Economia

Tsipras presenta un piano da 12 miliardi

10-07-2015

Il compito più difficile per Alexis Tsipras non è tanto scrivere la sua lista di riforme, quanto riguadagnare, attraverso di essa, la fiducia dei colleghi. Tutti si aspettano delle concessioni maggiori rispetto agli ultimi negoziati, soprattutto se in cambio vuole gli aiuti più un'apertura sul debito. Il premier ci prova: una manovra da 12 miliardi invece degli 8 promessi fino alla settimana scorsa, scritta assieme a tecnici francesi e della Commissione europea per assicurarsi che non ci siano errori.

 

BRUXELLES. Il compito più difficile per Alexis Tsipras non è tanto scrivere la sua lista di riforme, quanto riguadagnare, attraverso di essa, la fiducia dei colleghi. Tutti si aspettano delle concessioni maggiori rispetto agli ultimi negoziati, soprattutto se in cambio vuole gli aiuti più un'apertura sul debito. Il premier ci prova: una manovra da 12 miliardi invece degli 8 promessi fino alla settimana scorsa, scritta assieme a tecnici francesi e della Commissione europea per assicurarsi che non ci siano errori. E le istituzioni europee provano a dargli una mano: il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk si aggiunge al Fmi e chiede ai Paesi dell'Eurozona di fare una proposta sul debito greco.

Mentre nel Paese l'incertezza si fa sempre più forte, e le banche riapriranno solo martedì, Tsipras lavora senza sosta assieme ai suoi ministri alla proposta da presentare entro la mezzanotte alle istituzioni, cioè l'ex Troika. L'atteggiamento del Governo è cambiato, non vuole commettere errori e quindi si lascia anche aiutare dai tecnici del Governo francese e della Commissione europea. I mediatori in questa vicenda sanno quanto sarà difficile convincere l'ala dura dell'Eurozona, Germania in testa, della bontà del piano greco. Per questo vogliono preparare una proposta che sia il più possibile vicina alle loro aspettative.

Estonia e Slovacchia, spiegano fonti europee, erano pronte a chiudere la porta ad Atene già martedì scorso. Non sarà facile perché, come ricorda Pier Carlo Padoan, "la risorsa che più scarseggia oggi in Europa è la fiducia, tra cittadini e Stati e fra gli Stati stessi". Per questo, ricorda il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble, già martedì aveva suggerito al neo collega Euclid Tsakalotos di varare delle leggi il prima possibile, anche in settimana, per riguadagnare la considerazione del resto d'Europa. "Just do it!", ha detto al collega greco, secondo quanto lo stesso Schaeuble ha raccontato.

Il Governo ellenico è pronto a mettersi al lavoro da lunedì, non appena siglata un'intesa globale, che comprenda anche un'apertura sul debito. Intanto cerca di elaborare una lista di riforme che vada bene ai creditori e non trovi ostacoli in Parlamento. Il presidente della Commissione Ue Juncker ha anche incontrato i leader dell'opposizione greca, forse proprio per sondare la loro disponibilità a sostenere il piano di Tsipras.

La situazione è complicata, ammettono fonti europee, perché stavolta non ci sono tempi supplementari, le misure dovranno andare subito bene a tutti: dal Fmi, che vuole riforme drastiche come l'abolizione della contrattazione collettiva, agli Stati che non vogliono fare sconti a Tsipras. E intanto, il conto per Atene sale: l'impasse degli ultimi mesi è costata molto all'economia greca, e quindi i target di bilancio dovranno necessariamente essere più elevati di quelli proposti finora. Il piano da 12 miliardi di euro prevede per ora l'abolizione delle baby pensioni, con sanzioni per scoraggiarle, ma resta il rinvio della 'clausola zero deficit' per le pensioni complementari. C'è poi l'aumento dell'Iva su ristoranti, alberghi e alimentari, ma resta lo sconto per le isole.

Sul fronte del fisco, sale la tassazione dei profitti delle società dal 26% al 28%, come chiedeva l'ex Troika e viene introdotto un contributo di solidarietà e resta l'odiata tassa sugli immobili. Di fronte ad uno sforzo più importante del Governo, che a Bruxelles già riconoscono, si allarga il partito dell'apertura sul debito: "Le proposte di Atene devono essere accompagnate da una proposta realistica dei creditori sulla sostenibilità del debito per creare una situazione 'win win'", ha detto il presidente Tusk.

La situazione resta comunque delicata, tanto che il Fmi invita a "un'azione politica tempestiva" per gestire il contagio, qualora le cose dovessero andare male.

 

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