La politica

Partiti. Salvini allarga l'"asse" a Grillo

28-08-2015

 

ROMA. Un cantiere aperto dove programmi ed interlocutori cambiano con rapidità e disinvoltura: il centrodestra stenta ancora a trovare identità. E Matteo Salvini prova a giocarsi il tutto per tutto per conquistarne la leadership, sparigliando nuovamente il tavolo e chiamando nella partita anche il M5S.

Ipotesi irrealistica nella quale volutamente i confini tra opposizione e centrodestra appaiono fin troppo sottili agli stessi diretti interessati.

Il segretario della Lega da una parte riceve il "benvenuto" di Forza Italia per il richiamo all'unità della coalizione ("Benvenuto, ora programmi e regole", scrive il Mattinale); dall'altra si becca l'ironia del Pd che definisce l'apertura di Salvini ai 5stelle utile per creare "un'armata Brancaleone".

Ma il leader del Carroccio sembra proprio volere creare scompiglio: rimettere tutto in gioco per distribuire le carte quando si dovranno decidere i candidati per le elezioni del 2016 in particolare in città come Milano e Bologna. Ieri, dopo le polemiche delle scorse settimane sull'ipotesi di primarie di coalizione, Salvini ha ricucito con Silvio Berlusconi: "Siamo una coppia perfetta", ha detto.

Ora, invece, ha aperto a Grillo: "Se c'è accordo sulle cose da fare, fra chi è all'opposizione, l'invito a collaborare lo rivolgo a tutti Grillo compreso".

In realtà, il segretario lumbard gioca sull'equivoco dell'invito già rivolto al M5S a prendere parte "alla manifestazione del 6/7/8 novembre per liberare l'Italia da un governo di incapaci che ha solamente peggiorato tutti i parametri di crescita". Nel centrodestra c'è consapevolezza che l'obiettivo di "mandare a casa Matteo Renzi" non può da solo bastare a tenere uniti partiti così distanti. Allo stesso tempo resta ancora da sciogliere l'incognita del futuro di Ncd e dei suoi esponenti, divisi dal richiamo alle origine forziste e dal nuovo legame con il premier. In ogni caso, non tutti all'interno di Forza Italia si fidano di Salvini. A iniziare proprio da Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere in parte è affascinato dal piglio del giovane segretario leghista ma non intende cedere sulla scelta dei candidati per le amministrative, non prendendo assolutamente in considerazione la questione della leadership di centrodestra. L'ex premier, d'altronde, sta dialogando anche con alcuni esponenti di Ncd proprio per verificare le ipotesi di qualche clamoroso rientro in vista delle comunali 2016. Insomma, Fi non intende abbassare la testa.

In tal senso può essere letta anche l'investitura pressoché ufficiale nei confronti di Alfio Marchini come eventuale candidato alla poltrone di sindaco di Roma qualora si votasse. Una mossa che chiude le porte ad una candidatura unitaria del segretario di Fdi Giorgia Meloni che, al contrario, avrebbe l'appoggio della Lega.

 

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