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Anticipi di A . Ora l'Inter sogna l'Europa. Icardi mette ko la Roma nel finale

25-04-2015


 

MILANO. L'Inter ritrova il suo profeta Hernanes e il suo bomber Icardi che le regala il gol della vittoria su una Roma sempre più smarrita. Si riapre la corsa all'Europa grazie ai 45 punti in classifica, cinque in meno della Sampdoria (quinta) e a quattro dalla Fiorentina (sesta). A San Siro finisce 2-1, con il gol del momentaneo pareggio dei giallorossi firmato di Nainggolan. La Roma resta a 58 punti insieme alla Lazio che oggi contro il Chievo proverà il sorpasso.

I nerazzurri ci mettono il cuore e tanta volontà, ci credono fino alla fine e riescono a sfatare il tabù di San Siro dove non riuscivano a vincere dall'8 febbraio. Il successo contro i giallorossi mancava addirittura dal 2011. Eppure, i tredici punti di differenza tra le due squadre non fotografano la partita. I progressi dei nerazzurri sono tangibili e le scelte di Mancini - ieri meno compassato del solito - sono quelle giuste. C'è Gnoukouri che riceve l'applauso caloroso e meritato di San Siro, fuori ancora una volta Kovacic e Shaqiri (che entreranno nel secondo tempo), Hernanes titolare dietro le due punte Icardi e Palacio.

Garcia gioca a viso aperto, vuole conservare il secondo posto e - per vincere - si affida a Totti, con Ibarbo e Gervinho. Una scelta coraggiosa ma improduttiva almeno nel primo tempo con i giallorossi che faticano a segnare.

Le squadre scendono in campo con una buona dose di aggressività e intensità: subito un tiro per parte con Brozovic e De Rossi. Poi, allo scadere del quarto d'ora, il primo acuto della partita. Lo regala Hernanes con un gol alla sua maniera: praticamente da fermo, il brasiliano scarica nell'angolino un sinistro imprendibile per De Sanctis. Capriola classica per i festeggiamenti dell'ex laziale che libera i suoi compagni dalla paura e sblocca una partita piuttosto complicata. La Roma reagisce immediatamente con il palo di Ibarbo ma gli errori dei capitolini pesano: non si capiscono Nainggolan e Gervinho, piccolo screzio fra i due.

La partita è tesa, a tratti dura. Orsato lascia correre ma poi mette mano ai cartellini gialli e ammonisce Palacio e Yanga-Mbiwa. Guarin rischia per un fallo su Holebas che suscita la protesta di Mancini e del dirigente Romeo, costretto a lasciare la panchina anzitempo. Ancora tensione e proteste per un presunto fallo di mani di Manolas che ostacola Icardi dopo un millimetrico lancio di Gnoukouri.

La partita è piena di errori e imprecisioni: nella difesa interista svetta finalmente Vidic, indecisioni eccessive invece da parte di Ranocchia, sempre bravo e generoso Palacio, Icardi sciupa ma alla fine si conferma goleador di razza. La Roma risponde con un grande Nainggolan, autorevole e grintoso in campo. Soffre invece Pjanic, che addirittura chiede la sostituzione. Male Gervinho, buona la prova di Holebas. La squadra di Garcia cerca la vittoria e, nel secondo tempo, scende in campo con maggiore determinazione anche se Icardi getta alle ortiche una doppia occasione. Sembra una serata stregata per lui soprattutto quando al 18' Nainggolan trova il pareggio grazie a Pjanic il quale approfitta di un errore di Ranocchia.

Al 20' ancora l'Inter potrebbe passare in vantaggio: Palacio cade sulla soglia dell'area di rigore, palla a Guarin che scarica su De Sanctis. La Roma manovra sulla trequarti, ma i suoi tentativi sono sterili, l'Inter è attenta e guardinga. Al 39' Icardi butta via l'ennesima occasione, praticamente un rigore ma al 43' finalmente arriva la rete liberatoria dell'argentino che trafigge De Sanctis. Il finale è tutto nel segno nerazzurro che colleziona occasioni con Palacio e Podolski. Ultimi secondi a nervi tesi, ammonizioni bipartisan e proteste della Roma che non ci sta.

