Economia

Usa. Il Pil sale ma la ripresa è lenta

31-07-2015

 

NEW YORK. L'economia americana accelera nel secondo trimestre dopo un avvio lento. Ma la ripresa dalla Grande Recessione è lenta, la più lenta dalla Seconda Guerra Mondiale: il tasso di crescita medio annuale dal 2012 al 2014 è del 2%, più basso rispetto al +2,3% precedentemente stimato. A pesare il processo di riduzione del debito delle famiglie, che ha frenato i consumi, motore dell'economia americana rappresentando i due terzi del Pil.

Nel periodo aprile-giugno il Pil è salito del 2,3%, sotto le attese degli analisti che scommettevano su +2,5%. Il dato comunque è positivo perché mostra un'accelerazione rispetto al +0,6% dei primo trimestre, rilevazione rivista al rialzo rispetto al -0,2% stimato inizialmente. Un revisione che entra nel mirino della Fed, chiamata a stabilire la tempistica del primo aumento dei tassi di interesse dal 2006: un rialzo è dato per scontato per il 2015 ma non è chiaro se la Fed agirà già a settembre.

A spingere il Pil nel secondo trimestre sono stati i consumi, saliti del 2,9% a fronte del +1,8% dei primi tre mesi dell'anno. Gli americani - afferma la Casa Bianca commentando i dati - stanno spendendo i risparmi realizzati nei primi tre mesi dell'anno grazie ai più bassi prezzi della benzina. ‘'Il presidente - mette in evidenza la Casa Bianca - è impegnato a premere sul Congresso per aumentare gli investimenti nelle infrastrutture, aprire le nostre esportazioni a nuovi mercati con accordi commerciali di alto livello''.

Nel secondo trimestre le esportazioni sono salite del 5,3% dopo il -6% dei primi tre mesi. Le importazioni sono cresciute del 3,5% contro il +7,1% dei primi tre mesi. Le spese del governo sono salite dello 0,8% a fronte del -0,1% del primo trimestre, grazie alle spese statali e municipali.

Gli analisti ritengono il dato sul Pil non soddisfacente, ma osservano come sembra giustificare un aumento dei tassi da parte della Fed, perché si tratta di una crescita legata ai consumatori americani.

‘'I consumi e l'immobiliare hanno spinto il Pil. La crescita è abbastanza forte per suggerire che i tassi dovrebbero essere superiori allo zero'' affermano gli analisti, secondo i quali il ‘'miglioramento del mercato del lavoro, insieme alle spese delle famiglie grazie alla bassa inflazione e ai bassi prezzi del petrolio, è centrale per l'economia per sostenere una crescita forte. Il nuovo dato, soprattutto la revisione del primo trimestre, rimuove i dubbi sulla salute dell'economia''.

 

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