Cultura

"Mia Madre". La prima statunitense del film di Moretti

01-10-2015

 

NEW YORK. La prima statunitense di "Mia Madre", presentatata al New York Film Festival in corso, rappresenta un tributo all'amata madre di Nanni Moretti (nato a Brunico nel 1953) e a tutte quelle che raggiungono l'età in cui stanno per lasciare l'esistenza. Nel cast la madre, professoressa di latino, è interpretata dall'attrice teatrale Giulia Lazzarini. Margherita Buy interpreta la figlia, regista che sta girando un film sul mondo del lavoro, di cui ha chiamato come protagonista un eccentrico e bizzoso attore americano, Berry (John Turturro).

La madre è ricoverata in ospedale, e viene assistita anche dal fratello Giovanni (Nanni Moretti). La donna, dicono i medici, non ha molto tempo. Tra le riprese di un film che si rivelano più complicate del previsto, una figlia 13enne con problemi col latino (quello stesso latino che insegnava la madre), e il dolore per un lutto che si sa imminente e non si sa come gestire, Margherita confonde realtà, sogno, ricordo e deve trovare la sua strada in tutta quella sofferenza.

Turturro, brooklynite, vincitore tra gli altri del premio come miglior attopre a Cannes e del David di Donatello, spicca per i suoi atteggiamenti comici nonostante i difficili tempi economici per la sua attività imprenditoriale.

Moretti è uno scrittore, attore e regista di successo al quale piace raccontare storie sulla fragilità esistenziale, e "Mia Madre" è un piccolo capolavoro visto dal punto di vista del fratello e della sorella, ambedue di mezza età. Una pellicola che esplora e riflette sulla brevità, preziosità e transitorietà della vita.

Nanni Moretti, che ha un ruolo nei suoi film alla Woody Allen, è il fratello Giovanni, attore non di successo, ma nelle dichiarazioni seguite alla proiezione, ha affermato di sentirsi "più vicino al personaggio di Margherita. Siamo ambedue i figli di una donna che se ne sta andando, un argomento che ho affrontato in altri film, ma qui è diverso. Tanti anni fa ho inparato che nei miei film devo far coesistere commedia e dramma".

"Ho incluso nel cast John - ha proseguito - perché è un attore che rispetto, il suo è un ruolo che racchiude della follia, ma desideravo anche un attore che avesse un rapporto col mio Paese. John ha infatti studiato ed imparato il copione in italiano".

Proprio a Turturro ho chiesto quale fosse il ricordo più vivido del suo lavoro col regista, e la risposta è stata che "Moretti è flessibile al punto da avermi consentito di improvvisare".

In una delle scene più divertenti il personaggio di Turturro afferma di essere frustrato come attore proprietario di una fabbrica, e nella scena del film interno al film, rivela disgustato: "Ho sognato che Kevin Spacey cercava di uccidermi".

Moretti, che ha concepito la storia durante un lungo arco di tempo, crede che ciò che resti di una persona siano le immagini del passato, le conversazioni, le emozioni e l'umanità. Nel film, emergono i ricordi della madre-professoressa di latino, la collezione dei suoi libri e gli studenti che la visitavano. Solo la famiglia capisce alla fine che quanto si tramanda e la permanenza dei ricordi risiedano nel trasferire al futuro l'ispirazione fornita dalla madre.

L'ultima battuta del film riguarda proprio una domanda che il personaggio di Moretti le pone: "Mamma, a che pensi?". Lei, pacatamente, risponde: "Al domani".

 

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