L'Inter ce la fa, batte la Roma e può rilanciare le sue residue ambizioni in un'annata altalenante e difficile. Mancini spera di costruire la squadra del futuro insieme a Thohir e, questa volta, il suo ottimismo è servito a dare fiducia e carica a un gruppo comunque in crescita. Per la Roma momento difficile, la classifica non si muove e le concorrenti incalzano. Garcia non riesce a sbrogliare una difficile matassa e rischia grosso: in palio c'è più dell'accesso alla Champions, ci sono l'orgoglio e la dignità di una grande squadra. Otto punti in sei partite sono davvero un magro bottino.

 

 

L'Udinese esorcizza il Diavolo

 

UDINE. L'Udinese esorcizza il Diavolo. L'anticipo della 13/a giornata del girone di ritorno al Friuli termina 2 a 1 in favore dei bianconeri.

Succede tutto nella ripresa di una gara dominata dal primo all'ultimo minuto dalla squadra di casa, contro un Milan quasi apatico, capace di svegliarsi dal torpore solo nei minuti finali, quando l'Udinese cala il ritmo, pagando l'evidente stanchezza per le energie spese in una gara ad altissima intensità.

Troppo tardi però perché il gol di Pazzini riesca a riaprire i giochi e pareggiare i conti delle reti di Pinzi e Badu.

L'Udinese è padrona della prima frazione di gara. I bianconeri schierati in campo da Stramaccioni in 4-3-1-2 con Domizzi chiamato a stringere i denti al centro della difesa e Gejio, a sorpresa, a fare da spalla a Di Natale, mettono subito in campo intensità e pressing alti. Gli ingredienti giusti per provare a infilare il Milan in velocità. Non è un caso che già al 1' Di Natale costringa Maxi Lopez al primo intervento. Quando si trova in campo aperto la squadra bianconera, ieri con una maglia "speciale" con la condivisione dei colori della Asd Pallamano Rovereto (primo vincitore del concorso Dacia Sponsor Day),sembra in grado di fare male. In più occasioni i friulani sfiorano un gol che non arriva; neanche al 44' quando il sinistro di Guilherme sfiora l'incrocio dei pali con Diego Lopez in evidente ritardo.

Il Milan risponde con Suso, Pazzini e Menez nel tridente d'attacco del 4-3-3 messo in campo da Inzaghi. I rossoneri in campo però sono lenti e prevedibili. Non riescono mai ad accelerare la manovra per rendersi pericolosi. Se si esclude una conclusione dalla distanza di Van Ginkel al 35', alta sopra la traversa, il Diavolo non inquadra praticamente mai lo specchio della porta bianconera. Non si considera neppure come occasione il tiro di Antonelli su cross di Suso allo scadere che si insacca nella porta difesa da Karnezis dopo che l'arbitro ha già fischiato un fallo commesso proprio dal rossonero su Widmer in marcatura. Lo 0 a 0 con cui si chiude il primo tempo si sblocca in avvio di ripresa.

Il vantaggio friulano arriva al 13' sugli sviluppi di un calcio d'angolo, l'ennesimo battuto dai bianconeri. Dalla bandierina Di Natale calcia in mezzo all'area. Pinzi, nella zona del dischetto, stop e destro con la palla che passa tra le gambe di un paio di difensori rossoneri e si infila nell'angolino basso alla destra del portiere.

Inzaghi prova a cambiare pedine per scuotere i suoi, ma Rami e Destro non riescono a imprimere un cambio di rotta e di ritmo alla squadra. L'Udinese ha tutto il tempo per schierarsi in difesa e chiudere ogni spazio. Ripartendo in velocità. L'Udinese legittima il meritato vantaggio al 29': Badu segna raccogliendo un cross di Guilherme dopo una conclusione respinta a Di Natale.

La prima sbavatura bianconera, al termine di una gara quasi perfetta dei friulani, consente al Milan di accorciare le distanze. E' il 43': i rossoneri battono il primo calcio d'angolo. Sugli sviluppi del tiro della bandierina Cerci crossa al centro dell'area dove Pazzini è libero di svettare di testa a beffare Karnezis. Sembra riaprirsi la gara ma si tratta soltanto di un finale che costringe l'Udinese a soffrire per l'ultima manciata di minuti.

 

 

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