I consigli di Laura

La famiglia la ripudia per via della... sorella- mamma

23-09-2015

 

Cara Laura,

vengo da una famiglia molto numerosa, 8 sorelle e tre fratelli. Quando avevo appena 8 anni mio padre e mia madre sono morti. Sono andata a vivere con la mia sorella più grande, suo marito e suo figlio. Ho vissuto con loro fino al mio 18mo compleanno.

Un giorno, al mio ritorno da un lavoro dopo-scuola ho trovato tutta la mia roba davanti casa e la serratura cambiata. Sono rimasta scioccata. Sono dovuta andare a vivere in una stanza affittata in quanto nessuno dei membri della mia famiglia voleva avere a che fare con me. Per fortuna il mio duro lavoro è stato premiato e sono riuscita a crearmi una vita piena di successi che mi ha permesso di vivere agiatamente.

Due settimane fa un parente lontano mi ha telefonato dicendomi che la mia sorella maggiore era malata di cancro e si trovava in un ospedale vicino alla città dove io vivo. Ha aggiunto che sperava che io l'andassi a trovare.

Non ci vedevamo da 50 anni ma ciononostante non ho potuto resistere all'impulso di andarla a trovare. Quando sono entrata nella sua stanza è scoppiata a piangere. Mi ha confessato di non essere mia sorella ma mia madre. E siccome il marito era venuto a saperlo, è stata costretta a mandarmi via da casa. Il giorno dopo è morta. Sono andata a trovare i membri della mia famiglia ancora in vita e mi hanno detto che tutti sapevano della "vergogna" per cui non volevano avere contatti con me. Più volte ho provato ad avvicinarmi a loro ma senza successo. E la cosa mi fa soffrire molto. Laura, credi che dovrei dimenticarmi di tutti e continuare la mia vita?

Mirella

Cara Mirella,

tutto quello che ti è successo non è colpa tua, anzi tu sei stata la vittima di questa ingrata situazione. Il comportamento dei tuoi familiari non è per niente giustificato. Il mio consiglio è quello di fare ciò che "senti". Parla ancora con i tuoi familiari ed esprimi, ancora una volta, il desiderio di avere rapporti con loro. Metti in chiaro che la tua porta è aperta. La decisione spetta a loro. Qualunque cosa succeda ti consiglio di continuare lo stesso per la tua strada. Parlare con un terapista sicuramente ti gioverebbe ad "assorbire" i fatti di cui sei venuta a conoscenza. In bocca al lupo.

 

Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,

475 Walnut Street, Norwood, N.J., 07648

 

 

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