeritore. Ma è quando accelera verso la porta che l'argentino sfodera i suoi colpi migliori: per due volte Sepe deve uscire dai pali per fermarlo. Spettacolare l'azione al 21' pt con la finta dell'Apache in area che fa saltare a vuoto due difensori dell'Empoli, provvidenziale poi l'uscita del portiere dell'Empoli.

I toscani replicano con un assist al bacio di Saponara e destro potente ed alto di poco di Maccarone. Poi arriva l'ennesimo momento di gloria per Tevez: per anticipare Sturaro, Rugani (che l'anno prossimo sarà nella rosa della Juventus, l'ha confermato Marotta prima del match) tocca di suola verso Sepe che para con le mani: punizione a due in piena area di rigore, anzi al vertice dell'area piccola. Tocco di Vidal e missile terra aria dell'argentino che sfreccia sulla testa degli empolesi in barriera e sopra le umane possibilità di Sepe. Gol numero 17 in questo campionato per Tevez e Juve in vantaggio proprio nel finale di tempo.

Deve poi aspettare altri 45' soffrendo, per trovare un altro gol. In mezzo tanto impegno di Sturaro, Vidal e Padoin per non fare pensare troppo alle assenze illustri. E un bell'Empoli, con Saponara, Valdifiori e Croci a costruire gioco. La difesa bianconera è abbastanza attenta e quando non ci arriva ci pensa Buffon.

Alla fine, tanto per ripetere fino all'ultimo di che pasta è fatto, si scatena ancora Tevez: Sepe ci arriva ma devia sui piedi di Pereyra che non si lascia sfuggire l'occasione.

 

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