Cultura

Metropolitan. Bocciato l'Otello bianco col volto dipinto di nero

21-09-2015

 

NEW YORK. Mai più un Otello in "blackface". Il Metropolitan di New York rompe con la tradizione della lirica. Il tenore lettone Aleksandrs Antonenko non canterà la parte del "Moro" di Venezia truccato da nero nell'opera di Verdi da oggi in scena in uno dei più famosi teatri dell'opera del mondo. La decisione, in un anno segnato dal massacro in una chiesa nera di Charleston e dal successivo dibattito sui simboli della Confederazione sudista, è un terremoto nel mondo tradizionalista dell'opera.

"Otello deve essere nero", ha protestato un fan quando il Met ha postato su Facebook un video delle prove. Al che un altro fan ha replicato: "Chi pensa così, vive nell'Ottocento". A differenza di quanto accaduto una generazione fa nei teatri di prosa, che hanno smesso di annerire i volti di attori bianchi nelle produzioni del dramma di William Shakespeare, il mondo dell'opera era rimasto indietro.

Lo stesso Antonenko, uno degli Otello più richiesti al mondo per la sua voce possente, ha cantato il ruolo truccato da nero in vari teatri europei. La pratica del "blackface" negli Usa è particolarmente offensiva.

Risale ai "minstrel shows", pantomime dell'Ottocento in cui attori bianchi truccati da neri si sbizzarrivano nel denigrare gli afroamericani come appartenenti a una razza inferiore.

La pratica è rimasta dura a morire non solo nei teatri della lirica: la scorsa primavera una rappresentazione in "blackface" dell'American Ballet Theater, che incidentalmente solo pochi mesi fa ha eletto la sua prima "etoile" nera, aveva offeso membri del pubblico. "La lentezza di molti teatri dell'opera e di compagnie di danza ad adattarsi ai cambiamenti della società rappresenta una sfida, in un momento in cui cercano di avvicinare un nuovo tipo di pubblico più giovane e più sensibile, a antiche forme d'arte", ha osservato il New York Times.

Per il regista del nuovo Otello è stata tuttavia una scelta senza storia: "Non ho mai pensato che di questi temi si potesse solo considerare di fare Otello con il trucco", ha detto Bartlett Sher secondo cui lo stesso Verdi e il librettista Arrigo Boito erano meno interessati alla razza del loro personaggio di quanto non fosse Shakespeare: "L'Otello verdiano è un outsider a disagio nella società veneziana che viene spinto a una folle gelosia che a sua volta culmina nella tragedia. Tutto questo si può comunicare senza trucco".

 

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