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Anticipi di Serie A. La Juve fermata in casa dal Cagliari

10-05-2015


la prima uscita in campionato con il nuovo scudetto ha dato soltanto un pareggio alla Juventus, fermata dal Cagliari (1-1), che così è diventata la quarta squadra italiana a non perdere allo "Stadium", la terza in serie A dopo Inter e Samp (la Fiorentina ha vinto, ma in Coppa Italia). I sardi rimangono se non con un piede, ancora con qualche dito in serie A, a -5 dall'Atalanta.

Ma l'unica vera partita che interessa alla Juventus è il ritorno di Champions, mercoledì prossimo al "Santiago Bernabeu" di Madrid, dove andrà partendo dal 2-1 dell'andata e convinta di giocarsi la promozione alla finale del 6 giugno a Berlino. Per questo Allegri ha attinto a piene mani dalla lista di "quelli che hanno giocato di meno", e l'unico vero motivo di interesse è stato il ritorno di Paul Pogba, 52 giorni dopo il grave infortunio muscolare riportato nella notte di Dortmund. Ed il francese che ancora una volta, almeno a parole, l'a.d. Beppe Marotta ha tolto dal mercato, ha ripreso subito il filo.

Accolto da applausi scroscianti quando ha toccato il primo pallone e poi al primo tiro della partita, dopo 2' 20" - un destro fuori - , il numero 6 bianconero è tornato subito anche al gol, con l'aiuto della deviazione di Ceppitelli, pochi secondi prima del fischio finale del primo tempo. Pogba è rimasto in campo 62' ed il suo recupero verrà perfezionato nei prossimi giorni, ma è scontato che giocherà dal 1' contro il Real. E' un'arma fondamentale contro i "Blancos" assetati di rivincita.

Attorno a Pogba, Marchisio, Barzagli e Pereyra, Allegri ha fatto giocare la "Juve 2", schierata secondo il 4-3-3 già usato in Coppa Italia, con Matri punta centrale, Pepe e Coman ai lati.

Il Cagliari, dopo il 4-0 al Parma, ha provato (ma non sempre osando quello che poteva), a cogliere un risultato di prestigio che avrebbe tenuto accesa la speranza di una clamorosa salvezza ai danni dell'Atalanta. Farias e Cop hanno iniziato con il piglio giusto, ma poi la Juve ha ripreso il controllo, trascinata da Pogba e Coman. Il Cagliari si è fatto di nuovo più intraprendente nel finale della partita, ha pareggiato con Rossettini, ha protestato per un anticipo, forse falloso, di Ogbonna su Sau, ma lo stesso Sau ha mandato alle stelle il pallone del possibile 2-1 al 91'. Festa contenuta allo "Stadium" riaperto agli ultras nella curva sud, grazie alla sospensione della chiusura che era stata decisa dopo il lancio della bomba carta nel derby con il Torino. La partecipazione dei ragazzi delle scuole calcio è stata annullata, l'unica cosa diversa del pomeriggio è stato il frusciare delle migliaia di bandiere bianconere distribuite all'ingresso. La festa per lo scudetto è rimandata a fine mese, contro il Napoli. Ed i bianconeri sperano che non sia l'unica.

Nella foto Ansa, Pogba dopo il gol

 

Il Milan mette la Roma nei guai

 

Berlusconi promette: il Milan non finirà in mani sbagliate, non lo avrà chi è a caccia di popolarità. Messaggio per Mr. Bee Taechaubol poco prima del fischio di inizio della partita contro la Roma vinta dai rossoneri per 2-1 (van Ginkel e Destro, accorcia Totti su rigore).

