Cultura

Met. Pagliacci e Cavalleria accoppiata vincente

di Franco Corsaro

01-05-2015


NEW YORK. Come di consueto in ogni stagione, il Metropolitan introduce al  pubblico opere nuove, ma anche nuove produzioni come quella del regista David McVicar. La vicenda di questa produzione. che sostituisce il capolavoro del grande Zeffirelli del 1970, è stata trasportata in un qualsiasi paese del Meridione d'Italia negli anni del dopoguerra, senza introdurre ebbrezze coloristiche siciliane e calabresi, cioè la mancanza del carretto siciliano di compare Alfio e "il sole di mezz'agosto" sullo sfondo dei Pagliacci. 

Nella  Cavalleria, appare un palcoscenico girevole su cui il coro in costume da funerale partecipa alla processione di due statue di santi. Per i Pagliacci il regista si è ispirato ai colorati costumi calabresi e all'introduzione del ballo nell'intermezzo fra i due atti.

Poiché la commedia dell'arte "play-within-a-play" non è mai comica, il regista ha prodotto un Vaudeville Show in cui introduce Tonio che canta il prologo in una smagliante divisa con in mano il microfono. L'allestimento scenico dei muri delle pareti non ha creato l'atmosfera delle piazze delle due opere e le scene al buio non hanno dato vitalità all'azione. In queste opere veristiche c'è un nesso ideale con il neorealismo cinematografico che appartiene ad una cultura fondamentalmente borghese.

Per queste opere gemelle, il Met ha allineato una compagnia di canto eccezionale,  molto nota per le passate interpretazioni. In testa al cast il tenore argentino Marcelo Álvare, nel doppio ruolo di Turiddu e Canio, che si è destreggiato con una voce di squillante ampiezza nelle arie più importanti dei due capolavori: "L'Addio alla madre" e "Vesti la giubba".

Gli altri interpreti sono molto noti al pubblico del Met, fra loro spiccano il soprano Eva-Maria Westbrock (Santuzza), il baritono George Cagnidze nel doppio ruolo di Alfio e Tonio, il soprano Patricia Racette (Nedda), il baritono Lucas Meachem (Silvio), e i bravi comprimari nei ruoli minori.

Il maestro Fabio Luisi ha diretto con felice intuizione ritmica e con cospicua coerenza teatrale. Successo di pubblico per gli artisti.

 

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