Economia

Crisi. Alfano ha un piano shock

21-08-2015

 

 

ROMA. Cinque anni di leggi speciali contro la crisi, con misure per "uno shock fiscale e uno shiock burocratico" e provvedimenti per il sostegno alle famiglie con figli, articolati in un pacchetto che il ministro dell'Interno Angelino Alfano presenterà al premier a settembre, alla ripresa dell'attività politica e in vista della legge di Stabilità. Il numero uno di Area popolare, l'ala di centro destra della maggioranza, ne parla all'Ansa anticipando le linee del piano. Con una premessa: quello che "stiamo affrontando non è un tempo normale o ordinario della storia", è "una crisi durata più dell'ultima guerre mondiale". Servono quindi azioni eccezionali che dispieghino i propri effetti per almeno un quinquennio, durante il quale non dovranno subire modificazioni.

Quello che Alfano ha in mente e proporrà a Renzi è un piano che agisce in tre direzioni. Innanzitutto il fisco, con "una botta secca alla tassazione prima casa". Poi la burocrazia, con una "profonda deregolazione", per "passare dal sistema delle autorizzazioni a quello della libertà di fare in base alle leggi esistenti". Stop, insomma, alla giungla delle licenza. "Se uno deve avviare un'attività, aprire un capannone o una pizzeria o anche fare una modifica edilizia alla propria casa, e leggi e regolamenti urbanistici locali lo consentono - sintetizza Alfano - può cominciare senza ulteriori richieste, magari assistito da una certificazione di conformità da parte di un professionista. Dopo di che, lo Stato avrà sempre il potere di controllare se tutto è conforme alla legge. Ma il cittadino non dovrà aspettare il parere di nessuna autorità pubblica per cominciare".

Nessun timore che l'alleggerimento sul fronte degli interventi edilizi possa far gridare al condono mascherato o preventivo? "Qualche anima bella dirà di no. Una parte della sinistra dirà di no - risponde Alfano - ma o si attua un vero e proprio choc o terremo il Paese sotto una cappa di paura burocratico-fiscale e di incertezza del diritto. Noi puntiamo invece a rimettere in circolo denaro ed energie: non denaro pubblico, che non ce n'è, ma capitale privato", spesso lasciato fermo per timore di incappare nei cavilli.

Progetti per il Sud e innalzamento della soglia per il contante a 3mila euro - agevolando semmai l'uso della carta di credito piuttosto che limitare l'utilizzo del cash - sono altri aspetti del programma che ha pero soprattutto nella famiglia l'altro suo cardine. La proposta mette infatti sul tavolo 7,5 miliardi da utilizzare per "detrazioni e deduzioni per i nuovi nati, aiuti alle spese, dai pannolini ai libri, e aiuti ai nuclei familiari che assistono anziani in casa". Le coperture "ci sono" e sono "solide", assicura il ministro, che pensa di finanziare l'intervento con tagli alla spesa pubblica.

Alfano ha in mente la famiglia cosiddetta tradizionale, che che "meglio ha retto davanti alla crisi". E' quindi inevitabile chiedergli se per i prossimi mesi non ci si possa attendere qualcosa, sul piano del riconoscimenti dei diritti, per le coppie omosessuali. "La nostra linea resta chiara e non cambia: rispetto per le affettività di tutti, ok al rafforzamento dei diritti individuali, no all'equiparazione delle unioni omosessuali con il matrimonio, no all'adozione dei figli per le coppie dello stesso sesso, no alla reversibilità perché se ci sono denari pub-blici da investire, li si investano, come pro-poniamo noi, nella famiglia".

Il numero uno di Ap deve fronteggiare, in questa fase, anche qualche vicenda interna, come quella che vede Nunzia De Girolamo in netto riavvicinamento a Forza Italia. Se si concretizzerà, sarà un'uscita isolata o ne porterà altre con sé? Alfano, nel presentare la sua proposta anti-crisi, minimizza: "Ciascuno - dice - è libero di realizzarsi come crede, rispetto le scelte di tutti", ma "è Forza Italia che è passata da una scissione all'altra. Noi non abbiamo problemi".

 

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