"Sono pronto a fare un sacrificio - dice il presidente che per la prima volta parla apertamente delle sue intenzioni - e a staccarmi dal Milan, ma solo dopo aver verificato le reali intenzioni di chi vuole acquistare il club". Un chiarimento necessario dopo giorni di "rumors" e di incertezze che però non placa la protesta degli ultras ancora una volta fortemente sarcastici verso il club e Galliani: "Una stagione senza dignità, uno stadio vuoto, la triste realtà e adesso grandi campioni per rifondare se senza tifosi non volete restare o al citofono ci verrete a supplicare".

Un clima difficile per il Milan che si gioca dignità e orgoglio. Di fronte ha una Roma che non vuole lasciarsi scappare il sogno della Champions. Inzaghi aveva strigliato i suoi giocatori: "In tanti devono tenersi stretta la maglia del Milan".

La squadra capisce l'antifona e gioca un buon primo tempo, cresce con lo scorrere del tempo, passa in vantaggio con van Ginkel e costringe De Santis a un paio di parate miracolose. L'approccio della Roma alla partita è comunque positivo, ma i tentativi di Doumbià e Florenzi vengono neutralizzati dagli interventi di Diego Lopez e Alex. Al 13', però, primo squillo dei rossoneri: Honda prova il tiro dalla distanza e impegna De Sanctis che devia sopra la traversa. Il giapponese è in forma, lo si vede fin dalle prime battute della partita e sarà una spina nel fianco per la difesa della Roma. I giallorossi cercano di concretizzare il buon momento con il gol del vantaggio, ma al 17' il colpo di testa di Manolas si infrange sul palo. Le due squadre in campo si allungano, il risultato è aperto. Il Milan prende coraggio, vuole riscattarsi dopo i tre ko consecutivi e, trascinato da un ottimo Honda, sfrutta le incertezze dei giallorossi.

La Roma, invece, subisce il contraccolpo della sostituzione di Gervinho, costretto a lasciare il campo per un problema muscolare. Lo rileva Ljajic ma la squadra di Garcia perde gran parte dell'iniziativa in attacco. Il Milan ne approfitta e chiama ancora De Sanctis ad un gran intervento: al 37' Van Ginkel crossa e Bonaventura impatta di testa, ma è bravo il portiere ospite. L'occasione mancata è preludio al gol: due minuti più tardi, affondo sulla fascia destra di Honda che indisturbato mette palla al centro servendoVan Ginkel bravo ad accompagnare in rete. Vantaggio meritato per il Milan che affronta a testa alta la Roma, seconda in campionato.

Nella ripresa i rossoneri non arretrano e confermano la grande voglia di riscatto. Dopo un tentativo di Florenzi al volo, arriva il raddoppio di Destro che si avventa su un cross di Honda, gol di testa per il giocatore ancora di proprietà della Roma. Emozione per il centravanti che dedica il gol al nonno scomparso una decina di giorni fa.

Il Milan è carico e Bonaventura sciupa la palla del 3-0. Garcia è sconsolato, si siede in panchina piuttosto torvo. Chiama allora Totti che si prende gli applausi dell'intero stadio e riaccende la partita. Al 27' De Jong travolge Iturbe, l'arbitro fischia il rigore, trasforma il capitano con Diego Lopez che aveva intuito la traiettoria.

Inzaghi sostituisce Destro che non la prende bene, al suo posto Pazzini. Ultime fiammate della Roma, davvero brutta ieri sera tanto da non impensierire mai seriamente il portiere avversario. Finale teso con Inzaghi che viene espulso per proteste. Ultima chance per i giallorossi è una punizione calciata da Totti. Nulla di fatto e la partita finisce con la vittoria dei rossoneri. La Roma resta ferma a 64 punti e il suo secondo posto è sempre più in bilico.

Il Milan torna a vincere dopo tre sconfitte consecutive (il successo mancava dal 4 aprile, in casa invece dal 21 marzo). Berlusconi lavora per il bene della squadra, dice.  Le sue parole sono rassicuranti: la società sarà ceduta soltanto di fronte a serie intenzioni e a nuovi investimenti. In caso contrario, sarà un Milan giovane e tutto italiano.

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