Cultura

La Ciociara torna negli Usa . L'opera di Tutino rappresentata a San Francisco

14-06-2015


 

SAN FRANCISCO. È la prima volta che un teatro lirico americano commissiona un'opera a un compositore italiano dai tempi della La fanciulla del West di Giacomo Puccini, che venne rappresentata al Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910.Grande era attesa a San Francisco per la prima assoluta, di ieri sera, di "Two Women" ("La Ciociara"), la nuova opera di Marco Tutino nata da una commissione della San Francisco Opera House e del Regio di Torino (in Italia arriverà nella stagione 2016).La città americana è da settimane costellata di manifesti, anche sui bus e metro.Realizzata su un libretto scritto dallo stesso compositore milanese e da Fabio Ceresa, mette in scena le vicende narrate nel romanzo di Alberto Moravia pubblicato nel 1957, reso celebre dalla trasposizione cinematografica del 1960 di Vittorio De Sica, che valse alla sua protagonista Sophia Loren l'Oscar per la migliore interpretazione femminile: il sovrintendente David Gockley ha subito accettato l'idea e la proposta di Tutino come compositore, e della Ciociara, che in America è conosciuta come Two Women, due donne.

"Era però necessario adattare il romanzo al melodramma, inventando una serie di personaggi e di azioni che nel libro non esistono, per dare drammaticità e drammaturgia all'intera opera". Per questo Tutino si è rivolto a uno sceneggiatore professionista, Luca Rossi con cui ha elaborato un soggetto ex novo approvato dalla SFO. Dopodiché, come spiega lo stesso Rossi, "si è passati a una sceneggiatura, con dialoghi e azioni che poi sono stati tradotti nel libretto da Tutino e Ceresa.

La regia è di Francesca Zambello, regista molto nota in Usa, e la protagonista, Cesira, è la mezzo soprano italiana Anna Caterina Antonacci".

A dare voce e corpo a Cesira, con la figlia sedicenne Rosetta in fuga dalla Roma assediata nel vano tentativo di mettersi in salvo sulle vicine montagne, sarà appunto Antonacci (accanto a lei, Sarah Shafer). Dimitri Pittas e Mark Delavan vestiranno i panni dei due principali ruoli maschili, il tenore Michele e il baritono Giovanni. In particolare nell'opera il ruolo di Giovanni è più centrale rispetto all'originale del romanzo: "Noi - spiega Rossi all'Ansa - ne abbiamo fatto il classico villain, fondamentale nell'architettura del melodramma, e su cui si impernia poi tutta la storia. Giovanni crede di amare Cesira, ma in realtà vuole possederla, è l'archetipo del maschio italiano. All'inizio pensa di esserci riuscito, ma poi Cesira incontra Michele, che è l'idealità, e scopre un altro mondo, lontano dai suoi valori, ma proprio per questo ben più affascinante.

Per Giovanni è finita, ma lui non si rassegna, la donna diventa un'ossessione che lui persegue con cattiveria e furbizia, fino a far fucilare Michele dai nazisti. Eppure, anche in questa sua perfidia, abbiamo cercato di lasciargli una sfumatura di umanità, di non farlo bidimensionale come spesso i cattivi nelle opere liriche: all'oultimo momento, offre a Michele la possibilità di salvarsi, se rinuncia a Cesira. Ma Michele ovviamente rifiuta, con i furbi non tratta".

Tutta questa storia, osserva Tutino, che ruota anche intorno a snodi narrativi e piccoli colpi di scena, non esiste nel romanzo né nel film, mentre qui diventa il perno centrale dell'azione e dei sentimenti, ed è la principale novità drammaturgica dell'Opera rispetto alla tradizione cinematografica e letteraria.

Tutino alla vigilia del debutto in una conversazione con l'Ansa risponde: "Da più di cento anni gli Stati Uniti non commissionavano un'opera a un compositore italiano. Paura? "Beh, se il paragone è Puccini, certo, un po' di tremarella c'è. Ma è anche una grande occasione per portare una musica moderna, ma ascoltabile, al grande pubblico. Uscire dalla rarefazione della musica contemporanea e tornare a una musica e a un dramma di sentimenti, di passione, e alla fine, perché no, di puro piacere, è una bella sfida. Che alla fine dà anche più senso al nostro lavoro".

A curare l'allestimento, con le scene di Peter Davison, i costumi di Jess Goldstein e le luci di Mark McCullough, mentre l'esecuzione musicale è affidata al direttore musicale del teatro Nicola Luisotti, che con il sovrintendente David Gockley ha fortemente voluto questo lavoro.

 

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